Fantasticando di matrimonio

Sarà che su Cielo e RealTime, due canali che bazzico abbastanza
per via di certi talent (prevalentemente culinari),
di recente impazzano i programmi su nozze messe a confronto, abiti da sposa e via dicendo.

Sarà che ho voglia di sognare ad occhi aperti, perché se mi fermassi troppo spesso a guardarmi bene,
ma bene bene, intorno darei di matto.
E nei miei sogni ad occhi aperti l’abito è rigorosamente viola.

Sarà che trovo a dir poco meravigliosa l’idea di proporre, in vece della classica lista nozze et similia,
un versamento libero su c/c indicando l’iban apposito agli invitati [se vi interessa, leggete qui e qui].

Sarà che ho puntato un tipino niente male, ancora da valutare ma niente male.
Che invidio positivamente le storie di coppie nate per essere tali che incrocio ultimamente.
E soprattutto che avere un uomo lo gradirei, diciamo.

Ma, insomma, parlatemi pure di matrimonio: al momento è uno dei miei svaghi mentali.

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14 thoughts on “Fantasticando di matrimonio

  1. Ah, anch’io guardo quei programmi. Quelli sulle spose sono divertentissimi, hanno dei vestiti stranissimi secondo me.
    Però ragazza tu continui a soprendermi, il vestito viola?! Chi l’avrebbe mai detto! E come la mettiamo con il velo?! Bella questa deriva romantica, mi piace!
    Baci!

  2. E’ un piacere osservarli, infatti, anche se certe liti e certe pretese dei parenti, a volte…
    … e te lo dico io, com’è quella del viola. A parte che si tratta del mio colore preferito, e vabbeh. (E a parte anche che il velo mi piace, ma addosso a qualcun altro, un po’ come le gonne corte). Non ci avevo mai pensato prima che mio padre mi rivelasse che la sua ex moglie si era sposata, appunto, in viola. Ma come l’ho saputo, al di là dell’antipatia per lei, non ho avuto dubbi: se mai mi fossi sposata (e lo ritenevo poco appetibile) sarebbe stato così. Un colpo di fulmine.

  3. A me di Real Time piacciono i programmi “immobiliari” (perché Paola Marella è uguale a mia zia sia nell’aspetto sia nella parlata, e poi perché mi piace guardare quelle super case da un milione di euro, nel caso di “Cerco casa…” perché “Vendo casa…” è la versione per “poveri” come noi); guardavo anche “Cortesie per gli ospiti”, sempre per il fatto di vedere delle belle case ordinate (ma ho smesso di guardarlo per l’antipatia dei “giudici”). I programmi sulla cucina e sui matrimoni non li ho mai voluti guardare! Appena vedo un cuoco o un abito da sposa cambio canale come posseduta! Se mai mi sposerò mi vestirò di bianco o al massimo con qualche leggera sfumatura di pastello. Il viola mi piace un sacco come colore ma per sposarsi no 😉 Sul matrimonio che posso dire? Che mi annoio tantissimo quando sono invitata ai matrimoni, però il matrimonio è una delle cose più belle che esistano secondo me.

  4. Trovo la Marella (ed il suo compare modaiolo) antipatica e spocchiosa anche più dei giudici di Cortesie, che ogni tanto mi scappa di guardare perché, alla fine, anche lì si vedono dei bei piatti.
    Ma Cerco casa… appassiona anche me, come puoi immaginare. Mi piace non solo l’idea di acquistare un mio nido, ma soprattutto il pensiero di partire da zero nell’arredarlo; infatti quando discutono del mobilio e del suo livello di gradimento mi viene la nausea: ma come! Sanitari a parte, è molto raro che veda cose abbastanza belle e di mio gusto che, al posto loro, me le terrei…

    … ti dirò, di non convenzionale il mio matrimonio ideale avrebbe molte cose, perciò l’abito non si sentirebbe solo 🙂 Certo, non lo adotterei per un matrimonio in stile del tutto classico, anche se (simbolismo del bianco a parte) di per sè non lo ritengo inadatto a priori per un matrimonio.
    Non posso che sottoscrivere totalmente il tuo ultimo pensiero: i matrimoni tendono ad essere terribilmente noiosi, specie quando si sforzano di non esserlo. Ma non certo per l’atto meraviglioso, per come si configura ciò che ne circonda la celebrazione.

