Qui è l’amore!

Un titolo esplicito per un messaggio esplicito: il cristianesimo – anzi: il Cristo stesso – è amore, quello vero, profondo ed eterno; niente di meno – e niente di più: non morale, non dottrina, non tradizione, anche se tutte queste cose sono necessarie e direi sante.
Cristo è amore. Punto.
Nei commenti al precedente intervento ho speso un momento a mettere in guardia dall’essere ottimi filosofi e teologi senza essere però al contempo almeno discreti ascoltatori e ospiti di anime, di vite, di esperienze, di cuori, di ferite e fallimenti soprattutto.
Ora, invece di aggiungere una notarella lì, scrivo rapidamente e senza rifiniture queste nuove righe per spiegare che non si tratta di esercitare un confronto tra diverse intelligenze, che sottende sempre la supremazia dell’una sull’altra.
Nemmeno si tratta, essenzialmente, di esercitare ed allenare l’empatia, che è comunque un’intelligenza ed una capacità (anche) innata personale.
E’ piuttosto questione di amore: tutt’altra faccenda, d’anima e non di psiche. E non è forse questo il cuore del cristianesimo, usare il cuore nel guardare l’altro e nel toccarlo, parlargli; usargli amore prima di conoscere le sue intelligenze, le sue abilità, le sue apparenze e bravure e miserie?
Sì, è questo. Preciso preciso.

Non rinunciare a qualsiasi verità e certezza come gli ateisti e scientisti, non affidarsi alla ricerca di una superiore qualità di intelligenza e di prestazione dottrinale (ogni riferimento alla tanto temuta ed osannata prestazione sessuale maschile e femminile è voluta) come i dottori della legge di ogni tempo e tipo; entrambe formazioni da guerra.
Ma invece tendere a conservare preziosamente verità dottrina e tradizione; senza – massima caduta – caderne schiavi, sclerotizzarvisi sclerotizzando esse stesse, rendendo un pessimo servizio a Dio oltre che a sè stessi. Tra modernismo e rigidità corre una tensione vitale che si chiama dinamismo. Ed è attuabile soltanto se non si dimentica di subordinare ognuno di questi addendi all’unico immutabile, che ne è l’origine e l’ordinatore: l’amore.
Cadranno tanto i gelosi e superbi della propria intelligenza quanto i semplici che si sono adagiati nel solco di una verità lasciata in vetrina e non coltivata, mai presa in mano e fatta crescere, ma ritenuta tanto ovvia da finire per trovarla banale.
Ne dice qualcosa Chia, qui.
Tutti siamo – alternativamente – un terreno sabbioso adoperato come strada, poi sassoso, poi ancora pieno di rovi, ed infine (si spera, sempre più spesso) un terreno buono.

Il segreto sta nel guardarsi con sincerità e riconoscere che, in noi come in ogni altro, la verità ha un volto univoco ma molte voci e modalità di esprimersi e vivere, e dare vita.
E non sto parlando di forme estetiche e liturgiche, per citare le più discusse, ma di persone.
Essere cristiani è voler cogliere quella verità dentro le singole persone, e consegnarla loro nella modalità che loro stesse, al meglio, incarnano. Farlo perché le si ama, allo scopo di portare loro il massimo beneficio, non allo scopo di esaltare una bella e giusta verità – bella e giusta, ma vuota di relazione e senso là nella bella cornicetta in cui l’abbiamo relegata.
La verità senza carità è lettera morta.

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26 thoughts on “Qui è l’amore!

  1. quindi si può amare solo se si è cristiani? o di qualche fede? penso invece che chi crede in qualcosa al di fuori dell’amore, ama solo per ricevere ricompensa. davvero triste.

  2. Mamma mia che amplesso amoroso! Che stimola nell’irredimibile filogiudaico qualche breve domanda. Ma è ancora legittimo chiedere di non essere amati, di non essere oggetto di tanta carità, sì o no? E’ legittimo chiedere di tornare all’autentico “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” punto e basta (per usare un’espressione dialogica e coerente con il linguaggio del post) invece di consolidare l’entusiastico “ama il prossimo tuo come te stesso” (se non altro perché di gente che innanzitutto si ama, ne vedo ben poca in giro)? Cara amica blogger stimatissima (e sai bene che è vero), tu ti ami innanzitutto? In che modo intendi l’amore per te stessa? Riconosceresti la legittimità di altre opinioni riguardo l’amore che tu potresti esercitare su e per te stessa, sì o no? Posso innanzitutto chiedere di non essere danneggiato (vedendomi riconosciuto il diritto di definire per conto mio, sul conto mio, ciò che percepisco come danno), invece, o almeno prima ancora, di essere amato. Chiedendo una particolare attenzione alla cronologia di queste attività.
    Poche righe interrogative per poche righe di risposta? In fondo è Shabbat e il cornicione sinagoghiale dalla finestra mi richiama alla mitzwà (come sai, si fa per dire).
    Come preferirei essere su una panchina a discorrere con te e altri intimi di tutto ciò, invece di dover usare questa scatoletta nera.
    Andrea Matteucci

  3. No, la frase avrebbe senso se fosse stata “si può amare cristianamente solo se si è cristiani”.

    chi crede in qualcosa al di fuori dell’amore, ama solo per ricevere ricompensa –> perché mai, allora, amare un tale principio astratto dovrebbe essere meglio? E in che modo questo amar l’amore-in-sé sarebbe una forma migliore di amore? Ad adorare il mondo delle idee ci si dimentica del reale.

