Modi di fare fotografia

E non “modi di fotografare”: perché non voglio qui, brevemente, esaltare degli stili personali che apprezzo ma ricordare che la buona fotografia si declina in tanti sensi, nasce da molti diversi obbiettivi, è comunicazione prima ancora che arte e perciostesso offre un ventaglio di modalità espressive pressoché infinito.
Lo si coglie girovagando liberamente per la rete, e nel mio caso per gli articoli appena pubblicati, o con più letture (non ho ancora capito quale sia l’esatto criterio che WordPress segue). Dovrei forse scrivere non gli articoli appena pubblicati, ma i “freshly pressed”, considerato che – a differenza della pagina italiana – la corrispondente pagina per i blog in lingua inglese sbatte in prima un gran numero di blog fotografici, e non solo: tutti o quasi quelli proposti hanno un livello alto, se non altissimo.

La domanda è: perché noi no?

Ora, in un sol colpo, ho visitato pagine mozzafiato: sulla strada per l’Azerbaijan ho avuto un incontro ravvicinato con dei meravigliosi volatili, mi sono sdilinquita osservando dei giochi di luce (e di mano, e pazienza se qualcuno malizioso quanto me fraintederà); connubi tra senso per l’estetica e stima per l’abilità umana.
Una cosa che ritrovo poi, tornando a casa, nel ritratto di uno scultore che mi fa pensare all’artigianato, il quale non a caso condivide una radice semantica con l’arte. Sono anche passata a fare un giro (virtuale, perché a suo tempo quando vi restai per mesi nemmeno ne ero a conoscenza) al parco XXX. Pare abbandonato, poverino – ed è un dispiacere, anche se così messo ha un suo malinconico e stregato fascino. E qui le foto rozze sono (volontariamente o meno) strumentali proprio a trasmettere quel senso d’abbandono e di vecchiezza, e quel senso d’abbandono è a sua volta strumentale a suscitare moti dell’animo che vanno dal volo nostalgico al desiderio di recuperare e ridare vita ad un tassello di storia romana, popolare finché si voglia ma pulsante sotto la polvere.
Carta canta: in questo caso, pellicola descrive, ma anche esprime il sè. Altro che banale copia del reale.

Di nuovo: perché non valorizziamo abbastanza questi nostri scatti gioiello?

[Ho modificato il post in data 12/03/2012, poiché a chi aveva scattato le foto di quello che ho trasformato in un generico “parco” romano è stata inviata – come leggete nei commenti – una diffida da parte dell’azienda che l’ha in gestione. Peccato].

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26 thoughts on “Modi di fare fotografia

  1. credo che fotografare sia la rappresentazione della realtà così come la percepiamo, di conseguenza l’atto di fotografare è fortemente influenzato da ciò che siamo noi. basta guardare due foto fatte da due persone diverse davanti allo stesso soggetto: non ne troveresti due uguali (non mi riferisco ovviamente alle foto scattate dai turisti davanti ai monumenti, poichè lì spesso si usa solo il dito, non la mente/il cuore). per questo a suo tempo mi fece così imbufalire la politica di quel sito di cui parlai nel mio blog, perchè voleva standardizzare e uniformare gli scatti sottoponendoli a regole rigide. una foto sfuocata può esserlo per imperizia del fotografo o per una precisa scelta, così come la decisione di tagliare un centimetro o no può essere dettata da una precisa scelta. il massimo fu una persona che commentò una mia foto di un portone lasciando trapelare la convinzione che fossi incapace di usare photoshop perchè l’avevo tagliata in un certo modo, non considerando che l’avevo tagliata esattamente come la volevo tagliare ^__^

  2. Sì, ricordo che parlasti di quel sito.
    E mi fa innervosire tanto di più sapendo che amore per la precisione tecnica e scelte personali non standardizzate non sono affatto in lotta.
    Si può discutere nel dettaglio solo partendo da questo assunto, io credo.
    Altrimenti non ci sarà fotografia, ma esercizietto formale.

    Spesso che la fotografia è rappresentazione, e non mera trascrizione del reale lo si dimentica.
    Ma è proprio lì il nodo che ne fa un’arte, e non una mera tecnologia-abilità.
    Ricordo che qualche anno fa discussi di questo con una persona, stupendomi perché per la prima volta incontravo qualcuno che riteneva che la fotografia non fosse una forma d’arte. Prima nemmeno immaginavo che qualcuno potesse pensarlo.

