Sul romanticismo

Leggo, apprezzo e commento questo intervento di Laramanni sul suo blog.
Due domande a Baricco, due risposte, in una delle quali il narratore italiano parla di una certa visione romantica dell’ispirazione non più esistente (o sussistente, direi) in letteratura, e per contro di un più secco ma utile nitore dell’immagine mentale di un testo ancora da scrivere; che ci può venire in soccorso al momento opportuno.
Qualcuno dissente, io sottoscrivo.
Si arriva a chiedersi, sostanzialmente, come ridefinire e ridare corpo al romanticismo, termine svuotato della propria polpa.
Scrivo questo:

Oggi per me il romantico sta acquistando il significato di qualcosa che ri-crea una distanza tra le persone (o tra persone e cose, tra persone ed obiettivi), uno spazio che permetta di vedersi e anche sfiorarsi ma insufficiente a toccarsi.
Entro quello spazio si ricostituiscono la dignità ed il desiderio.

In un certo senso, più pratico che ideale, vale anche per il rapporto tra scrittore e pagina (di qualunque tipo essa sia: bianca e porosa, virtuale e fluida…).

A pensarci bene, in effetti, è più o meno così che concepisco la castità.
Certo, inquadrare davvero bene castità e romanticismo porterebbe, giustamente, a darne un’idea meno sovrapposta e più esatta. Ma entrambi mi sembrano avere in comune una differenziazione in senso concretissimo ed appassionato rispetto ai chiari di luna, alle trecce fatte calare dai balconi dalle principesse, alla… violenza rapitrice di certi sogni e ideali.

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4 thoughts on “Sul romanticismo

  1. E nella filosofia è scomparso l’amore. L’amore, secondo Jean-Luc Marion ha un ruolo molto speciale dal punto di vista della filosofia e, insieme, della vita.
    La stessa filosofia significa innanzitutto “amore” della sapienza.
    La filosofia moderna però non considera l’amore seriamente.
    Da Cartesio a Hegel, l’amore è stato relegato a un ruolo secondario, minimo rispetto alla razionalità, alla coscienza. E’ considerato passione, malattia. L’amore invece è una parte centrale della razionalità.
    Il desiderio e la promessa, l’abbandono e la fedeltà,
    sono tutti eventi che sfuggono a una certa definizione di razionalità, e che rivelano figure di un’altra ragione, di una ragione più grande, l’essenza della vita.
    L’amore è qualcosa di misterioso. E’ il più profondo dei desideri umani.
    Si può fare a meno dell’amore?
    Rinunciare a porsi la domanda “qualcuno mi ama?”
    Rinunciare soprattutto alla possibilità di una risposta positiva,
    vuol dire rinunciare all’umano in sé.

  2. Altro su quest’argomento, che poi è la domanda-questione-ricerca alla radice di ogni altra domanda e ricerca umana; domani. La bozza è pronta. La direzione chiara.
    Ma intanto il cuore trema.

  3. Pingback: Su psicologia, psicanalisi ed autismo / 2 « Seme di salute

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