Natura umana

Della natura umana reco in me alcuni peculiari pregi e difetti che ho sondato discretamente in lungo ed in largo, come si suol dire. Oso credere di conoscerne le manifestazioni più significative e tendo a non stupirmene quando le incontro, al di là di come vi reagisco.
Molti possono dire, io credo, le medesime cose.
Ciò che invece non a tutti è concesso, ma sta capitando a me; è il privilegio di poter conoscere – che sia attraverso un’inattesa sinfonia oppure un trauma – l’intima natura dei propri parenti, e di altre persone significative.
C’è chi desidererebbe sondare i più remoti pensieri di chi gli sta accanto (o del cugino di sesto grado che chissà, un giorno potrebbe spartire l’eredità del bisnonno de-cadente…), e magari si sforza di propiziare le situazioni più favorevoli a farglieli uscire di bocca, seppure involontariamente.
E c’è chi, come, ha periodiche botte di culo per cui lo scopre senza fatica, senza averlo voluto; ma con sommo guadagno esistenziale (meglio specificare: quando ci sono di mezzo i soldi, magari in misera cifra, c’è chi non esita a graffiare. E poi mi chiedono perché mi si rizzano le antennine quando ci sono soldi che circolano: no, non sono idealista. Sono realista. Conosco la natura umana).

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4 thoughts on “Natura umana

  1. credo che sia una fortuna scoprire per tempo con chi si ha a che fare, perchè questo ci permette poi di tutelarci. io purtroppo questa fortuna non l’ho avuta, perciò ho imparato a tutelarmi a prescindere ^__^

  2. Oh, yes. Strategia lungimirante: cambiare idea e dare un’opportunità si può sempre fare, ma una volta che ci si è esposti non si può tornare indietro, non per vie naturali, diciamo.

  3. hai assolutamente ragione: le persone di animo davvero nobile le conosci attraverso la «prova» delle questioni di soldi

    diciamo che, alla prova dei soldi da spartire, i veri signori sono come il residuo fisso nell’acqua oligominerale, una percentuale minuscola, quasi irrilevante

  4. L’hai detto. Anzi, l’hai scritto.
    Sono convinta che la natura delle persone orienti in modo preciso il loro rapporto con il denaro, al di là del potere corruttivo che nient’altro come la brama di possesso ha.
    Vi è una sostanziale differenza tra la golosità, così la chiamo, per ciò che il denaro può ottenerci – da cui ritengo nessuno sia esente – e la vera e propria avidità per il denaro in se stesso. E non è appunto nella misura del desiderio, ma nell’oggetto del desiderio, e nelle sue (non) ragioni.

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