Compact… life.

Ho tolto dalla prima pagina il mio ‘mercatino permanente’ perché, alla fine, ho deciso di vendere tutti i cd elencati al Libraccio; e per ora aspetto di rimpolpare la lista.
Ne avevo bisogno, e per poco che sia ci ho pure guadagnato qualcosa (di per sè un’esperienza esaltante: ogni volta che ho provato a rivendere un mio libro di testo scolastico usato, anche ‘freschissimo’, ho preso picche). Ho persino scavalcato la coda dei martiri in attesa di acquisto, poiché chi deve ritirare un importo passa avanti – ihih – insomma ho fatto la parte della privilegiata.

Ai miei cd ero ovviamente legata perché non solo mi ricordano, ma anche perché rappresentano e ‘riproducono’ la mia vita di un determinato periodo; avrei forse potuto, voluto e dovuto sfruttarli, sì, ma allora, non ora.
Ho per altro ricordato, successivamente, che ne avevo già regalati e venduti parecchi anni fa – nemmeno m’era venuto in mente subito, tanto distanti nel tempo e dalle mie corde sono diventati, ormai. Restano in ogni caso un bel ricordo, appunto.

Proprio come altri oggetti di altro tipo che, per ‘esaurita funzione’ o per rottura improvvisa ho dovuto abbandonare: uno ‘storico’ ventilatore, una biro dalla scritta consunta e senza più inchiostro regalatami da una paziente a me particolarmente cara, un mozzicone di matita proveniente da Mestre e comprato in compagnia di quella che poteva essere un’amica – ma che ho perso strada facendo…
… in definitiva così vorrei fosse la mia vita, compatta: essenziale e fruttuosa, non come una scatola zeppa e che mai apriamo per paura che ci scoppi in faccia, o perché anche solo guardarci dentro costa fatica; ma come un ventilatore, una matita o una biro che fanno il loro lavoro bene e fino in fondo, minimizzando gli sprechi e massimizzando la soddisfazione. Quasi come artigiani.


Le mani di Dalton M. Ghetti mentre scolpisce grafite

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6 thoughts on “Compact… life.

  1. scusa se esco leggermente dall’argomento del tuo post, aggrappandomi al tuo breve accenno ai libri di testo: ecco, questo è un argomento che richiederebbe una sollevazione popolare, secondo me. oserei dire che esiste una sorta di mafia degli editori, diversamente non si spiega perchè, anche contrariamente da quanto enunciato da precedenti ministri, i libri vengano sostituiti così spesso, provocando non solo un esborso di denaro non indifferente alle famiglie degli studenti, ma anche una mole di carta inutilizzabile da buttare via. i mie figli, nati a tre ani di distanza, non sono riusciti quasi mai a passarsi i libri di testo, pur avendo frequentato le stesse scuole. anche a questo giro, dei libri di due anni del maggiore ne ho salvati solo 3 (in percentuale, un 15%, direi), di cui uno passato non al fratello minore, ma al figlio di una mia amica che va in seconda, perchè per le prime è inutilizzabile.

  2. @Guchi:
    figurati, sei perfettamente in tema invece.
    e anche se non ho mai avuto scambi di questo tipo (forse una volta), ma a vendere testi anche appena usciti ci ho provato più volte e ne sono sempre uscita scornata; capisco.
    io i libri usati li accetto solo se non sottolineati / evidenziati malamente e soprattutto non annotati; ma al di là di questo trovo piacevole anche sfruttarli (ve ne sono di ottimamente tenuti) e pensare, per esempio, che altri come e prima di me hanno sudato su certi corsi…
    … mi fai poi venire in mente come una volta (e anche oggi all’occorrenza) in mancanza di denaro per comprare vestiti nuovi per ciascuno si adattavano quelli dei fratelli più grandi ai più piccoli. Ne avevamo già parlato, credo.
    Oggi è sicuramente più difficile accettarlo, ma ne possono venire buone cose.

    @Miss:
    a questo punto, buon lunedì 🙂

  3. Ciao Denise Cecilia,

    leggendo di questo piccolo libro ho pensato a te http://www.lastampa.it/2012/11/13/societa/la-semplicita-si-impara-ecco-come-vivere-leggeri-DdbiaspfNjuUd4ui9cn2cJ/pagina.html
    ***
    Domanda tecnica sul blog: quando rispondi ai miei commenti non vedo la tua notifica sulla toolbar di wordpress.com (icona arancione). Ma questo “disservizio” capita solo con te e a volte con un altro blogger… Grazie se sai darmi suggerimenti 🙂
    ***

  4. Una sinfonia per i miei neuroni, il lifestyle minimalista.
    Nell’articolo – e immagino nel manuale – leggo pochi, ma produttivi suggerimenti, e suggestioni, per farsi ispirare e cominciare senza tanti addestramenti.

    A proposito del disservizio, mi dispiace ma non so illuminarti… a meno che non sia proprio un fatto di ‘nesting’, cioè magari se rispondo al commento specifico te lo segnala e se invece rispondo al post direttamente – anche se poi è a te che mi rivolgo – non lo fa.

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