  4. E’ legittimo in un’ottica di pseudoamore, cioè quando si ha esperienza di persone che dicono “siccome ti amo ti obbligo a fare questo e subire quest’altro perchè io so cosa è meglio per te e tu no”.
    Questo però non è vero amore, ma una forma indiretta di egoismo, perchè l’amore vero vuole il vero bene dell’amato, e il vero bene implica la libertà di volere o non volere detto bene.
    Il cristianesimo è la religione di un Dio che si fa ammazzare piuttosto che imporre la sua divinità a chi non la vuole. Amore per eccellenza.

  5. non èun principio astratto….è amore e basta! senza pensare a ricompense….più reale di così? io sono reale ! tu sei reale- chi ha risposto ,intendo- ! dio o qualche altra entità da cui dovrei essere ricompensato….non so-puoi fornirmi delle prove??! ripeto…più reale di così.^_^

  6. primo chi gliel’ha chiesto di farsi ammazzare???- come cristianamente scrivi tu…
    secondo….usare il fatto che si è fatto ammazzare….per ottenere amore non è una forma diretta di egoismo??? più di così…sentiamoci bene bene in colpa , per una cosa che non abbiamo neanche chiesto noi…^_^
    premesso che io …non credo esista un volere divino …in questi ricatti psicologici….qui c’è l’uomo , che con l’invenzione di dio ….crea business^_^

  7. non è un principio astratto….è amore e basta! –> Fatico non poco a trovarla come la risposta alla domanda. È come se avesse detto “non è un principio astratto… è un fantasma e basta!”: nominare una cosa -nemmeno definirla, a questo livello- non la renderà automaticamente reale.

    A meno che… a questo punto, leggendo anche il resto del commento, mi sorge un dubbio: che è per lei il “reale”? Che cosa considera tale, o come definisce questo termine? Faccio notare che, per un impasticcato di LSD, il drago sputa-fuoco che sta piombando dall’alto sul suo esercito di zombie è un evento perfettamente ed integralmente reale, né più né meno come l’attacco di cuore che può cogliere un cardiopatico.

    Infine, vorrei sapere un’altra cosa: in che modo “amar l’amore” porterebbe all’amore verso gli altri? Cosa mi impedirebbe, seguendo tale principio, di ritenere cosa buona e giusta l’uscire di casa con un fucile a pompa e usare come bersagli mobili i passanti, a mo’ di tiro a segno?

  8. Wow! Meno male che, salvo una capatina per spiegare l’assenza di un recente intervento da me poi cancellato, ho spento il pc. Sennò non ne uscivo viva, addio weekend santificato… vero Andrea? 😉
    Dunque, ho letto rapidamente i commenti. Lascio questa nota per dire a tutti gli intervenuti che appena possibile, spero in giornata, vi rileggerò con calma e risponderò a ciascuno.
    Intanto comunque grazie: è bello vedere che vi sentite abbastanza a vostro agio – e quasi a casa vostra, oserei dire – da imbastire un piccolo dialogo e sentirvi liberi di rispondere anche senza di me.

  9. Cara/o psiche, innanzitutto ti pongo due domande che, a mio parere, sono cruciali e focalizzano una questione mai abbbastanza sviscerata:
    1. tu ti rendi conto che il tuo modo di porti è estremamente aggressivo, e qui e lì polemico? Se sei diposto o disposta a riconoscere l’aggressività delle tue risposte, vorresti dirmi se è questo il tipo di atteggiamento e di relazione che tu consideri adatta a raccontare, trasmettere e generare amore?
    2. sinceramente, tralasciando i commenti che hai avuto in risposta (dato che la prima risposta è la tua, e si rivolge a me ed a ciò che io ho scritto), ritieni davvero che il mio intervento affermi che dall’amore (quello vero, non un qualsiasi innamoramento, ma di questo parliamo poi) sia escluso chiunque non sia cristiano?
    In realtà, io parlo di ciò che rende un buon cristiano tale. Infastidisce così tanto sentir dire che l’amore cristiano è vero, profondo, eterno?
    E se ti dico che l’amore cristiano si propone a tutti, per il bene di tutti, pensi davvero che ciò voglia dire che questi “tutti”, che di amore hanno bisogno, valgano meno di chi questo amore lo offre consapevolmente e con intenzione?
    In realtà, le mie parole dicono proprio il contrario! 😉

