Idolatria è…

… secondo la felice definizione del noto rabbino americano David Rosen,
scambiare il mezzo per il fine
.
E così Berlicche, con il suo dono della sintesi chiara ma non sciapa:
Il fine dell’organizzazione non è l’organizzazione,
il fine del nostro lavoro non è il lavoro,
il fine di questo blog non è questo blog
.
Il fine della legge non è il rispetto della legge in se stesso,
il fine dell’obbedienza non è essere obbediti,
il fine del sapere non è il sapere.
Il fine di questo blog non è fare da archivio al mio pensiero, nè essere un diaro di sfogo emotivo, nè rappresentare un palcoscenico sul quale sentirmi la persona più importante dell’universo oppure un prolungamento fallico per esercitare un dominio che non mi spetta.
Il fine di questo blog è offrirsi.
Ed essere un rimando a qualcosa, e qualcuno, di più.

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8 thoughts on “Idolatria è…

  1. Mi piace questo post, ma sono troppo stanca, stasera, per commentarlo come meriterebbe.
    Dico soltanto questo: come mi piacerebbe trovare qualcosa di cui poter dire, senza ombra di idolatria, che il suo fine è proprio quella cosa stessa…E questo mi è anche successo, a volte. Direi, anzi: innumerevoli volte…

  2. L’idolatria è la filosofia dell’uomo posto al centro, svincolato da ogni dipendenza.
    Il fatto è che non esiste l’uomo in genere, esisti tu, e tu non sei proclamato come centro, anche se, praticamente io posso vivere come se fossi il centro. Tutti gli uomini che si sentono al centro rappresentano l’umanità intera.
    Ma l’umanità intera cos’è?
    E’ un’astrazione. Il complesso dell’umanità è astratto perché il soggetto umano individuabile è quello che dice io. E anche quando si dice noi non si può togliere nulla al fatto che l’insorgenza dell’umano sono io, sei tu.
    Il processo di disarticolazione porta alla proclamazione di un dio individuabile come se stesso. Questa è l’idolatria.

  3. concetto che vale in senso generale, pensa che è uscito fuori a una conferenza che parlava di anarchia! è vero che moltissime volte si cade nell’equivoco di confondere mezzo e fine, oppure si resta aggrappati al mezzo che finisce così per diventare più importante del fine.

  4. Umanità è precisamente ciò che caratterizza l’umano: cioè la relazione.
    L’umanità esiste, ma diventa cosa astratta quando non considera l’uomo come essere in relazione, e s’appiattisce su un insieme numerico di persone privato del proprio significato di interazione.
    Così anche una statistica è fredda soltanto quando non riferisce i propri dati ad un preciso obbiettivo, prima di indagine e poi di sviluppo di un’azione – a beneficio della popolazione presa in esame… umanità è cercare il bene dell’umanità, della specie umana con la quale (per biologia e volontà divina) condivido un destino. Anzi: più d’uno.

  5. L’etimologia convalida la definizione di Rosen; che ogni giorno mi sembra più azzeccata e densa del precedente.
    Sono curiosa di sapere in che contesto e modo è emerso il discorso sull’idolatria parlando di anarchia 😉

    Ciù!

  6. vado a braccio: si diceva di quelli che vogliono cambiare le cose e per farlo devono adattarsi ai meccanismi esistenti, quindi devono candidarsi e acquistare potere politico in modo che, una volta ottenutolo, possono cambiare le cose. però poi a moltissimi succede che a quel potere si affezionano e per loro diventa importante conservarlo, dimenticando il motivo per cui lo avevano voluto in primis. questo ovviamente vale non solo per gli anarchici ma anche per appartenenti ad altri partiti minoritari.

  7. Capito… sì, in effetti è uno dei meccanismi della politica (e intendo politica in senso lato: cioè, più che vivere civile, pubbliche relazioni e rapporti con il potere).
    Son cose su cui comincio a ragionare da una prospettiva differente da quella che ho sempre avuto – di esterna non implicata, diciamo così – : non perché preveda di finire ad idolatrare il potere o perdere di vista i miei obbiettivi (capiterà, oh se capiterà, e però non sistematicamente oso dire), ma perché con i vari poteri ed istituzioni devo ora cominciare a lavorare. E si aprono scenari complessi.

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