Autunno caldo

Dedicato ad Ilaria, che non mi sopporta sfiorita 😉

Leggo abbastanza regolarmente l’oroscopo di Rob Brezny su L’Internazionale, grazie anche a Guchi che ogni settimana lo rilancia sul proprio blog. A volte è palese che il nostro scrive sotto l’influsso di droghe particolarissime durante i suoi viaggi astrali, altre lascia in eredità ai suoi aficionadòs perle di sintesi e saggezza tali che uno se le salva sul pc per darsi una bussola nei giorni duri come in quelli felici.
Questa settimana il mio oroscopo (sono dell’Ariete) recita così: […] In ogni caso, le prove della vita ti offrono la possibilità di diventare più intelligente nel cuore e nella mente. Ti sfidano a sfruttare al massimo le tue capacità e ti invitano a ridurre la tua sofferenza. In questo momento, stranamente, puoi scegliere che tipo di prove preferisci. […] Esprime proprio ciò che penso e che voglio, ora.
La volontà di cambiare, nonostante tutti gli ostacoli più e meno alti, o insormontabili (ma forse aggirabili?) che ho davanti. Il desiderio di recuperare sempre più entusiasmo, quello che inaspettatamente e provvidenzialmente mi è nato, e mi ha assistito, dalla morte di mio padre.

Appunto: non è ancora trascorso un intero anno da quella data (era il 22 novembre del 2011), ma già da qualche tempo compilo tra me e me almeno una decina di bilanci al giorno, che mi consentono di mantenere ordine nel flusso di impegni e pensieri e di marciare a passo lento ma costante nella direzione che io, e non il caso, stabilisco.
Ho sempre festeggiato l’ultimo dell’anno come il classico momento di passaggio nel quale tirare le somme e fare progetti – l’ho fatto anche quest’ultima volta. Ma mi piace molto di più, perché la trovo più aderente alla realtà – senz’altro anche alla mia – l’idea di identificare questo promettente momento non nel 31/12, ma in autunno, a settembre; quando ricominciano le lezioni (a proposito: cielo, ho appena scoperto che le mie riprendono il primo ottobre!!), si rientra ufficialmente al lavoro, le strade riacquistano il normale traffico e via dicendo.
Per me dunque a questo giro vi saranno due periodi di grande rielaborazione del vissuto recente così come anche di slancio verso il futuro prossimo e anteriore: quello in cui siamo già immersi e lo scoccare dell’anno esatto di vita senza mio padre fisicamente accanto.
Vi racconto allora, per punti, cosa mi hanno portato questi ultimi dieci mesi di… viaggio in solitaria.

Foto di Marco Anzani

Pare abbia agito in essi una specie di karma, anche se io al karma non credo (credo soltanto a quello delle biblioteche: infatti, poiché sono una che trascina i prestiti oltre il consentito e tende a rinnovarli spesso, quando un libro che cerco è fuori puntualmente la persona che l’ha preso è in ritardo anch’ella sulla restituzione).
Come detto e come tutti i frequentatori abituali sanno, mio padre è morto. Conseguenza: tutto il ‘pacchetto responsabilità‘ verso la casa e gli annessi, verso mia madre (per altro in condizioni piuttosto pesanti, a partire dalla sordità) e varie altre è ricaduto su di me.
Ho per esempio assunto l’amministrazione di sostegno di una zia, residente in una struttura protetta in quanto schizofrenica – il problema non è l’impegno, che ho scelto e che non è nè complicato nè sgradevole, è piuttosto la sua malattia che poco o tanto mi atterrisce, sempre e da sempre.
Ho vissuto (e non ancora concluso) una successione parzialmente problematica ed emotivamente distruttiva, coinvolgendo per forza di cose la mia sorellastra, mai conosciuta e che non voglio conoscere.
Ho dato due esami importanti in modo raffazzonato e superficiale, perché avevo il fiato corto e la testa in panne – ma li ho dati. Ho scritto il lavoro di tirocinio all’ultimo minuto ed allo stremo. Ma l’ho scritto e consegnato.
Non sono andata in ferie, ma che dico: salvo i weekend che da poco mi sto ritagliando (per recuperare sonno e leggere, mica per le serate di gala) non ho avuto sinora una vera pausa, non sono mai scesa dal carrozzone.
Nel frattempo, ho trascorso l’ultimo mese appresso ad un’altra mia zia, malata pure lei seriamente, gestendo in contemporanea parenti, servizi, medici ed ansie personali, superando brillantemente un paio di aggressioni (una verbale ed una anche fisica, alla quale ho reagito).
In tutto questo, mi è partito un tinnito (comunemente detto fischio all’orecchio) ormai diverse settimane fa, che non sembra volersene andare – si vede che gli sto simpatica – e che di quando in quando si produce in un suono più forte del solito e mi procura una fitta dolorosa. Lunedì dal medico, di corsa.

