(Se) questa è una donna.

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C’è stata quella, qualche anno fa, che stava per attivare la cintura esplosiva; in quel preciso momento i suoi occhi hanno incrociato quelli di un bambino sul passeggino, e il bambino le ha sorriso. E lei si è fermata. Oggi continua a combattere contro Israele, ma non col terrorismo.
E c’è stata quella del ristorante di Haifa che prima di farsi esplodere ha pranzato lì, guardando bene in faccia tutti quelli che mangiavano e parlavano e scherzavano e lei sapeva che di lì a qualche minuto sarebbero stati ridotti in brandelli. Finito di mangiare si è alzata, è andata vicino a un bambino nel passeggino e si è fatta esplodere lì.
Ahlam Tamimi è figlia della sua cultura, ma diventare mostri non è un destino ineluttabile.
Neanche nella sua cultura.

[FonteIl blog di Barbara]

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6 thoughts on “(Se) questa è una donna.

  1. … bisognerebbe ricominciare a considerare la ‘cultura’, almeno quella agita, un po’ più come un humus condiviso e scelto con consapevolezza (fosse anche solo parziale) e molto meno come veste calataci addosso dall’alto.
    Le debite eccezioni sono per l’appunto doverose ma, io credo, numericamente molto inferiori a quelle che tendiamo ad individuare; sia sui giornali che nei tribunali.

  2. Sono d’accordo anch’io…

    Per quanto mi riguarda, da più di tre anni (meglio tardi che mai) non guardo la televisione, salvo qualche rara eccezione. Devo ringraziare Pier Paolo Pasolini. E’ stato un profeta nel vedere la ferocia e la dittatura della televisione.

  3. D’accordo – anche io ho intenzione, quando mi sarà possibile, di ridurre drasticamente le ore di televisione fruita, senza comunque rinunciarci del tutto perché trovo appunto vi siano men che rare eccezioni da salvaguardare.
    Tuttavia non capisco il nesso con il video, che pur propagandando violenza è sicuramente un documento prezioso, per quanto pesante da sopportare. Non esattamente TV-spazzatura consumistica.
    Brutto, ma in modo diverso da come sono brutte tante delle nostre trasmissioni.

    (A breve stacco. Ti risponderò, nel caso, lunedì).

  4. Oops! hai ragione, così non si capisce…

    Il primo inciso “Sono d’accordo anch’io” era riferito al video e al post.

    La seconda proposizione che ho scritto era riferita al tuo ultimo commento dove avevi scritto:

    “bisognerebbe ricominciare a considerare la ‘cultura’ … come un humus condiviso e scelto con consapevolezza … e molto meno come veste calataci addosso dall’alto”

    Anche in questo caso sottoscrivo quanto hai scritto.

    Secondo me, la televisione è stato ed è uno strumento fondamentale del “potere” e dell’ideologia consumista, usato abilmente per l’inculturazione e l’omologazione degli italiani; in particolare, nella sostituzione di vecchi modelli di comportamento con dei “nuovi” modelli; e nell’assimilazione dei “malcostumi” imposti dal potere consumistico. Una vera e propria “dittatura” che ha manipolato le coscienze… Quando penso alla televisione mi viene in mente la … Pubbilicitààà!!!

    Allora, buon fine settimana 🙂

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