  5. il matrimonio, o meglio, la gioiosa festa che consuma in occasione di esso, è un bel momento della propria vita

    non c’è nulla di male a pensarci su

    certamente ci vuole un uomo (una donna la nostra legislazione, oltre che i tuoi ben espressi gusti al riguardo, per ora non la consideriamo), non occorre che sia il miglior uomo del mondo, ma diciamo che ovviamente deve piacere un po’

    trovato il futuro sposo, per il resto, senza esagerare, un matrimonio è un evento di grande piacere

    di mestiere mi occupo anche di partecipazioni, menu, tableaux (quei cosi dove c’è scritto dove sedersi), bomboniere, albums, e perfino dei messali, un ricordo che pare sia gradito

    posso dire che non bisogna esagerare, alcuni matrimoni hanno un’organizzazione complessa da sembrare dei G8, e mantenersi sul semplice, senza esagerare con le pignolerie

    l’abito viola è fortemente controindicato, perchè il viola porta sfiga a teatro e, seppur per semplice analogia, un elemento teatrale nel matrimonio c’è

    forse il lilla, molto di moda, potrebbe andare, ma io consiglio il rosso, che è magnifico, anche se si usa per lo più nei matrimoni civili

    mia moglie quando mi ha sposato aveva un grande vantaggio: io sono orfano di madre, sicchè c’era una sola suocera a mettere il becco…

    in bocca al lupo, cara amica, credo che sarai una consorte ottima, capace, condottiera, e probabilmente un po’ insaziabile nell’amore, ma da giovani è bene così

  6. La mamma di una mia cara amica ci si è sposata per davvero, con un vestito viola! Era il 1972 e, in quel periodo, andavano di moda i vestiti da sposa coloratissimi: il classico vestito bianco con velo e strascico, che adesso fa sdilinquire la maggior parte delle ragazze, all’epoca sembrava una cosa demodé, “da vecchie”. Mia mamma, che si è sposata nello stesso anno, sfoggiava ad esempio un carinissimo vestito color giallo acceso.
    E, a proposito di vestiti da sposa di famiglia, giusto qualche giorno fa, frugando nel proverbiale “vecchio baule chiuso da anni”, ho rinvenuto il velo da sposa della mia bisnonna materna. Bellissimo, fantastico – e rigorosamente nero 🙂

    In compenso… sai che, invece, più passa il tempo più io divento idrofoba, di fronte al tema matrimonio?
    Sarà che io non sono un tipo da feste in grande stile: non mi diverto affatto con ottanta, novanta persone attorno. Fosse per me, al mio ipotetico matrimonio inviterei cinque persone.
    Sarà che mia mamma è sempre stata molto attenta a disgiungere l’atto “ricevo un sacramento” dall’atto “faccio una festa colossale che aiuta a perder di vista l’importanza di ciò che ho appena fatto”. Al mio battesimo, alla mia cresima, alla mia prima comunione, abbiamo giusto invitato a casa le due nonne e altri due-tre parenti stretti, e servito un vassoio di pizzette. L’idea di sposarmi (!) e poi essere coinvolta subito dopo in un turbine di feste e di regali e brindisi mi fa proprio venire il nervoso; dopo un atto così importante, vorrei chiudermi da sola in una stanzetta a meditare, altro che servizi col fotografo.
    Sarà che, ultimamente, anche per lavoro, sto avendo a che fare con tantissimi sposini, e mi casca la mascella tutte le volte che mi rendo conto delle spese folli che la gente è disposta ad affrontare per un matrimonio – il che mi sembra quasi immorale: ma si può chiedere un mutuo giusto perché vuoi il matrimonio da favola????

    Sarà per tutte queste ragioni, ma ho come il presentimento che, in vista di un mio ipotetico futuro matrimonio, arriverei all’altare letteralmente furibonda, altro che “sposina raggiante” 😀

    Però i programmi sugli abiti da sposa e sui wedding planner piacciono tantissimo anche a me! Sono divertenti, mi piace guardarli (anche se una volta ho sognato che Enzo Miccio si metteva in testa di organizzare il mio matrimonio, ed è stato un incubo :-P)

  7. Uh, non sapevo della controtendenza anni ’70… e in effetti non c’è da stupirsi, considerati gli anni che erano (magari non c’azzecca nulla, però…). D’altra parte anche l’ex moglie di mio papà, da cui ho preso originariamente l’idea, l’ha ‘impiombato’ in quella decade, se non dico fesserie.