  3. sinceramente io non mi sono mai posta seriamente il problema, se sia una forma d’arte o no intendo. ciò che è certo è che molti confondono la perfezione tecnica con l’arte, quando si tratta di fotografia, altri invece all’opposto la stranezza con l’arte (c’è stato un periodo in cui ai concorsi di fotografia dalle mie parti non vincevano che foto elaborate, pasticciate, storte e sfuocate, che non capivi nemmeno quale diavolo fosse il soggetto, però erano così “artistiche”!). per me fotografare è raccontare, è descrivere quel particolare momento che non si ripeterà più ma che mi ha colpito e desidero preservare,

  4. certo è che molti confondono la perfezione tecnica con l’arte, quando si tratta di fotografia, altri invece all’opposto la stranezza con l’arte… già.

    Esisterà anche una fotografia astratta, suppongo.
    Anzi, ne sono sicura.

  5. Bella domanda, sai che me la sono posta tante volte anch’io? E’ vero, i blogger stranieri valorizzano tanto l’immagine, noi molto meno, eppure avremmo panorami, vedute e luoghi belli da mostrare e non certo privi di fascino…ciao cara, buona giornata!

  6. Nonostante tutto, noi italiani abbiamo una peculiare ed ancora forte propensione a comunicare con la parola, più che con l’immagine; e credo che questo influenzi anche i blog.
    Ma non è l’unica, nè la principale ragione a mio parere – se fosse solo questo, non potrebbe che farmi piacere, analfabetismo di ritorno permettendo!
    No, è che trovo in generale… poca pappa. Forse, sì, troppa attualità (più e meno significativa) ed un’insufficienza di… eterno. Uh.

  7. “…è comunicazione prima ancora che arte…”
    Come non essere assolutamente d’accordo con questo?
    Dopo qualche tempo della mia vita trascorso con la fotocamera al collo, ho capito che la fotografia è essenzialmente una forma di espressione; poi uno decide se farne più un’arte, un racconto, un documento…
    Io penso che nella realtà ci sia già tanto di interessante, fantastico ed emozionante da catturare nel mirino, molto più di quanto possa trovare nella mia immaginazione. Per cui, come già scritto altrove, preferisco pescare soggetti che raccontino semplicmente ciò che vedono i miei occhi, senza alcuna invenzione o intervento radicale.
    Non è un caso che ad apertura del mio blog abbia riportato una certa frase di Francis Bacon.
    Grazie Cecilia, perchè ancora una volta dimostri interesse per i miei modesti contributi fotografici, dandogli risalto nel tuo blog, questo mi lusinga non poco.
    Alla prossima 🙂

  8. E’ chiaro che tutta l’arte è, sempre, comunicazione – e qualcosa di più e di diverso, che non cerco nemmeno di definire.
    Ma talvolta, per l’appunto, questo secondo e superiore (nel senso di più complesso ed impegnativo, non necessariamente di migliore) moto conquista la centralità, il cuore dell’atto; e allora l’atto propriamente comunicativo resta dietro le quinte.

    L’aspirazione è quella di riuscire, almeno un poco, ad approfondire e collegare i contenuti che più frequento invece di addentarli fugacemente e perderne la gran parte del succo.
    Dunque, prego, ancora una volta.

  9. Ci sono persone che fanno foto e, ci sono persone che sono artisti della fotografia.
    I Blogger stranieri fanno solo foto, manca loro lo charme dell’arte.
    Ecco perché i loro post sono corredati di foto.
    La Legge di Murphy recita: “Se non puoi convincerli, confondili”.
    I Blogger stranieri con tutte quelle foto ci riescono…credo.
    Cordialità, Edo
    piesse, Le auguro un week end strepitoso!!!

  10. Anche questo può essere vero, Edo.
    A volte si offre una gran quantità, quando non si ha da offrire qualità.
    Gli stranieri dicono forse lo stesso di noi, con riferimento a citazionismi e poesie da poco messe lì a riempire spazi.

    Poi, però, interviene anche una scelta redazionale, della piattaforma.

    Strepitoso weekend anche a Lei, lettore acquisito da Miss 😉
    Non è da tutti i giorni avere un autentico re per lettore… o forse m’inganno?!

  11. Uh! A occhio, direi di sì 😉

    Discorsi “seri” a parte, mi piace il contrasto tra quelle pennellate accese e moderne e le ombre, leggere, nero su grigio.
    E’ un tipo di… scatto, ma anche di scritto, che fa vibrare le mie corde: anche in poesia adoro qualcosa di simile: non solo sintetico e minimale, ma potente, viscerale.
    (Spero di non aver esagerato con gli aggettivi!)

    Io ho inserito da un po’ il widget di Flickr qui a fianco, ma non ho più aggiunto foto. Però vorrei. Vedremo.

