Quarto comandamento

Il dono più bello che un padre può fare ai propri figli è amare la loro madre. Così recita la massima di un quadretto appeso in casa di una mia zia, copiata in bella scrittura a fianco dell’immagine di uno scarpone dal quale fa capolino un fiore, solitario, sorridente.
Prima ancora di fare memoria di questa piccola concordanza ho pensato spesso, nei giorni scorsi, che il dono migliore che io possa fare a mio padre ora che ha lasciato la carne è amare mia madre, sua moglie; fare quel che posso (poco, ma di grande significato) per proteggerla e non farla sentire troppo sola (vi sono molte ragioni per le quali potrebbe sentirsi sola, non soltanto l’aver perso il marito).
Proteggerla, in particolare, non vuol dire soltanto provvedere a certi impegni che lei non sa sbrigare (chi comunicherà la variazione di reddito all’ente per le case popolari?) o certi bisogni per i quali è parzialmente autonoma (chi le procurerà il materiale per il controllo glicemico?). Vuol dire anche e soprattutto badare che la sua sordità non la isoli più di quanto già non faccia, che non le impedisca di essere padrona della propria casa quando arrivano visite – in questo periodo, spesso non richieste nè desiderate… dunque farle da orecchio e paravento, per come mi riesce.
Proteggerla vuol dire soprattutto di-mostrarle che le voglio bene in prima persona, e non perché legata in qualche modo a mio padre. Che sono in grado, pur restando la me stessa che lei conosce, di avere pazienza. Che non sono infallibile nè priva di paure, che non ho una soluzione per ogni problema ma posso garantire un buon metodo ed un buon approccio per cercarla. Che può contare su di me, ma che al tempo stesso io ho bisogno di poter contare su di lei: cioè che lei è importante, vale, ha qualcosa da dare.


Annunci

6 thoughts on “Quarto comandamento

  1. è molto bello quello che hai scritto. mi ha fatto tenerezza, e mi ha fatto sentire anche un po’ di rimpianto perchè, in condizioni simili, a me è stato impossibile agire in questo modo, e non per mia volontà, ma credo che il rapporto fra te e tua madre fosse comunque vivo e buono anche prima di questa perdita. in questi momenti potersi stringere a chi ci sta accanto è importante.

  2. Posso capire te, e chi ha una situazione simile, solo in parte.
    Ma se è vero quel che dici (attualmente ho un buon rapporto con mia madre) è anche vero che l’abbiamo costruito in anni recenti; mentre via via che si torna indietro nel tempo con il ricordo le interazioni si fanno ben più burrascose – in un modo che non lasciava presagire nulla di buono per il futuro.
    Anche per questo risulta ora tanto pressante sorvegliare certe mie intemperanze… sul momento è frustrante, ma so per esperienza che a breve-medio termine sopportare porta un grosso beneficio, e sul lungo termine una sintonia che permette di non essere in ansia per ogni scelta da fare, ogni giorno.
    Va da sè che la sopportazione non è solo mia; ed una delle conquiste che sto cercando di consolidare è il dare un peso molto relativo al mio essere nel torto o nella ragione. A meno che non si stia discutendo di qualcosa di importante, magari per la salute ad esempio, vale la pena tante volte lasciarle credere quello che preferisce.

  3. Amare la madre è facile. E’ per un figlio un sentimento spontaneo.
    Il dolore di chi perde la moglie o il marito non si può descrivere.
    Per conoscere il cuore di un’esperienza bisogna viverla.
    Ciao.

  4. Senza dubbio io non posso vivere il suo particolare dolore di moglie, nè vorrei confondere il suo con il mio di figlia.
    Che non si possa descrivere non lo condivido.
    Ogni dolore è “descrivibile”, posto che chi lo vive, specialmente in determinati periodi, non è in grado di comunicarlo e nemmeno di comprenderlo talvolta.
    Vi è casomai il caso della morte di un proprio figlio, che pur raccontabile non può contare su un adeguato e specifico termine (in nessuna lingua, credo!) che lo individui.

    Affermare che amare la propria madre, i propri genitori, sia facile e spontaneo è un’esagerazione, una forzatura. Non a caso esiste quel comandamento… l’affezione animale per la propria prole (e per converso per i propri ascendenti) è innegabile, ma da qui a considerare l’affetto filiale (tutt’altra cosa) come facile e spontaneo ce ne passa.
    L’uomo è ben più complesso, e lo sai.

    E pure fare riferimento alla madre come “porto sicuro” per un figlio non deve scadere nell’ovvietà, nell’universalità: non stiamo parlando di caratteri generali del femminile e del maschile, ma di rapporti reali e circostanziati.
    Come puoi intuire dal commento di Guchi, lei con la madre non ha avuto un buon rapporto. Nè io, d’altronde, sono più legata – in modo naturale, come tu dici – a lei piuttosto che a mio padre. Parli di esperienza, ed infatti l’esperienza conta molto, non soltanto la biologia.

  5. Per qualcuno amare la propria madre è una difficile conquista, altro che facile (come per la madre amare la figlia)! Comunque l’amore profondo e intenzionale e voluto è qualcosa di duro (in tutti i sensi del termine) e penso tu ti riferisca a questo, e lo trovo giustissimo… compresa l’ultima frase del tuo post.

  6. Quant’è vero quel che scrivi: sì, mi riferisco proprio all’amore profondo ed intenzionale, ma anche tutt’altro che immediato, che le persone possono creare con la volontà di esserci per l’altro.
    L’ultima mia frase nasce proprio dal fatto che non siamo sempre state in accordo, anzi: per molti anni, quand’ero piccola, pur volendoci in fondo bene ci siamo anche detestate un po’. Con litigi anche seri. Ormai sa (sente) che il mio affetto ha la meglio sul mio carattere, ma in un momento critico ho temuto che potesse vedermi come la mezza estranea di una volta… e così… ho voluto ricordare prima di tutto a me stessa che siamo entrambe andate oltre.

Lascia un commento... vuoi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...