Le opportunità e le novità che mi si sono aperte sono meno frequenti e pressanti, ma valgono molto, molto più delle difficoltà:
senza alcuno sforzo ho perso peso, smettendo semplicemente di ingerire schifezze, che finalmente ho non solo riconosciuto razionalmente ma avvertito di pancia essere tali. Inoltre ho cominciato progressivamente a modificare, dando il tempo a mia madre di assimilare almeno l’essenziale, le mie abitudini alimentari. Mangio meno in generale, faccio pasti più contenuti e più numerosi quando mi riesce, ho aumentato il consumo di frutta e verdura – complice anche l’eliminazione delle bistecche dalla dieta – e quello di legumi. Eccetera…
… per un buon periodo ho camminato di prima mattina a passo veloce per 10 km, regolarmente un paio di volte e talvolta anche tre a settimana. Mi sono fermata (il che di per sè non è neppure un male) causa stanchezza fisica da stress e maltempo; ma non sento l’istinto o la voglia di rinunciare, sto invece valutando cosa accidenti fare durante le stagioni fredde. Intanto il mio corpo e la mia mente hanno un’imprinting che li stimola all’attività e alla tonicità, mi muovo più leggera, respiro e digerisco meglio e mentre autostima e rilassatezza crescono, la pressione sanguigna cala.
Più in generale, sto mettendo a punto un programmino di informazione (richiederò per esempio, se possibile, una consulenza col genetista per sapere, avendo la mutazione in eteroplasmia, qual è la percentuale di mitocondri alterati sul totale) e di prevenzione rispetto all’eventuale esordio e decorso di malattia per la sindrome (discorso complesso). Inoltre, ma questa è solo un’eventualità ancora tutta da verificare (e potrebbe rivelarsi una colossale minchiata infattibile) raccoglierò dei pareri sull’impianto cocleare: se mia madre potesse trarne beneficio, molto probabilmente tenteremmo. Sto acquisendo controllo e potere sulla mia salute nel suo senso più ampio, e per quanto possibile su quella di chi mi sta vicino; questo di per sè è un traguardo eccezionale e fondamentale.
Lo stesso guadagno, progressivo ed ineliminabile, ce l’ho rispetto alle mie abitudini di consumo, ed in generale rispetto al mio rapporto con gli oggetti, le attività e gli impegni, le relazioni (la litigata violenta con una delle mie zie mi ha permesso di liberarmene in modo definitivo e ne sto traendo un beneficio anche fisico),  le mie responsabilità e le mie possibilità di scelta: il decluttering in particolare inizialmente, ed il minimalismo in modo più ampio mi stanno felicemente rimodellando… a mia immagine e somiglianza. E’ questo, credo, il cambiamento più importante e soddisfacente oltre che rilevante e rilevabile esteriormente che sta avvenendo in me.
Persino il blog lo riflette, con la sua ultima ed ennesima evoluzione verso uno stile leggero, semplice, fruibile. Non si può dire che nè il blog nè io, snellendoci, abbiamo perso smalto. Al contrario, il blog sta virando su contenuti meno carichi e più dinamici, mentre io nonostante tutti i momenti di esaurimento procedo attratta e periodicamente rinvigorita dalle occasioni che mi sono offerte per scegliere autonomamente e in piena libertà, costruire un futuro più a mia misura gettando fondamenta solide e sviluppare concretamente il mio potenziale.

Felice autunno ed… anno nuovo a tutti!

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12 thoughts on “Autunno caldo

  1. Io sono la prima a beneficiare del “mutamento” verso la leggerezza (da non confondere con la superficilità 😉 )
    Spesso devo leggere più volte per “capire”, non che io sia tonta ma mi manca la tua preparazione scolastica Oggi volevo “postillare” il mio post culinario con una riflessione ma ogni volta che ci provavo mi venivi in mente tu e allora rinunciavo.
    Farò un ripasso al dizionario.
    Ciao, buon fine settimana 🙂

  2. Quanto alla preparazione scolastica, credimi, non ti sei persa niente di eccezionale… anzi, ad averne avuta una davvero coi fiocchi forse ora mi ingarbuglierei meno 😉
    Però, argh, non dirmi così: tu le tue riflessioni le devi esprimere, se no io mi prendo male, eh!
    Magari imparerò io qualcosa: a farmi capire di più.

