… non siamo noi, da soli.
A rifare l’uomo non bastano le buone leggi – quando ci sono – e neppure una buona decisione e un deciso impegno della persona. Dio stesso si mette all’opera per modellarci nuovamente, e il tempo della Quaresima ci è dato perché noi possiamo nuovamente affidarci alle Sue mani.
Ieri sera la cena di classe è stata, prevedibilmente, uno strazio moderato solo dal sonno che mi pressava ai fianchi e dai pochi momenti di condivisione con alcuni compagni che sento più vicini di altri.
Sono uscita nuovamente dopo una giornata lunga e pesante, ad un orario già tardo, rischiando quasi di non incontrare gli altri perché X.Y. si è confuso sull’appuntamento che era stato dato. Ho mangiato male (portandomi dietro sino a casa, sullo stomaco, il peso di una pizza che sarebbe più onesto definire pastone per cavalli); dopo aver preso il posto (sbagliato, perché all’estremità della tavola in cui sedevano le persone con cui avevo meno da spartire, e che non han certo cercato di coinvolgermi un minimo: d’altra parte, ogni “discussione” era un puerile esercizio di banalità).
Stamane, dopo una notte scombussolata ed agitata, mi sono svegliata, prevedibilmente, più tardi di quanto avrei voluto se avessi avuto lo stomaco in ordine, al suono dolcissimo di due galline in lotta furibonda: mia madre e mia zia. Il dolore provato nel vedere due persone care scannarsi così, per altro non capendo l’una ciò che affermava l’altra ma tirando avanti con la propria tiritera meschina ad libitum, credevo mi avesse definitivamente rovinato l’unica giornata libera dopo mesi. C’è poco da ricamare: quando ignoranza ed incapacità di comprendere i propri limiti e fidarsi di altri si incontrano, quando limitatezza mentale e sensoriale si sommano, e tu sai di esser più o meno sola a dover sopportare e limitare i danni; il tracollo è dietro l’angolo.
Però, e perciò, ecco: essermi costretta ad alzarmi dalla sedia davanti al pc nella quale mi ero rintanata, e andare a cercare mia madre (consapevole della mia tristezza ed arrabbiatura, ma al solito senza coglierne il motivo neppure superficialmente), averla cercata e averle chiesto con un gesto di non parlare e non aggiungere, ma di abbracciarci soltanto; tutto questo l’ho certo fatto io con coscienza, volontà, ecc.
Ma l’ha fatto in maggior parte lo Spirito che coscienza e volontà le sa guidare meglio di quanto non sappiamo noi, da soli.







Commenti