Pisolando tra la folla

Come scrivevo a Serpillo in questo commento, ho avuto la fortuna di inaugurare il nuovo anno in modo interessante. Ve lo racconto brevemente: si tratta di una promozione proposta dal negozio Ikea di Roncadelle, l’unico della provincia di Brescia, a cui ho aderito al volo dopo aver ricevuto la newsletter relativa.

In sostanza, ieri mattina mi sono alzata, mi sono lavata e tolto il piagiama che indossavo, me ne sono messa un altro fresco di bucato. Sopra il pigiama ho messo pantaloni della tuta, maglia taglia large e scarpe, mentre i Calzuro che porto a casa li ho infilati nello zaino, insieme al libro più leggero in corso di lettura.
Sono andata al negozio in anticipo e prima di poter entrare, sono stata intervistata da una giornalista del Corriere – inserto di Brescia, la quale ha poi agganciato i miei commilitoni: un paio di ragazzi, uno con babbucce a forma di renna ed uno più ‘classico’, una coppia appena sposata che stava arredando casa, un gruppo di amiche in pantofole e maglie con stampati nanetti, gatti, fantasmini…
… entrati, siamo stati accolti da alcuni commessi, abbiamo firmato una liberatoria per le immagini (azz, sì, finiremo su Facebook e forse su qualche futuro catologo) e ci è stata offerta la colazione (per me caffè d’orzo in tazza piccola e quel dolcetto alla mandorla con glassa, grazie).
Siamo stati accompagnati ai letti che ci erano stati assegnati, con tanto di cartello che recitava il nostro nome, segni particolari (socia Ikea Family dal 25-5-2010) e obbiettivo: vincere un piumino! Eh sì, perché quello era il nostro scopo. A parte fare i cazzi nostri, per sei ore, nei letti in espozione nello showroom del negozio – mentre i clienti sciabordavano davanti a noi.

Non è una goduria?!
Tutto ciò che abbiamo dovuto fare, per ottenere in omaggio un piumino d’oca (grado di calore 3, singolo o matrimoniale a scelta), copripiumino e quattro federe; è stato:
– fare colazione aggràtis;
– ricevere acqua (due bottigliette) e quotidiani (due a testa, con supplementi) aggràtis;
– dormire, o fare qualsiasi altra cosa, purché a letto;
– fare anche il pranzo aggràtis (ragazzi, non mi aspettavo un pizza così buona. La pasta era appetibile ma non eccellente, ma pomodoro e mozzarella… Dio, che roba).

Naturalmente potevamo andare in bagno!, bastava chiedere ad un commesso che… ci scortava, povero.
In effetti siamo stati serviti e riveriti, ma non in quel modo sottilmente violento che ti fa sentire a disagio se sei il privilegiato di turno ed hai una coscienza: il personale era davvero disponibile e persino premuroso, noi non avevamo pretese, e ci siamo divertiti un sacco, facendo anche gli scemi (uno di noi saltava sul letto per testare le molle, e nessuno si lamentava: tutta pubblicità per le molle Ikea, sempre che fossero molle e non altro).
C’era chi si era portato Topolino da casa (un successone: tutti si sono prenotati per averlo), chi faceva la maglia, chi lavorava al computer… io, da parte mia, ho quasi dormito (suoni e persone di passaggio non mi disturbano particolamente, ma per dormire durante il giorno devo essere cotta), letto, mandato un paio di sms e persino fatto yoga. Oh yes. Non ci provavo da mesi, e invece ieri mi sono piantata lì in quella cazzo di posizione del loto che è la mia preferita (ma comunque ostica e imperfetta), con i cuscini dietro la schiena (il materasso era fantastico, rigido al punto giusto, ma non me la sentivo di chiedere tanto ai muscoli dorsali) e mi sono lasciata passare davanti la folla.
Foto di gruppo, ritiro del premio (e di un buono pasto extra: siccome non ci hanno servito il pranzo completo come previsto, ma una pizza, hanno deciso di rimborsarci così) con applausi, saluti e a casa.
L’ho detto che avevo una cosa speciale da fare.
E poi una commessa mi ha detto siete dei grandi. Scherza? Noi?
Il motivo più importante per cui adoro l’Ikea è quest’ambiente.

Tornerò a pranzarci approfittando del fatto che ho dei buoni da utilizzare, avuti in cambio di alcuni libri per bambini e ragazzi dei quali mi sono disfata, che andranno ad un’associazione per minori.

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19 thoughts on “Pisolando tra la folla

  1. avevo letto di questa iniziativa, o di una simile che comunque contemplava “l’utilizzo” di persone che dormivano sui letti. che bella cosa che hai fatto! ti invidio un pochino… e condivido il tuo pensiero su Ikea. pensare che c’è gente che la considera Satana…

  2. Eheh, sì: mi è andata bene perché ho letto la mail un attimo prima di uscire, e tornando dalla città ho fatto un salto ad iscrivermi. Hanno detto che in poco più di 24 ore i venti posti disponibili erano andati a ruba. E te credo.

    Su Ikea, l’unico tratto potenzialmente negativo di cui ho sentito parlare è il suo fondatore, che secondo alcuni sarebbe un filonazista. Non ho mai approfondito, però.

  3. Stupefacente! Non conoscevo questo tipo di promozione…chissà se la fanno anche per le cucine o i soggiorni? 🙂
    Buona domenica!

  4. Per ora no, Ernie, ma abbiamo provato a suggerire una cosa simile per il ristorante-bar 🙂
    Farebbe furore!
    Comunque, ci hanno spiegato che hanno scelto la zona letto perché l’obbiettivo dell’anno è puntare sul tessile: considerata la stufosissima crisi, è più semplice (e dall’effetto garantito) riarredare parte degli ambienti con lenzuola, tende, federe dei divani e cuscini nuovi, per esempio; che non mettersi in testa di riarredare per intero una stanza.
    Semplice, ma vero.

