Dal pane sulle acque al seme nella terra

Tempo fa, presentando un mio precedente blog, avevo utilizzato la metafora biblica del pane gettato sulle acque per riaffermare come – nonostante apparenze a volte sconfortanti – l’atto del redarre con un minimo di costanza una pagina personale non vada mai a vuoto; nè vada mai considerato, quand’anche le cose non fossero procedute come noi progettavamo e speravamo, un fallimento per intero.
Ad esempio di questa mia convinzione potrei qui portare numerosi casi di blog deludenti per i loro autori e presto abbandonati, oppure al contrario tanto serrati e nutriti da non lasciare tregua e modo ad ogni lettore di intervenirvi e palesarsi; eppure a me personalmente utili e preziosi.
Potrei anche soffermarmi su come io stessa abbia colto solo in un momento recente quanto la mia stessa parola, il mio intervento in prima persona sulla rete abbia un’ampiezza di significato e di diffusione maggiore di quanto normalmente percepisca, nel mio tranquillo digitare. So insomma di non influenzare le masse (nè lo vorrei in senso meschino) ma so anche, ora, che una semplice riga può fare una differenza non da poco in una vita.

La mia stessa vita è però nel frattempo mutata ed io, senza cessare di gettare il mio povero pane sulle acque – offrendo così a chi di passaggio occasionali ma non casuali bocconi di buona novella, e di buona salute – intendo iniziare a coltivare il mio seme, il seme della vita e dei doni che mi sono stati dati, in modo più coscienzioso e metodico.
Voglio non soltanto mettere alcuni di questi doni (l’esperienza di fede, l’abilità scrittoria, l’empatia umanizzante, il background professionale ed il vissuto personale) a servizio dei miei amici-lettori; ma anche voglio coltivarli secondo lo spirito che mi guida da alcuni anni: uno spirito di condivisione, di mutua crescita, di rapporto tra persone mai solo virtuale e profondamente intrecciato.

Così passo, appunto, dal gettare pane sulle acque all’accudire un seme che possa fruttificare e produrre molti di quei pani.
Un sincero benvenuto a chi vorrà lavorarci insieme.

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8 thoughts on “Dal pane sulle acque al seme nella terra

  1. Già 🙂
    Wordpresso anch’io, ora.

    Faccio le faccende (aha), dò una spolveratina a questa nuova “casetta”, e torno a trovarti con più calma.
    Un saluto!

  2. Sono Ebby, ci fosse il pericolo di non essere riconosciuto.
    Ci tenevo a lasciare la mia impronta.
    Sai i divi, nel cemento fresco del Sunset Boulevard?

  3. So, so.
    Ma attento: qui non ci sono viali di cemento e marmo dai profili duri, ti trovi in un vasto campo di grano. Puoi lasciare la tua impronta soltanto seminando a tua volta, con intelligenza; o alla prima pioggia quella svanirà nel fango.

    Benvenuto.

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