Good jobs, bad jobs.

Come scrivevo a Guido, si direbbe che non sia stato Jobs a mangiare la mela, ma la mela a fagocitare il proprio creatore.
Indirizzata da Grace, che lo citava qui, ho letto Socci a proposito della morte di Steve Jobs; o meglio di ciò che ne è seguito in termini di minuti televisivi e righe di giornale dedicati, di dichiarazioni altisonanti quanto improbabili (Jobs ha realizzato il sogno dell’umanità) che somigliano nella loro banalità e superficialità proprio agli slogan tipicamente da american self-made man arcinoti dell’inventore (nella vita tutto serve, bisogna credere in qualcosa).
Come Grace e come Socci, non intendo certo mancare di rispetto a quest’ultimo o negare la sua creatività (genialità, perdonatemi, mi pare eccessivo); tuttavia sento anch’io il dovere di ribadire che quest’uomo era appunto un uomo.
Un uomo terribilmente idealizzato.

>> Se condividi questo articolo, potrebbe anche interessarti: Steve Jobs: Nietzsche 2.0
>> A proposito di storia del computing e della grafica, della quale si “parlava” nei commenti: Steve Jobs: forse un guru, forse un maestro. Ma non il mio.
>> Ed infine, per divertirsi un po’ : Se Steve Jobs fosse nato a Cerignola… che si ispira al (tristemente, realisticamente) divertente Se Steve fosse nato in provincia di Napoli.

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16 thoughts on “Good jobs, bad jobs.

  1. penso che ci sia un tale bisogno di eroi che facilmente se ne creano. Jobs poi si prestava particolarmente, incarnando, se vuoi, il sogno di tanti: avere l’idea geniale che “rivoluziona” il mondo e ti dona fama e ricchezza. come dicevo su un altro blog, avesse avuto solo la genialità ma non la ricchezza che ne è derivata, forse non l’avrebbero santificato in questo modo. o no?

  2. Ne sono certa, Gu’. Non a caso Socci cita fra gli altri Faggin: niente niente, il microchip 4004, progenitore di tutti i nostri, è roba sua. Ma quando l’anno scorso è iniziato il corso di informatica, praticamente nessuno lo conosceva.
    E facendone il nome, osservando le nostre reazioni, il docente già s’era fatto una prima idea di chi aveva davanti.

  3. Condivido. Pur apprezzando (da poco) i prodotti Apple, ho trovato eccessiva una certa beatificazione… 🙂

  4. Ed io condivido l’apprezzamento per i prodotti, anche se per l’ultimo acquisto (notebook pro university) ho optato nuovamente per Windows: questione di forza maggiore.

  5. Jobs e’ stato un buon creatore di miti e volgarizzatore, ma non ha inventato niente ed ha avuto anche una tendenza al monopolio. Sostenitore accanito dei sistemi operativi chiusi con gli utenti controllabili in ogni loro movimento.
    Gli americani commemorano i vivi, immaginiamoci i morti.
    Ciao.

  6. Volgarizzatore sta per aver portato al volgo il computer?

    Io ho sempre avuto un Mac, non mi sono mai sentito controllato come lo erano i miei amici che utilizzavano i pc windows, veri e propri sistemi chiusi.
    Per imparare ad usare un computer Mac non sono mai state create strutture e corsi da fare come per i pc. Si apre la scatola e si usa. Questo da sempre. Steve Jobs e la sua equipe ha lavorato per la semplificazione. È ovvio poi che si tratta di una società, il cui scopo è fare profitto.

    Per capire come siano semplici da utilizzare i prodotti Apple, basta fare la distinzione tra un iPod e un qualsiasi lettore musicale, tra un iPhone e bla bla bla. L’altro giorno mi è capitato di vedere uno degli ultimi tablet Samsung, ma la grafica era scialba, pareva di anni fa.

    Non commento l’articolo di Socci. Anche lui da par suo doveva scrivere il suo articoletto per guadagnarsi la pagnotta. È naturale che il mondo sarà come prima con la morte di Jobs. Jobs non era Dio, era un uomo, e come tutti gli uomini aveva i suoi pregi e i suoi difetti.

    Tra i difetti del Mac, quello di aver tolto il tasto mela, per uniformarsi il più possibile ai clienti che da pc passavano ad Apple.

    Non parliamo del suo rivale Bill Gates che ha basato il suo impero rubando le idee e i progetti agli altri.

    Insomma, chi è abituato a lavorare su un pc non può capire la differenza che passa tra un sistema e l’altro. Tutti gli stagisti che sono passati in ufficio a Milano, all’inizio erano spaventati dal mac perché non ci avevano mai lavorato. Dopo qualche giorno erano totalmente a loro agio. Non hanno più voluto tornare indietro e si sono aquistati anche per casa un Mac.

    Come avevo scritto tempo fa nel mio blog, mi era rimasta impressa una frase del CEO di IMB che negli anni 80 o 90 alla domanda su che cosa invidiasse a Steve Jobs rispose: “Il suo carisma, perché chi passa a Mac al 95% non torna più indietro.”

  7. Riccardo, credo che tu non abbia colto il punto.

    A proposito di cosa intendesse esattamente con volgarizzatore Gus, dovrebbe essere lui a dirtelo.
    Io, da parte mia, lo intendo un po’ diversamente da “che porta al volgo il computer”, perché non mi pare che sia dipeso dalla Apple se milioni di persone oggi lo usano.
    Pensavo piuttosto ad una volgarizzazione nel senso anche di semplificazione (a mio parere) eccessiva, ad una liquidità che più che aiutare l’utente lo annega. Sempre parere mio.