  3. Eccome.

    Se consideriamo il 21 settembre l’inizio ufficiale del nostro nuovo anno, approfittando dell’equinozio (a meno che non ci sia per te qualche data particolarmente significativa in arrivo), allora ti dirò: il giorno dopo inauguro l’anno con un’attività moooolto interessante, che si spera sia di buon auspicio.
    Ma che cos’è te lo racconto il 22, appunto, o giù di lì 😉

  4. mi pare giusto collocare l’inizio dell’anno a settembre

    per il resto, mi sembri una donna molto in gamba sul serio

    se qualche volta sei felice, o qualcosa di simile, sappi che mi fa piacere

    è curioso non averti mai visto e sapere così tanto di te, a volte mi fa impressione, leggerti

  5. Guchi:
    banzai!!

    Diego:
    qualcosa del genere, sì.
    ultimamente ho avuto il grillo di caricare una mia foto, di 5 anni fa ma praticamente identica a quella che sono oggi (salvo una schiarita sul lato destro della capigliatura: si vede bene anche se sono rasata!). Vedrò…
    … comunque, è vero. E’ strano non vedersi – almeno non reciprocamente, in molti casi – pur condividendo così tanto. O meglio: dà una strana sensazione vedersi dopo essersi ignorati visivamente a lungo.

    Miss:
    se non mi rimanesse nemmeno un po’ di grinta nella progettualità, starei fresca.
    Quello che mi piace di certe cose che faccio, anche se oggettivamente vincolanti e poco affascinanti (come pagare le bollette) o impegnative e destabilizzanti (come, per me, guidare senza conoscere bene il tragitto che devo fare per andare magari ad un appuntamento importante non rimandabile); è che mi diverto nel gestirle ed organizzarle con precisione, mi sento soddisfatta potendo realizzare piccole cose in modo efficace, garantendomi la sopravvivenza nella poco banale giungla quotidiana.
    Ora come (quasi) mai prima mi sento in grado di stare in piedi da sola, di attraversare anche qualche casino ma senza affondare. Ma soprattutto di vivere un giorno alla volta con un minimo di piacere e di creatività, che non è vivere alla giornata, beninteso.

  6. Credo che il vero “anno nuovo” cominci a settembre per la maggior parte delle persone, me compresa! Infatti adoro settembre, la stagione dei buoni propositi 🙂
    Questo post è come uno specchio. Questi 10 mesi “assieme a te” sono stati intensissimi e ora che ne leggo qui il “resoconto” in negativo e positivo li ho come rivissuti anch’io (dal punto di vista di lettrice-“blogger conoscente partecipe”) e mi sono resa conto di quanto questo blog sia strano. Molte persone raccontano la loro vita anche in modo molto più plateale di quanto fai tu, che riesci a raccontare cose e sensazioni e pensieri anche molto personali ma mantenendo sempre una notevole riservatezza. Eppure trasmetti un’intensità e una presenza pazzesca, in pratica qui c’è un’anima al calor bianco, per citare la Dickinson. Il tuo resoconto “verde” mostra quanto ti sei innalzata (non “cresciuta”, proprio innalzata) in questi mesi e quanta forza ti ha trascinata in tutto, e la cosa bella è che queste cose le hai un po’ “appiccicate” anche a noi lettori. Per questo forse non sento il bisogno di vedere “che faccia hai” (di solito invece mi piace vedere le facce degli altri blogger, e anch’io mostro la mia), perché mi sembra di sentirti (non di conoscerti) così bene che l’immagine sarebbe solo una cosa in più. Il mio ultimo anno invece non è stato granché, ma sto già cambiando rotta, quindi buon anno nuovo a tutti 😉

  7. Grazie!! Questi sono fior di apprezzamenti… sono contenta che ti stia ridirezionando anche tu. Ma qui dentro, davvero, tutti fanno effetto su tutti; a volte mi accorgo di riferirmi ad uno di voi lettori quando sto valutando il comportamento di una persona, il da farsi o soltanto il paesaggio. Per dire.

  8. Pingback: Pisolando tra la folla « Seme di salute

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