Ancora in Alessandria, da Ipazia a Castissima

Leggo questa recensione (e gli altrettanto interessanti commenti, su alcuni dei quali sarebbe possibile costruire intere particolareggiate discussioni) del saggio storico firmato Elizabeth Abbott sulla storia della castità; e mi colpisce questa storia che Melchisedec riporta:

[…]

Tra i più affascinanti è il capitolo Il cristianesimo primitivo; qui risalta la storia delle donne monaco travestite, donne che riuscivano a sottrarsi al matrimonio, imposto dalle famiglie, si presentavano alle porte dei monasteri maschili e, spacciandosi per eunuchi, pagata una somma per l’accettazione, si impegnavano a condurre un’intera esistenza fatta di castità e d’identità di genere… maschile.

Lo scopo era mantenersi caste e fedeli a Cristo Sposo, proposito che sarebbe stato probabilmente eluso in un monastero femminile, considerati i frequenti casi di rapimento organizzati da padri furibondi o da fidanzati focosi.

Quale escamotage migliore se non intrufolarsi tra i monaci?

Fu il caso di Castissima, nobile giovinetta della città di Alessandria, promessa dal padre ad un rampollo dell’alta società. Tutto filò liscio fino alla visita di un monastero, dove ascoltò un abate parlare di verginità. Da quel momento fu una fulminazione. Castissima decise di non sposarsi e, furba, si finse eunuco per essere ammessa in un monastero maschile; era, infatti, consapevole che in un luogo di uomini nessuno l’avrebbe cercata. Fu ricevuta dall’abate e prese il nome di Emeraldo.
Per anni il padre, Pafnuzio, la cercò, ma invano e andò a finire che l’abate del monastero, per dare una distrazione al nobiluomo in ambasce, gli presentò il saggio eremita Emeraldo che con le sue parole gli alleviò il peso della disperazione. Soltanto in punto di morte Castissima/Emeraldo poté rivelare al padre la propria identità; furono, poi, i preparativi per la sepoltura a confermare che Emeraldo non era un eunuco, ma una donna.

Castissima, si direbbe oggi, fu una donna con le palle!

Una sola, breve riflessione a proposito della castità, offerta da Melchisedec:
La frustrazione è un rischio che corrono tutti quelli che scelgono
“senza scegliere” dal profondo.

Sono la consapevolezza, la ponderatezza e la lungimiranza a difettare troppo spesso;
non è quasi mai l’esperienza a fare la differenza.
L’esperienza è mitizzata: non fatevi ingannare da chi vi suggerisce che una situazione la si può comprendere solo se la si sperimenta in prima persona, magari per anni, magari arrivando ai limiti. Di solito, chi si esprime così si riferisce ad un prete del quale non accetta il parlare di sessualità, oppure di un fatto personale che non è pronto a condividere con gli altri – che cerca di estromettere e di espropriare del diritto ad avere un’opinione e ad esprimerla. Di frequente e volentieri, infatti, ho visto gente sfoderare la carta del “non puoi capire perché non l’hai provato, non puoi scegliere una cosa che non conosci” per il gusto di tarpare le ali all’interlocutore, più che di aiutarlo ad indirizzarsi.

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2 thoughts on “Ancora in Alessandria, da Ipazia a Castissima

  1. “Castissima, si direbbe oggi, fu una donna con le palle!”

    Fantastico commento per una fantastica storia!!! 😀

    Sull’argomento “non puoi capire ciò di cui non hai esperienza” ci sarebbero varie cose da dire, in positivo e in negativo.
    In teoria potrebbe anche essere vero: provando tutto, sceglierei con perfetta cognizione di causa.
    Solo che provare tutto implica una vita, se non eterna, quantomeno lunghissima. E così non è.
    Su certe cose si può, anzi si deve per forza, avere conoscenza non esperienza personale, ma per l’esperienza di qualcun altro a cui crediamo per fiducia personale.

    A chi sfodera la carta di cui sopra, far notare che lui/lei ha sicuramente delle opinioni in merito sulla morte, eppure non ne ha mai fatto esperienza diretta.

  2. A chi sfodera la carta di cui sopra, far notare che lui/lei ha sicuramente delle opinioni in merito sulla morte, eppure non ne ha mai fatto esperienza diretta.
    Per esempio ;)))
    (E infatti, come Laurenti rinfaccia a Bonolis ogni sera ad Avanti un altro!… “Ricordati che devi morire” 🙂

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