    Parli anche di un altro fattore importante: la ricompensa.
    Sì, una ricompensa, ad amare come il Vangelo chiede, c’è senz’altro. Ma bisogna intendersi su che tipo di ricompensa si tratta.
    Anche questo l’ho detto chiaro: chi si affanna per praticare ciò che Dio suggerisce (e non impone, scordati questa favoletta) unicamente per “guadagnarsi” il paradiso può star certo di non vederlo mai. Chi si ostina a pensare – avendo tutti i mezzi per verificare che ciò è falso – che Cristo sia morto in croce non volontariamente e per amore nostro, ma per il “gusto” di batter cassa e chiedere un risarcimento; si ricompenserà da sè, come il bambino che arrabbiato con il genitore perché lo sprona a far fatica rifiuta di abbracciarlo, anche se lo vorrebbe da pazzi, e si rifugia da solo in un angolino.
    Amare cristianamente è anche amare chi come te sputa su un regalo, magari per il solo fatto che accettarlo significa ammettere che non possediamo tutto, non siamo padroni di tutto, non tutto ci è possibile. E pregare perché cambi idea.
    La ricompensa cristiana non è fatta nè di successo, nè di ricchezza in nessuna forma, ma di riconoscimento profondo della nostra persona per quel che è, di amore per la nostra persona a 360°, di piena abbondanza e felicità.
    Concetti astratti quanto il tuo di amore, solo se non li si sperimenta. La prova che cerchi esiste, ma non l’avrai mai se la pretendi come uno stupido documento con marca da bollo: la prova è soprattutto l’esperienza che dell’amore di Dio tu puoi fare. Devi scegliere di provarlo, però: se rifiuti anche solo di provare a crederlo vero – un tentativo che ti può dare molto, e non toglie nulla – come puoi lamentarti del fatto che non ti si mostra?
    In effetti credo, se ho ben capito, che il tuo battere il tasto sulla “realtà” miri a questo: il far ammettere che non è nell’idealità, nella produzione di idee e saggi, che si conosce l’amore, ma nel suo farsi e nell’applicarlo. Se è questo che volevi dire, hai pienamente ragione. E’ proprio questo che Gesù è venuto a spiegare: che le sudate carte ed i concetti non sono da buttare, sono pienamente reali anch’essi, ma da soli non si bastano. E l’azione che li concreta e li rende appunto reali è una, ben precisa: amare.
    Amare il prossimo = volere il suo bene. Il suo! Il contrario di ciò che presumi tu, che il bene dell’altro sia un’imposizione perfida, uno schiacciarlo sotto le proprie regole. Si può sbagliare, a cercare e proporre il bene di un altro. Avrei qualcosa da raccontare a tal proposito. Ma questo dice dell’imperfezione umana (che spero tu non voglia mettere in dubbio come proposizione unicamente cristiana), non svalorizza l’amore stesso.
    Affermi che ottenere amore sia “una forma diretta di egoismo”. Come se la natura umana, priva di un riferimento religioso (ciò che non può essere in nessun caso, ma lasciamo perdere) fosse migliore dell’animale egotico (anzi della bestia, ‘ché gli animali tanto egoisti non sono, e non si limitano a cercare la sopravvivenza della specie). Desiderare di essere amati, psiche, è certamente un bisogno. Ma è naturale, non è una cattiveria. Vogliamo parlare di quale livello questo bisogno occupi nella tanto osannata piramide di Maslow, idolo di materialisti e satanisti? Certo non è al primo, più elementare ed egoistico livello…
    … e quell’amore che tutti desideriamo non è quello che fa dire all’altro “Tu sei brava, bella, buona”. E’ quello che fare dire all’altro, dal cosiddetto prossimo a Dio stesso, “Io ti conosco nel profondo. Ti ho voluto e ti accetto così. Ti amo anche se non sei perfetto, anzi proprio per questo motivo”.
    E’, insomma, l’amore cristiano.

    Non lo capirai ora. Non puoi, porterai molte obiezioni di poco valore, e mi rinfaccerai di sentirmi superiore perché le giudico anticipatamente – sempre che tu abbia ancora il pungolo della sfida.
    Immagino sia così che deve andare.
    Ma la pagina rimarrà. La puoi ritrovare quando vuoi, insieme all’amore che ti soddisfi e non ti faccia soltanto venir più sete – e più incazzatura.

  10. Il cristianesimo è la religione di un Dio che si fa ammazzare piuttosto che imporre la sua divinità a chi non la vuole.
    Riprendo ed evidenzio la frase. Che saprà di melensaggine a chiunque di melensaggini poco nutritive ci vive, ma non lo ammetterebbe mai.
    Nessuno gliel’ha chiesto. Ma neppure lui ha chiesto a nessuno di dargli una medaglia per questo. Infatti è un regalo, non un contratto.

