Cos’è la preghiera e come funziona / 1

La preghiera è una cosa che funziona secondo il principio di Archimede:
non cancella il peso della tua persona e della tua vita,
ma sospinge verso l’alto il tuo corpo, la tua psiche, la tua anima
esattamente nella stessa misura in cui questi stavano affondati
nei problemi, nel dolore, nella fatica.

Rene Magritte (1898-1967) – Le principe d’Archimède

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6 thoughts on “Cos’è la preghiera e come funziona / 1

  1. La preghiera più grande è quella che Cristo ha rivolto al Padre nell’Orto degli ulivi.
    Gesù alla viglia del suo calvario ,che dovrà affrontare da uomo ,sente il bisogno di accrescere la sua Fede.
    Agli apostoli dice: “Pregate per non cadere in tentazione”. Gesù dice anche che quando due tre persone pregano, Lui è in mezzo a loro. La preghiera, come tu ha descritto splendidamente, è il modo più efficace per tornare in noi stessi, cioè riscoprire chi siamo e che vogliamo. La preghiera è un chiedere la forza di portare sulle spalle la Croce come Gesù ha fatto per noi.

  2. When two or three are gathered in my name, I will be in their midst.
    Mi fai venire in mente un canto, semplice e bello, che di Mt 18,20 fa il ritornello (oddio, la rima non è voluta). E’ scelto spesso per la funzione domenicale qui alla chiesa valdese di Brescia, lo cantavo lì (ma in inglese, ‘ché mi piaceva di più).

    Sì, l’orto degli ulivi.
    Non ci avevo pensato, ma il modello sta proprio lì.
    Grazie.

  3. Come funziona…non lo so, è un tale mistero…si può dire in mille modi, ricorrendo a mille metafore…Il ricorso al principio di Archimede per descrivere l’indescrivibile è uno di questi tanti modi e mi è anche piaciuto molto. Davvero a volte sembra funzionare proprio così, ma altre volte avviene tutto il contrario…
    Che cos’è, invece, io sento di poterlo con certezza: è la voce dello Spirito Santo che si leva dentro di noi. Non è roba nostra: noi , da soli, lasciati a noi stessi, non siamo capaci di pregare. Come, del resto, non siamo capaci di fare nulla, senza Dio.

  4. Sì, nonostante l’apparenza del titolo non intendo spiegare un mistero, ancor più bello perché tale; ma tentare di avvicinarmici, di imparare ad “usarlo”, attraverso piccoli passi fuori dai (miei) soliti schemi.
    No, noi da soli possiamo recitare formule, riempirle della nostra volontà che pure conta; ma ancora non basterebbe. Se così fosse, non avremmo bisogno nè desiderio di pregare per riscoprirci “interi”.

  5. Ecco che mi è di nuovo caduto sotto gli occhi questo post e mi accorgo che nel mio commento manca un verbo : “dire”. Intendevo scrivere: “Che cos’è, invece, io sento di poterlo dire con certezza”, invece il “dire” ora vedo che non c’è.
    Prendendo spunto da questo “atto mancato”, e dilatando il discorso all’inverosimile, mi chiedo o, meglio, vorrei chiedere a te, ad altri: come mai, quando si parla di preghiera, spesso “il dire” viene a mancare, cessa? L’ho notato spesso, in molti incontri, in molte discussioni. E anche qui, vedo, su questo tema è calato un certo silenzio. E’ pudore?

  6. Sai? Me n’ero accorta, ma siccome il tuo discorso si capiva benissimo lo stesso ho lasciato. E’ un seppur piccolo esercizio di autocontrollo e rilassatezza che mi impongo quando noto un errorino di battitura o simili.
    E d’altronde mi riesce più facile se lo noto in un commento vostro, perché in quel caso non mi permetterei di metterci mano solo per questo.

    Così su due piedi non so che risponderti, Anna: sicuramente a volte il silenzio è già un silenzio di preghiera, che legge assimila e fa uso di quel che deposito qui.
    Altre volte c’è forse imbarazzo, e non credo dipenda solo dal fatto che il lettore potrebbe pregare poco, o per niente; per mille ragioni.
    Un imbarazzo oltre il pudore di non sbandierare un atto intimo, sì.
    Il perché… i perché sono al solito tanti.

    Quanto al fatto che i commenti si fossero fermati, quello può ben dipendere anche solo dalla quantità – a volte poco seguibile -di interventi che pubblico (non per nulla, considerato che questo mi piaceva particolarmente, ho voluto piazzarlo in cima per qualche giorno). Dal numero di lettori e frequentanti che non è certo esiguo, ma neppure così alto da garantire una risposta a tutto. Insomma: pura logistica 🙂

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