    E ciononostante ho espresso, come altri, l’intenzione di acquistare un Mac.
    Nessuno, direi, ha criticato la qualità dei prodotti o la way of thinking di chi li usa, che va ben oltre; e non è che manchi di difetti.

    Che anche Socci debba guadagnarsi la pagnotta non significa che scriva fesserie: diciamo che non lo condividi? Benissimo. Io sì.
    Ma qui io come altri ho messo in luce un fenomeno, difficile da non trovare aberrante, e non la persona del beneamato Jobs. O devo pensare che tutti si devono guadagnare la pagnotta, tranne lui? Migliore davvero di tutti gli altri? Mah.

  8. Scusa né se non ho colto il punto.
    A me premeva esprimere la mia opinione.
    Se volgarizzazione è inteso nel senso in cui lo vuoi intendere tu, vuol dire non conoscere la storia dei computer, della grafica.
    Se oggi i computer utilizzano un mouse, se i computer hanno dei suoni, dei colori, se si collegano ad internet, se i computer sono più facili da utilizzare è anche grazie a persone come Steve Jobs, la cui filosofia era quella di semplificare l’uso dei computer. Non è certo grazie a Bill Gates, che disse che i suoni nei computer non servivano a nulla, che internet non aveva un futuro ecc ecc… Se oggi lavori utilizzando delle finestre, se sposti un file dove vuoi tu è perché Apple ha semplificato il modo di lavorare.
    Io ci lavoravo con i primi computer IBM, come con i primi Apple che sono arrivati in Italia. Ed è stata una rivoluzione, una semplificazione del lavoro. E come dissi in precedenza, senza dover fare dei corsi di informatica che costavano milioni. Abbattendo drasticamente i costi di manutenzione. Questa è storia.

    Il detto della “pagnotta di Socci” (ma non sono voluto entrare nel merito dell’analisi del suo testo) era solamente perché in molti oggi si sono buttati a criticare Jobs sbrodolandoci sopra semplicemente perché hanno fatto azienda, successo, profitto, soldi. Come hai detto tu ha cappello, non era per criticare né Socci né Jobs.
    Come ho scritto sopra, era un uomo, coi suoi pregi, i suoi difetti.

    E per concludere alcune battute da http://www.spinoza.it:
    È morto Steve Jobs. Ma lui l’avrebbe annunciato meglio.

    È morto Steve Jobs. Era dai tempi di Michael Jackson che non moriva qualcuno.

    È morto Steve Jobs. Accarezzando la sua lapide si potrà visitare tutto il cimitero.

    Stupore tra gli utenti Apple: a loro pareva normale che Steve diventasse sempre più sottile.

    (Per chi non si può permettere un iPhone è morto Guido Pancaldi)

    Se ne va il profeta del “pensare differente”. Su Facebook milioni di giovani lo ricordano impostando lo stesso avatar.

    Tutto il mondo si ferma ricordando Steve Jobs. A ogni rata del finanziamento.

    Nella sua vita, Jobs ha saputo sfatare molti luoghi comuni. Tipo che essere vegetariani previene il cancro.

    Dopo la diagnosi, sette anni per spegnersi. Per una volta è stato lui a copiare Windows.

    Cordoglio anche nelle fabbriche cinesi Apple: gli operai hanno osservato un secondo di raccoglimento.

  9. Riccardo, a che serve scusarsi?
    Non mi pare d’avertene fatto una colpa, ma se ti ho scritto che a mio parere non avevi colto il punto è perché il tuo precedente commento mi lasciava quest’impressione.
    E quest’ultimo la riconferma: di nuovo, vi si parla d’altro e non della sacralizzazione di Jobs, cambiando soggetto e direzione.
    Io su di lui non ho nulla da dire più di quanto già detto (amercan self-made man nel modo di comunicare e di porsi), un già detto che vale per parecchi altri.

    Quanto alla storia di computing e grafica, visto che ti appassiona, ci lavori e ne hai le competenze, occupatene; ma senza portarla come prova che hai ragione (su cosa, poi?).
    Io non sono l’incompetente pretenziosa di turno, nè mi sono permessa a sproposito di entrare in argomento: ho scritto che non è solo grazie ad Apple se oggi milioni di persone usano il pc. Punto.
    Non che la Apple non ha significato nulla, o che la Microsoft sia migliore, o che tutte le cose che elenchi (dall’uso dei suoni a quello delle finestre di lavoro) non siano merito di Jobs&soci&dipendenti: questo non lo so se non indirettamente, e francamente poco mi tange.
    Se non ti quadra è un problema tuo, perché di fatto l’unica cosa che ho scritto in tema è corretta: Jobs e Wozniak sono (forse) stati i primi a pensare il pc così come oggi lo concepiamo, ma non gli unici a diffonderlo.

    Spinoza è divertente, nonostante sia un peccato che, per creare la battuta, non la racconti giusta; stabilendo che il rapporto tra minor consumo di carne e prevenzione del cancro sia un mito.

  10. Appunto, Riccardo, appunto.
    Casomai avessi avuto dei dubbi d’esser stata troppo decisa, il sapiente lettore me li toglie; dimostrando che nessun computer ha mai fornito ad uno sciocco il senso della misura.

  11. Pingback: Stile di (non) vita | Seme di salute

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