  11. Amplesso amoroso?! Carino! 😉
    Alla tua domanda se sia legittimo chiedere di non essere amati, posso solo rispondere: sì. Fa parte della libera scelta dell’uomo, che comprende il rifiuto dell’amore.
    Ciò non implica che io, che sono stato rifiutato, cesserò di donarti amore sotto forme meno dirette, per esempio. Quella persona, quella che tu sai che io so di aver voluto menare, la amo quanto prima, mica di meno.

    Caro amico, io mi amo. Oh sì (detto con tono quasi orgasmico).
    E’ esattamente per questo che mi son resa conto, alla fine, che non basta “non fare agli altri…”. per essere pienamente nella gioia, nella realizzazione di sè insieme a quegli altri di cui discutiamo amabilmente, bisogna anche necessariame nte “fare”, non soltanto evitare. Che poi è ciò che diceva realmente Hillel: mica si limitava a prescrivere astinenza dall’agir male.
    Perché servirebbe Cristo, allora, se la “regola aurea” già era stata enunciata? Perché – fra l’altro – dimostra che è Dio stesso a praticarla, e non è demandata al solo dovere (anzi obbligo) dell’uomo. Gesù è l’incarnazione – oltre che di molte altre faccende – della capacità e volontà di Dio stesso di amare l’uomo – e tu sai che, se veramente mi fai il filogiudaico, che questo genere di legame l’ebreo non lo sperimenta. Dio gli è Padre, ma non fratello.

  12. ciao^_^
    certo che sono aggressiva….forse perchè non la penso cristianamente?????????????^_^
    ….la ricompensa, a vivere secondoil vangelo, c’è senz’altro…dove?non è retorica…è una domanda vera…le prove-intendo.
    sono d’accordo sul fatto che se si fa il bene s’innesca un meccanismo di pace e di amore, ma non c’entra nulla la religione.
    io rifiuto un regalo???^_^ perdonami , ma mi viene da ridere…non voglio regali fatti perchè poi ci si aspetta qualcosa in cambio…e ci si aspetta qualcosa ,in questo caso….la mia conversione()
    l’amore se è vero è gratuito…ed è amore . punto . senza tanti aggettivi :cristiano, cattolico ecc ecc.
    ora devo salutarti ….ma torno… ^_^

  13. E io aspetto ^__^

    Intanto, ti dico un paio di cosette ovvie:
    che l’aggressività, vissuta al di fuori delle situazioni di emergenza, è sempre un danno. E tu stessa, con quella che mi pare una battuta, riconosci che è umana e non prerogativa di questo o quell’altro gruppo. Non fare l’errore di difenderla come legittima, specialmente quando non vieni attaccata per prima, ma attacchi – uhm, vedo che mi viene spontaneo pensarti femmina, forse per via delle emoticon pucciose: confermi?

    Alla tua richiesta di prove, io ho già risposto.
    La prova è che ti accorgerai della differenza tra soddisfazione effimera e gioia duratura. Tra il fascino di mille cose e persone che, per quanto le facciamo durare, presto si esauriranno; e l’amore che ti fa sentire pronta ad affrontare qualsiasi cosa, perché sei sereno, già realizzato in te stesso (nonostante tutte le tue mancanze) e non perché pretendi di esserti forgiato un carattere invincibile; che invincibile non è mai.
    Questa è (parte del)la prova e della ricompensa, ma la puoi avere soltanto se ti metti in gioco. E non mi dire che questo è un ricatto: così funzionano le cose, non soltanto nella fede. Non si può conoscere una persona se non la si incontra in ogni senso, e se non trovi strano questo, perché trovare strano o eccessivo che ti si chieda – almeno – di ascoltare ciò che Gesù ha da dire, se vuoi poter scoprire come ci si sente seguendolo?
    Non c’è scorciatoia a questo. Abbiamo parlato di esperienza: ma tu che esperienza hai del cristianesimo? E se posso saperlo, come sei arrivata qui, e proprio a questo post? Ci sarà una strada che dice di te e del perché sei qui.

    Facendo il bene non si innesca necessariamente la pace.
    La pace si innesca portando amore, che è diverso.
    Gesù non ha proposto una ricetta per la pace sociale, o per la società perfetta, ma ha piuttostto indicato la via per la felicità dell’uomo.
    Confondere il messaggio di Gesù con un auspicabile ma limitato mix di pace e giustizia terrene è un errore: lo fanno in tanti, ma resta un errore.
    Non puoi comprendere il valore di questo messaggio se ti fermi al valutare se porta una generica armonia.

    Infine, psiche, la conversione Dio non “se la aspetta”, non la pretende. Questo te l’ho scritto. Casomai la auspica, la spera, e la spera perché tu ti salvi. Null’altro.
    Lasciandoti per altro totalmente libera di sceglierla, o di rifiutarla. Ma che la rifiuti, è indubbio: non cercare di giustificare la tua posizione incolpando Dio di qualche cavillo o ricatto.
    Il tuo è un pregiudizio fra i più radicati: che Dio abbia creato degli schiavi. Ma se non superi questa idea, non puoi chiedere prova alcuna, perché potrebbero portarti Dio stesso davanti e non lo vedresti.

