Fiat lux!

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Ciò che distingue un segno mandatoci da Dio, o da una persona cara che ora vive in Lui, da una più o meno rara e particolare coincidenza; è cosa che so bene ma che non ho parole per dire – quanto più semplice ed essenziale una realtà, tanto più arduo diventa mostrarla, raccontarla.
Ma non importa: perché non è di questo scarto, questo salto che lascia intuire il disegno divino dietro la trama degli avvenimenti – o anche soltanto una strizzatina d’occhio del Signore – che intendo scrivere.

Voglio invece soltanto ringraziare perché non è un caso se:
  la luce nella mia stanza non si spegne più, precisamente dalla sera del 22-11 (se schiaccio l’interruttore c’è un attimo di buio e poi paff!, riscatta la connessione elettrica. Per non ingrassare l’Enel ora tiro la cordicella attaccata al lampadario, ma non ho alcuna intenzione di riparare questa strana anomalia);
  in compenso la televisione di mio zio, quella che puntualmente una volta sì una no mio padre riparava o aggiornava o regolava o sistemava in qualche modo, non s’è più accesa. Non era vecchia nè dava problemi, semplicemente una bella mattina ha deciso che non avrebbe permesso ad altri di mettere mano ai suoi circuiti ed alle sue configurazioni. Anche una tivù ha i suoi diritti di autodeterminazione…;
  mia zia sta sistematicando vincendo al lotto (dopo un annetto di astinenza) ostinandosi a mettere gli stessi numeri giorno dopo giorno: età, data di nascita e morte. Un classico. Se continua così, a colpi di 20 o 30 euro ci compriamo una villa sul lago, oppure una baita in montagna;
•  una persona che non sentivo da mesi, e che non avevo in programma di risentire, ha deciso di mandarti un messaggio per sapere se c’erano grosse novità giusto la sera dopo quella in cui c’è stato l’incidente. Una persona di quelle che possono capire che regalo sei e che in qualche modo, con la sintonia speciale che ti legava al mondo, hai richiamato;
soprattutto, non è un’allucinosi la sensazione avuta per ben due volte – raggomitolata a letto ed accucciata sul divano – del tuo braccio (il tuo, non altri!) che mi circondava il fianco, caldo, sereno, affettuoso. Ho percepito persino il tocco della fede all’anulare. E questo è.

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