    Guarda, su quanto dici non posso aggiungere granché perché siamo, mi pare, proprio sulla stessa lunghezza d’onda. Come dicevo più su, al di là della noia esasperante che permea gran parte dei matrimoni per quanti sforzi la gente faccia per renderli divertenti; cerimonia a parte (da curare bene, ovviamente) ho un’idea della celebrazione del matrimonio, e dei suoi annessi e connessi piena di non-convenzionalità.
    Non-convenzionalità che non equivale necessariamente a ‘stravaganza’, intendiamoci, di certo non per i miei canoni (poi, se la tal parente decreta dall’alto del suo scranno di pseudo-sapiente che ai matrimoni bisogna avere quel tal menù, spiegato al dettaglio, è affar suo).
    Per esempio, neppure io voglio una torma di gente di cui – diciamolo chiaro – non ricordo neppure che legame abbia con me, di cui non mi frega nulla e che non mi dà nulla. Figuriamoci invitare persone che detesto o con cui non ho un più che buon rapporto. Di fatto, l’idea di matrimonio più sfruttata e gettonata è del tutto fuori dalla mia concezione dello stesso: non è insomma una mera questione di numeri. Sarebbe già qualcosa di cui esser grati se accettassi di fare un piccolo rinfresco con pochi parenti e pochi amici, come a dire: non più di dieci persone; e solo per il piacere di coinvolgerli, ma senza protrarre nè espandere l’iniziativa a megabanchetti luculliani, discoteche ridicole e altre cazzate (linguaggio degno di una sposa, invero).

    Non solo è per me allucinante l’idea che qualcuno possa indebitarsi per una giornata della sua vita che in fin dei conti è stata caricata di aspettative ingiuste ed abnormi da altri, oltre che dagli interessati; ma sostengo la legittimità e la bellezza, per chi la sappia intendere, di indicare l’iban agli invitati, se ve ne sono, invece di richiedere liste nozze o simili.
    Una cosa di questo tipo, chi ha un’idea tradizionale della celebrazione (in senso lato, della festa) e del maneggiar denaro, non la farebbe neppure sotto tortura. Vedo insomma molto basso il rischio che si trasformi in una pacchianata e in una corsa all’arraffo – anche perché si può ben chiedere che cifre e persone che le hanno devolute non vengano associate, e non sia possibile risalire al nome di chi ha fatto il tale o talaltro versamento.

  8. Altre opportunità per sposarsi senza spendere un patrimonio, le suggerisce 5pani2pesci partendo da tutto quello che, grazie a Dio, ad un po’ di fermezza e di buonsenso, potete bellamente evitarvi: http://5p2p.it/2013/04/24/wedding-plan-francescano.html
    Vi consiglio di chidere info sul loro servizio di foto-film, il cui ricavato non entra nelle tasche della coppia ma va a contribuire ad un progetto di evangelizzazione che non leggo meglio specificato.

  9. Io sogno un vestito bianco e nero,
    un matrimonio in qualche bel giardinetto di New York e
    un marito che sia una rockstar *—–*
    Poche persone però,una cosa tra pochi amici ma che sia indimenticabile…secondo me è questo ciò che conta,che il matrimonio sia una giornata che non dimenticheremo mai.
    E poi quelle spose di Real Time non credo vivano quel giorno chissà quanto felicemente,o almeno se io fossi in loro mi preoccuperei di non far sporcare il vestito visto che l’ho pagato una marea di soldi o.o
    A volte certe donne danno troppa importanza al vestito,secondo me quello che conta è il marito,poi uno si può anche mettere due stracci,se il marito è quello giusto quel giorno sarà felice comunque.

  10. Bianco e nero, niente male. Un tocco di nero fa sempre bene alla salute.

    (In effetti, per meraviglioso che debba sembrare loro, una sposa da reality dev’essere troppo concentrata sul risultato per godersi il matrimonio in sé.
    E poi sapere che ci saranno tre persone estranee a giudicarmi mentre io faccio un cosa così importante, scherziamo? Non è roba per me).

    Come si dice?
    Se il partner è quello giusto, molto presto dovrà restare senza nulla addosso. Perciò tanto vale non esagerare con i patemi 😀

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