    Se l’amore è vero è gratuito.
    Ma gratuito è soltanto l’amore di Dio.
    Hai finalmente tirato fuori l’aggettivo che – chissà: smaniavi? – di tirar fuori: cattolico. Attenta, perché non fai che metterti in scacco da sola.
    Potrei, excusatio non petita, dirti che non sono cattolica – e d’altronde nel mio intervento mai ho citato questo termine. Ma preferisco andare in senso contrario. Perché fare il gioco di chi si fregia di poter “perdonare” l’esuberanza cristiana purché si guardi bene dall’essere esplicitamente cattolica? Non ci tengo.
    Per me i cattolici son degni quanto gli altri, e preferisco apparir cattolica a chi non mi conosce che sputare sulla Chiesa per ricevere un buffetto ipocrita.
    Io non posso dirti che l’amore cristiano (che non è quello praticato dai cristiani battezzatipraticantieccetera, ma quello che si conforma, in qualunque persona anche non cristiana, alla vita condotta da Gesù) è tale e quale, e vale tanto quanto altri tipi di amore.
    Sarei falsa, e minimizzerei il senso e la portata di ciò che ho potuto conoscere.
    Se per te affermare che una cosa è più buona, completa e vera di un’altra, come si fa per qualunque altro ambito (e senza per questo umiliare e sottomettere chi non lo accetta), è insolenza e prevaricazione; sei in errore.
    Questo è.
    Cristo invita proprio a cessare l’umiliazione e la prevaricazione.
    Riconosci almeno questo… vuoi fare la ribelle anticattolica? Accomodati, prendi il tuo numerino. Ma non farti il torto di credere d’essere diversa dai cattolici inquisitori di cui ti lamenti implicitamente.

  14. Al volo, poi tenterò di trovare più tempo per tutto questo bendidio.
    “Perché servirebbe Cristo se la regola aurea era già stata enunciata?”
    Ecco! Dal mio punto di vista, di Cristo non c’è proprio nessun bisogno. Del Nazzareno c’è bisogno, eccome! perché è esempio virtuoso, buona legge (cioè Giustizia) che si applica – non che si incarna (tutto questo bisogno di incarnazione è così debole e promiscuo). Preferisco pensare che ci attenda non “Giustizia e Misericordia” bensì una Giustizia Misericordiosa. E la differenza, sottilissima, c’è.
    L’unzione non è al di fuori di me. Sarebbe troppo comodo, e in un certo senso il cristianesimo ha la connotazione di una scorciatoia dell’immensa tradizione ebraica. L’unzione è la mia funzione esistenziale (ed escatologica): come olio, saper fare luce, saper conservare, saper fluidificare.
    E’ vero, Elo(h)im è Padre. Ma anche in questo caso: io sono fratello, nel senso che mi compio nell’identità duplice di figlio (del Padre) e fratello (dell’Altro). A me sembra poter(mi) bastare.
    Tornerò sull’immmenso Hillel.
    Non nascondo che sono molto sollevato dalla conferma della legittimità delle mie istanze. Temevo in una deriva (piuttosto frequente di questi tempi) fondamentalcristiana.

  15. Andrea, la deriva “fondamentalcristiana” tu la vedi anche dove non ve n’è traccia, e diventa facilmente un pregiudizio, come già facevo notare a psiche.
    Davvero pensavi che si potesse non riconoscere come legittimo il tuo voler scegliere di non essere amato, di seguire – più in generale – altre strade? E’ un bel limite, ti impedisce di dialogare cogliendo a fondo ciò che si dice.

    Come già detto altrove, ed anche più sopra, ribadisco che semplicemente non puoi (stavolta sì, non è legittimo) considerare Cristo un messia politico, che propone un’ottimizzazione di una legge esistente ma puramente organizzatrice e secolare; per quanto brillante.
    Puoi rifiutare parte del messaggio, ma soltanto se hai consapevolezza di stare amputandolo e di non seguire il Cristo, ma ciò che del Cristo ti fa comodo. Questo discorso preliminare non lo puoi schivare, nè modificare. E se ti pare estremista, beh, dovresti forse guardarti un po’ meglio dentro.

    Essere fratello dell’altro non ti rende fratello Dio: a te può bastar così, ma il salto è enorme, e tu come ci fai i conti? Ti dici che non tornano e basta, e te ne vai tranquillo?
    Parli anche di unzione che starebbe “al di fuori”, come se Cristo fosse un’ombra seduta in un iperuranio astratto: ti rendi conto che questa visione delle cose sarebbe in aperto contrasto con quanto trasmesso dal vangelo?
    Nè tantomeno puoi sostenere, in coscienza e senza abbassare lo sguardo, che il cristianesimo demandi a Cristo tutto il lavoro. Il cristianesimo chiede santi: che non sono e non possono essere dèi a loro volta, ma debbono essere pienamente sulla scia di quell’uomo.
    Non venire a raccontarmi che l’ebraismo tiene in gran conto la vita terrena, ed il cristianesimo no. L’approccio è differente, ma la cura per un buon vivere comune, che non sia trascorso in improbabili fustigamenti, appartiene a entrambi.