  12. I Blogger stranieri fanno solo foto, manca loro lo charme dell’arte.
    Non sono fatti miei, ma frasi come questa mi lasciano basita. I “blogger stranieri” (??) sono… tutto il resto del Mondo (blogghesco)!!! E faccio notare che in paesi come gli USA per es. il blogging è molto più diffuso che nella nostra simpatica Italietta. Quindi dire che ai blogger stranieri manca il senso dell’arte, boh, mi fa un po’ imbufalire.
    Venendo al tuo post, è vero, anch’io ho l’impressione che altrove ci siano più blog fotografici che da noi. Secondo me è che da noi manca l’educazione all’immagine (pensa alla fantomatica “storia dell’arte” a scuola: un paio di orette sacrificate in cui ben raramente ci si appassiona all’arte); dato che mi occupo (anche) di eventi culturali, mostre ecc., noto che c’è un’ignoranza abissale su tutto ciò che è arte figurativa. Siamo poco educati a guardare, a scoprire cosa c’è dietro un’opera d’arte figurativa, il ritratto di un paesaggio e così via. In altri paesi per es. europei c’è molta più attenzione, ma veramente un dislivello enorme. Lo stesso vale anche per la musica. Vai in Germania e prendi un tedesco “medio”: vedrai che rispetto a un italiano medio conosce (anche a livello tecnico) la musica colta in un modo che da noi è praticamente inconcepibile. Un vero peccato!

  13. Buongiorno anche a te, bufala-Ilaria 🙂

    E’ certo che, oggi come oggi, la tecnica ed anche la storia dell’arte, sia essa figurativa, musicale, plastica, recitativa e quant’altro, sono ben poco di pubblico interesse e dominio; anche a livelli minimi.
    Lo scrivo avendo ben presente quanto dicevo più sopra a proposito del nostro sbilanciamento a favore della parola (ma avendone ormai perdute le basi, o essendo sulla via per perderle), e quanto scrivevo più sotto in introduzione ai brani di Shostakovich, che non conoscevo come suoi e sui quali non ho quasi nulla da dire… poiché non ho che brandelli disordinati ed insufficienti di cultura musicale!

    Appunto: un vero peccato.
    Ma è domenica mattina, e per stavolta eviterò di proporre ricette per salvare il mondo 😉

  14. a mio sommesso avviso, sullo sfondo c’è un problema

    sono troppi coloro che fanno fotografie e l’avvento del digitale con la possibilità, in aggiunta, di allestire infinite webgallerie, ci ha sommersi di immagini

    parlo proprio del numero delle immagini rispetto agli occhi che le possono guardare, sono troppe

    il concetto di arte è uno di quei concetti estremamente cangianti ed estesi da rendere sempre un po’ difficile anche sono parlarne

    io penso all’arte come la tékne dei greci, cioè arte e tecnica, sapienza produttiva, per cui a me piace l’idea che una foto sia fatta bene e significativa, non mi interessa proprio dire se è arte o meno

    io qualche foto la faccio (e male) solo per lavoro, dato che in questi tempi di crisi le foto le fanno fare al grafico, anche se è una zappa, per risparmiare i soldi del fotografo (e del resto i fotografi si improvvisano spesso grafici)

    in conclusione, bisogna fotografare molto ma molto meno, altrimenti saremo soffocati dalle immagini

  15. In parte, la passione per la fotografia mi è sempre rimasta in bozza e non è ancora decollata proprio perché temo, se mi ci abbandonassi, l’invasione degli ultracorpi: scatti a pacchi che mi escono dalle orecchie. Per dire.
    Con la paura di scivolare dalla varietà meravigliosa del mondo fotografabile all’inutilità finto-estrosa autoreplicante. Come in The ring, solo che quel virus proprio inutile non era, voleva solo sopravvivere e vendicare, povero cucciolo.

  16. Ciao, ti chiedo cortesemente di cancellare questo post in quanto abbiamo ricevuto una lettera di diffida da parte dell’ufficio legale della società che gestisce il Luneur di Roma.
    A breve pubblicheremo sul nostro sito un post di rettifica che ti invito a pubblicare!
    Grazie mille per il sostegno,
    Copia-Incolla Staff

  17. Ciao… che peccato.
    Provvedo a modificare il post togliendo il link ed i riferimenti.
    Direi che è sufficiente.

    Posso chiedere, però, di cosa vi accusano?
    Tornerò a leggere la rettifica.

  18. Sì, certo. Mi ricorda tanto la storia di un certo laghetto dedicato alla pesca, di un paese vicino al mio, ufficialmente aperto ma praticamente in rovina.
    Confidiamo nel bando per la nuova gestione.

    Se mi puoi scrivere il nome dell’azienda che lo gestisce scrivo due righe di spiegazione sotto al post; intanto comunque lo modifico semplicemente omettendo nome del parco e link.

    (Sic).

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