Non più

Il tempo è l’unica cosa che hai, ma il tempo non ti dà tempo.

Ecco le cose che avrei voluto, o avevo in programma di fare per o con mio padre; che non farò più insieme a lui o per lui. Penso che esplicitarle scrivendole mi farà bene. E penso anche che non siano perdute, ma che debba cercare un nuovo modo per farle fruttare.

cercare la cascina nel lodigiano dov’è nato

tornare in Trentino;
tornare al mare (cambiando albergo!);
esplorare Genova;
fargli conoscere la Scozia;
fargli conoscere Topolino e Paperino a Disneyland Paris;
visitare i grandi parchi americani di Yellowstone e Yosemite:

portare a casa un micio

sostituire il terreno misto dell’orto interamente con solo terriccio buono e fertile;
ritentare di piantarci dei meloni (che crescano)

discutere la tesi di laurea in sua presenza;
magari sposarmi idem

registrare i suoi ricordi per inserirne alcuni in un romanzo

farmi insegnare a cambiare le ruote all’auto

masterizzare la discografia di Elvis da tenere in auto

rivedere insieme i disegni fatti da me e mio fratello alle scuole elementari,
che avevo recuperato dal garage e raccolto in una cartellina

comprargli un pullover tipo montgomery fichissimo visto a fine estate scorsa da Belmonte

vedere insieme, se mai la gireranno e trasmetteranno, una nuova serie de La Nuova Squadra

sdraiarci sull’erba di un parco, tipo il Castelli, e guardare le nuvole cercando quelle con forme particolari, che ricordano cose o persone

puntare il telescopio sulla luna dal terrazzo

ecc…

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10 thoughts on “Non più

  1. Mi spiace.
    Io avevo in mente di ricostruire con un po’ d’ordine appunto l’albero genealogico di famiglia (pure del ramo materno, che in ogni caso lui conosceva e ricordava molto meglio di me; che sono una terribile smemorata & disattenta).
    Ma soprattutto avevo intenzione di raccogliere sistematicamente le storie che mi ha sempre raccontato. Alcune per fortuna le ricordo, e abbastanza bene; ma una gran quantità di aneddoti così come di dettagli inevitabilmente la perderò.
    Mi piaceva poi l’idea, non immaginando allora che mi sarebbe mancata per altri motivi, di registrare la sua voce, avere una traccia di un elemento che ho amato e che mi confortava tanto.
    E’ un piccolo rimpianto in fondo, nulla di straziante; che sento più forte solo quando lo considero una prova di una mia inefficienza, della mia pigrizia e lentezza che mi fanno perdere occasioni, lasciar andare la vita senza far nulla per entrarci dentro. Non so se mi spiego.

  2. la vita di una persona è una miniera, solo che col tempo, si perde la mappa

    conviene annotare il più possibile, anche se, purtroppo, le incombenze quotidiane a volte non lasciano respiro

  3. Piccola meraviglia,mi hai fatto piangere. Eppure mi ha fatto bene. Io il tuo papà l’ho conosciuto e lo considero un privilegio. Perchè era un uomo tanto dolce quanto profondo. Un uomo che non si poteva che amare, e non è giusto che non sia più accanto a noi. Aveva una voce bella, calda, serena, splendidi occhi che sapevano guardare nel cuore degli altri, un anima generosa fino allo svuotarsi di sè, forse troppo. Delle cose che avresti voluto fare con lui ce n’è una in particolare che mi piacerebbe tu esaudissi. E visto che non è materialmente possibile ti faccio una proposta: andiamoci insieme, io e te. So che non è la stessa cosa, ma mi piacerebbe fare questo regalo a lui, prima ancora che a te.

    Sai Denise, molte volte il tuo papà mi ha detto di essere felice che nella tua vita sia comparsa io. Era una frase che mi riempiva di gioia e orgoglio. Un padre che mi ringrazia di avere “accolto” il suo frutto più acerbo – sei la più giovane delle Sue persone – ma il più simile a sè stesso! Quanta della sua forza – sì, la forza – è in te! La vedo emergere sempre più evidentemente nel tuo scorrere la vita. Lui era stanco, lo sappiamo, avrebbe voluto darsi più tempo, più calma, più serenità, giustamente, meritevolmente. Eppure, la passione era comunque nel suo cuore quando affrontava quei momenti acuti con te. Era un marinaio esperto, sapeva tenere ferma la barra durante la tempesta. E tu, non dimenticarlo mai, hai il suo sangue nelle vene.
    Vi voglio bene, piccola.

    APF

  4. Eh già, non ti ho detto che mi riferivo alla ricerca della cascina i cui è nato il tuo papà. Lo faremo, vero? Baci.

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