  16. Ma perché tutto questo bisogno di essere condivisa, convincente? Perché tiri in ballo abbassamento di sguardo, coscienza, limite? Ma come ti permetti di supporre che io possa abbassare lo sguardo? Ma con chi stai parlando, con me o con un fantoccio che chiami Andrea Matteucci. Dal mio punto di vista sei andata oltre il segno. Ho dibattuto sulla questione iniziale che hai posto perché era una coinvolgente provocazione, anche se il linguaggio perentorio mi ha lasciato perplesso da subito. Ora, evidentemente, restano le provocazioni, per nulla coinvolgenti. Sono una persona fondamentalmente moderata, quindi il fatto che ora abbandoni il dibattito spero possa farti riflettere sull’inopportunità di forma e contenuti. Se questo è il cosa e il come il tuo Christos ti stimola a fare, a maggior ragione non fa per me. Tientelo stretto.
    Parleremo (d’altro) altrove. Intanto torno rapidamente a fare.

  17. Mi stai giudicando inopportuna e presuntuosa senza motivo, Andrea.
    Sento il bisogno – come tutti – di sentire che chi ho di fronte mi capisce e mi conosce, e magari – tanto meglio – mi approva. Ma non è certo per questo che scrivo, nè è quello che traspare dalle mie parole; per nulla perentorie – se con perentorie tu intendi intransigenti.
    Se per non apparire dittatori ormai si deve essere smidollati titubanti persino sul proprio nome; siamo davvero ben messi.

    Non mi sono permessa nulla che non potessi. Non ti ho affatto accusato di abbassare lo sguardo, ti ho chiesto se saresti disposto a continuare sostenere, senza abbassare lo sguardo come fa chi sa di stare mentendo, che Cristo è un unto di quelli che, in quanto unti (comunque si intenda il termine), si pongono in posizione di superiorità rispetto agli altri e non stanno invece in mezzo a loro.
    Se ti pongo tante domande, come tande domande tu hai posto a me, non lo faccio per pura o futile provocazione ma perché in esse è contenuto molto del succo di ciò su cui discutiamo.

    La tua stizza è del tutto fuori luogo, e ti mostra incapace di accettare quelle posizioni diverse che pretendi gli altri riconoscano a te.
    Moderato per nulla, direi. Ma la tua enfasi, pur contenendola, l’ho sempre approvata come qualsiasi parte di te che non offendesse – se ricordi bene, anche in un’altra famosa occasione ti avevo messo dei limiti che ti erano sommamente spiaciuti, ma di torti non te ne ho fatti nè allora nè ora.
    Dopodiché, la scelta se restare o andare è tua.
    Ma quando spari la regola di “parlar d’altro”, sappi che hai già perso. L’ultima persona che pensava di poterlo fare (ma non funziona) è uscita dalla mia vita. Ripeto: la scelta è tua.

  18. La scelta è sempre mia, senza permessi o conferme. A prescindere, si potrebbe dire. Tu sei libera di parlare di quel che ti pare, almeno quanto lo sono io. Il problema forse è la libertà di ascoltare. Che sia chiaro che su questi contenuti e (sottolineo la congiunzione) in questa forma che ho potuto sperimentare qui, non intendo condividere ulteriormente alcunché. Sono certo che ci potranno essere altri campi di battaglia, non ti ricordo affatto come una persona monotematica, inshallah!
    Può darsi che diventi stizzoso, mi succede quando mi accorgo di perdere tempo in momenti in cui ho molto da fare (quindi stizzoso, snob e antipatico). Ma questo è un problema tutto mio. Comunque chiedo scusa ed esercito il terzo frammento.

    Però, “e ti mostra incapace di accettare quelle posizioni diverse che pretendi gli altri riconoscano a te”. Questa non passa, rimandata al mittente, non è roba mia, né l’incapacità né la pretesa. E’ solo una frasetta stereotipata, un cliché, che non per questo può essere applicata a chiunque (e per l’appunto non a me, mi spiace). Sai essere molto più acuta e originale.

    Ora scusa lo spezzatino ma mi sei parsa smemorata in merito a “per nulla perentorie – se con perentorie tu intendi intransigenti.” Piccolo elenco di espressioni perentorie e intransigenti del post (chiediamo una perizia agli Accademici della Crusca?):
    1) niente di meno – e niente di più
    2) Cristo è amore. Punto.
    3) Sì, è questo. Preciso preciso.
    4) subordinare ognuno di questi addendi all’unico immutabile
    5) Cadranno tanto i gelosi e superbi della propria intelligenza quanto i semplici (qui si va nella profezia, ma tant’è)
    6) La verità senza carità è lettera morta (peccato non poter riprodurre anche il grassetto originale)

    Prima di parlare di “smidollati titubanti persino sul proprio nome”, impara a firmare le tue parole con nome e cognome. Come fa il sottoscritto, da sempre.
    A presto, altrove! Viva la Libertà!
    Andrea Matteucci

  19. Quanta inutile arroganza trasudi…
    … dal tuo ribadire che la scelta è tua senza permessi o conferme, come se qualcuno te l’avesse voluta togliere e non dare, al chiedere che mi firmi con nome e cognome, come se io mi stessi nascondendo (e se hai letto il mio “smidollati” come una frecciata a te, è ulteriore conferma che non leggi con attenzione ciò che ti passa sotto gli occhi).
    Il “terzo frammento”, cioè il mio scritto successivo, è inadatto a chiedere scusa qui: si riferisce a tutt’altre situazioni. Ad ogni modo, spero che ci ragionerai seriamente: arringare la gente e poi scusarsi adducendo come motivo che si sente di non aver molto da ricevere e da dare, e si è di fretta, è un gran brutto modo di cercare il dialogo.

    A mia volta rimando al mittente l’idea che le mie siano frasette o cliché: scrivo o dico esattamente ciò che penso. Che siano stereotipi lo nego: è la realtà delle tue ultime risposte. Può non piacerti, ma sta qui leggibile da chiunque. Nelle tue risposte c’è stizza per un’intransigenza inesistente nelle mie. Eppure tu la eserciti senza curartene. A questo mi riferisco. Smentire non fa che calcare l’impronta più a fondo.

    A proposito di intransigenza, appunto, rilevo che non comprendi o non vuoi comprendere ciò che scrivo – non chiamare in questione la Crusca, che darebbe ragione a me: un testo lo si può comprendere solo nella sua integrità, non estrapolando singole frasi delle quali si vuol additare un certo termine.
    Ognuna delle espressioni che riporti è indice di chiarezza e fermezza, non di intransigenza. Ed ha lo scopo, assai chiaro, di sottolineare quale sia il cuore di una fede – e di una persona -, non di escludere dalla gamma di quella fede o persona tutto il resto. Questo è evidente in particolare in quella che riporti al punto 2).
    Non cercare neppure di far passare per pretenziosa “profezia” quello che è un dato di fatto, sperimentabile anche al di fuori dell’ambito religioso.
    Mi chiedo poi cosa non ti garbi del mio parlare come di lettera morta della verità senza carità: sarebbe questa, la mia intransigenza? Rivendicare che non basta essere nel giusto dottrinalmente per dirsi cristiani, ma è ancor più necessario agire con amore? Oh, ma è davvero terribile.
    E’ certamente significativo che, quando si parla d’amore, di bellezza, di un dono che dovrebbe ispirare gioia – che poi lo si colga o meno – vi siano tante più persone pronte a volerlo stracciare, graffiare, a fissarsi sul fiocco meno che scintillante pur di aver qualcosa da rimprovevare e per cui arrabbiarsi.

    Se non ci arrivi con l’italiano, leggendo il post per ciò che dice con schiettezza, non posso fartici arrivare in nessun modo.
    Non aspettarti, ripeto, che ci si possa incontrare altrove, su altre questioni.
    Un’amicizia ha senso se è limpida, se vuoi a tutti i costi averla vinta – oppure tagliare via il ramo di queste discussioni, per te per altro tanto importanti – è segno che di amicizia non ce n’è più, o non ce n’è mai stata. Pazienza.

  20. l’amore di dio è il solo amore completamente gratuito???^_^eh???….quindi per te il tuo dio è infinitamente buono? ed è anche onnipotente?…mmm non mi spiego tante cose allora…o è onnipotente o è buono . e comq stiamo parlando di un’entità di cui non puoi provare l’esistenza. chiedi se sono anticattolico… sono contrario alle religioni….l’uomo ha già tutto ciò di cui ha bisogno. si può essere spirituali e non religiosi. e si può amare senza essere religiosi. ohhh ma sto post ha fatto macelli^_^

  21. Con tutto il rispetto, ma se hai questa posizione tanto chiara e netta, addirittura contraria alle religioni, che ci fai qui e cosa vuoi? Solo la polemica, evidentemente.
    Non sopporti la fede, altro che. Ti disturba, ti infastidisce: la tua non è un’idea da discutere, ma un egoismo da abbaiare dove e come ti capita.
    Questo blog è uno spazio aperto a chiunque cerchi il dialogo ed abbia curiosità, credente o meno. Ma non è aperto a chi pensa di avere la verità in tasca ed invece ha solo pugnette (inutile cercare di trovare imbrogli e insufficienze in quanto ti scrivo, e che preferisci ignorare: quelle che tu e molti altri credete essere gravi contraddizioni, come la contemporanea onnipotenza e bontà divina, si rivelano rapidamente falsi problemi.
    Tu pretendi risposte, ma non le desideri. Se avessi umiltà ed intelligenza per studiare gli argomenti che sollevi impropriamente, non avresti bisogno di andar per blog a riproporli in questo modo).

    Non cerco nemmeno, dunque, di rispondere al resto del tuo comico commento. E’ meno consistente della pagina su cui scriviamo.
    Oh, e mi raccomando: non perder tempo e non farlo perdere a me cambiando dati di login o pc. Ogni tuo IP è registrato e verificabile, e come ora modererò i tuoi commenti posso farlo con qualsiasi identità tu voglia utilizzare.

    Questo post, per grazia di Dio e non certo per mia bravura, farà molto.
    Per due alberi che cadono (e pensano di far chissà quali macelli) una foresta cresce. Io sono qui per la foresta.

  22. io non pretendo risposte…io faccio domande.
    e tu sei molto acida.
    si discute e tu la metti sul personale …evidantemente il tuo amore cristiano non ti serve a una cippa. senza contare che il tuo blog è pubblico…se non riesci a gestirlo comprati un diario col lucchetto^_^…
    visto che sei qui per la foresta fatti un giro sulla liana.^__^
    tu non riesci a sostenere una discussione da brava cattolica …tu credi di avere la verità in tasca!! altrochè…
    modera pure ….tanto questo sai fare… o ti dicono brava o dai in scalmane.
    io ho sempre postato come psiche, non capisco cosa c’entra l’ip ecc. ecc.
    se non riesci a sostenere una discussione dove ognuno può rimanere della sua idea e non darti ragione fatti un esame di coscienza…coscienza umana non divina! sveglia!

  23. Fammi capire bene: tu arrivi qui e, dal tuo primissimo commento sino a quest’ultimo, ti lanci in considerazioni superficiali, retoriche e piccate (considerazioni che in quanto retoriche sottintendono già un giudizio);
    ti indigni chiassosamente (con un sacco di punti interrogativi ed esclamativi che, se l’italiano è italiano, indicano foga e toni accesi);
    poni numerose domande ignorando però totalmente le risposte che ad esse ti vengono date, fosse pure per criticarle, e le ripeti insistentemente chiedendo a gran voce le “prove” di questo e quello, per infine negare d’aver preteso alcunchè.
    Però, la persona acida, priva di rispetto e di amore sono io.
    La persona che si scalda subito, che non sa ascoltare, che si comporta da capricciosa dittatrice sono io.

    Non pago, stabilisci arbitrariamente ciò che generazioni di blogger, coloro che questo strumento l’hanno inventato, smentiscono: cioè che in uno spazio pubblico (che in realtà è tale fino ad un certo punto) si possa e si debba far tutto ciò che si vuole, compreso insultare e ridicolizzare l’autore che ti ospita ed ha la pazienza di chiederti moderazione invece di buttarti fuori, e pretendere (di nuovo) di avere tutto o niente. O casino o lucchetto.
    Peccato per te che non funzioni così. Nemmeno nella vita al di fuori di qui. Il rispetto e lo spazio te li devi guadagnare. Altrimenti sono calci in culo. Tutto l’amore, cristiano e non, che ti si può offrire – già lo spiegavo – è sacro e santo, ma non ti eviterà una brutta vita se tu ci sputi sopra.
    Sono stata gentile e corretta: se trovi che questo sia stato farti un torto, bene, ora l’hai detto più che efficacemente.

    La moderazione – che non a caso non coincide con il ban – serve non ad impedire ai lettori di esprimersi; ma a tamponare commenti vuoti di contenuti e pieni di cattiveria, come i tuoi precedenti – esiste un disclaimer per questo.
    Io accetto volentieri critiche e pensieri anche infantili e banali, anche sulla fede: ognuno ha un suo proprio livello ed estrazione culturale, ed uno degli scopi di questo intervento era proprio, guarda caso, proteggere chi ha meno mezzi.
    Ciò che non accetto sono gli ignoranti-arroganti che aggrediscono chi porge loro una mano con fare fraterno, accusandolo per di più d’essere una canaglia che voleva accoltellarli.

    Infine, ti spiego cosa c’entra l’IP.
    Quando tu commenti inserisci obbligatoriamente un nome utente ed una mail, che resta visibile soltanto a me; oltre all’IP (indirizzo virtuale) identificativo del pc dal quale stai scrivendo che si autogenera.
    Comprendendo questo tuo ultimo, per commentare hai utilizzato tre diversi indirizzi mail e quattro differenti IP statici.
    Dal momento che intendevo moderarti, e che sospettavo fortemente che tu fossi un troll (leggi: colui che commenta in pura malafede e malizia non per dialogare, ma per seminar zizzania), ti ho avvisato che a nulla serve modificare quei dati per poter commentare ugualmente.
    Io li visiono e li metto in elenco moderazione.
    That’s it. Ma sono convinta che tu già lo sapevi 😉

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