    Intanto, eccoci ‘scattati’ qui: http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_settembre_22/dormono-ikea-piumino-roncadelle-2111929229427.shtml Per fortuna io non ci sono, eheh :p Mi sono salvata!
    In compenso, vedo che le poche righe sono a firma di un uomo, dunque non della giornalista che ha raccolto le nostre storie. Peccato. E un po’, lo confesso, mi disturba quel riferirsi solo e soltanto alla carenza di fondi per giustificare un’iniziativa bella in sè, che a me ha permesso di staccare dal solito trambusto per un po’.
    C’è chi ragiona diversamente, insomma: http://www.minimoblog.it/2012/09/21/il-mio-patrimonio/

    Buona domenica!

  5. Ora che mi ci fanno pensare, a parte tutti quelli che mi chiedevano info su dove trovare vari prodotti
    (mi spiace, ma guardi, sono una cliente anch’io!), diverse persone mi han letteralmente chiesto:
    ma vi pagano [vero]?.
    Insomma, io non avrei preferito ricevere dei soldi. Non sarebbe stata la stessa cosa, che cazzo. Lasciatemi divertire, per una giornata… per raccogliere qualche euro faccio altro, scusate.

  6. Fantastico 😀
    Avevo già letto tempo fa di una analoga iniziativa che avevano fatto in un altro negozio Ikea, ma pensavo che fosse una cosa una tantum… e invece! 🙂

    Dell’Ikea adoro anch’io (oltre all’area ristorante con le polpettine svedesi u_u) questa atmosfera rilassata e informale, che, tanto per rimanere in tema, mi ha permesso di sdraiarmi su un letto in esposizione per testare la rigidità del materasso e del cuscino, quando qualche anno fa ero andata da Ikea per arredare la casa pavese. Hanno davvero trovato una formula vincente ed è un vero piacere andare da Ikea anche solo a far due passi (poi vabbeh… appassionata come sono di giocattoli, io non posso non amare tutti quei fantastici peluche u_u)

    P.S. Pubblicità progresso: materasso Ikea pagato circa 50 euro, e in uso ormai da cinque anni nella casa di Pavia. FANTASTICO. Giuro che ci dormo meglio che sul materasso in lattice comprato a caro prezzo, anni prima, per la casa di Torino, perché “beh: se costa di più, vuol dire che ci si dormirà molto meglio!”.
    Favoloso; e costava 50 euro, ripeto.

  7. Non fatico a crederti – anch’io ho diversi mobili e accessori comprati lì, e ne sono estremamente soddisfatta.
    A proposito di letti, quando avevo firmato il contratto per un appartamentino in centro città tutto mio – che poi ho disdetto, ma questa è un’altra storia – avevo puntato uno splendido letto circolare componibile a spicchi.
    Poi, annoverami tra le vittime di quel vizio: pensare che ad un costo elevato debba corrispondere alta qualità. A volte è verissimo, altre per niente (o perché gli oggetti costano e fanno schifo, cioè quasi sempre, o perché costano poco e rendono tanto). Infatti, non solo per i prezzi ma per la mentalità che c’è dietro, io continuo a venire qui e fare la mia sosta per comprare i biscotti allo zenzero 🙂

  8. Ma vedi che quando ti dico che sei una ragazza fantastica ho ragione? Ma bella questa iniziativa, caspita.
    E sei fortunata a vivere lontana da qui, altrimenti ti trovavi Miss Fletcher ai piedi del letto e una fedele cronaca della giornata sul mio blog non te la levava nessuno 🙂
    Bacioni!

  9. Gne gne, perché le foto fatte dal CdS e quelle fatte dal personale Ikea sono diverse.
    L’ho ammesso, perciò se qualcuno volesse cercare di riconoscermi (e non è certo difficile) nella slideshow su Facebook del negozio di Roncadelle, non potrei più nascondermi O.o E pensare che io invece, essendomi disiscritta, per dargli un occhio dovrò aspettare di farlo con un’amica.
    Vergogn vergogn.

  10. Che iniziativa simpatica! Hai fatto venire voglia pure a me, che ho dei momenti di sociopatia acuta ahahha. Ho visto anche il promo dell’Ikea che puntava un po’ sull’idea di minimalismo. Ci sono state tante critiche, perchè un negozio che ti dice “spendi meno e spendi meglio” suona poco credibile, però io l’ho comunque trovato simpatico…

  11. Se lo rifaranno, te lo consiglio 😉
    Se ho ben capito è stata un’iniziativa non solo bresciana, ma tu dove vivi – se è lecito chiedere?

    Non ho presente il promo di cui parli, ma lo slogan direi che è appetibile per tutti, minimalisti e non.
    Non sarà che c’è chi cerca una scusa per non ammettere che può permettersi di meno, ma senza doversene lamentare? Uhm.
    Sinora non ho mai associato Ikea al minimalismo (o meglio: non mi pare sia mai stata una loro politica dichiarata), ma è evidente che lo stile e la tensione alla funzionalità e alla semplicità dell’azienda ben vi si prestano. Perciò, di nuovo: viva Ikea e abbasso i rompimaroni!

  12. Mi hai fatto venire in mente Paperino collaudatore di materassi 🙂 simpatica idea anche se hanno “catturato” i tuoi dati e la tua immagine……

  13. Ah, guarda, con tutta le gente che ormai è in possesso dei miei dati, comunque non così rilevanti; l’ultima di cui mi preoccupo è la trasparente Ikea. D’altra parte per fare delle foto che pubblicizzassero l’attività ho dato il mio consenso, non è una cosa che mi turba.

    Paperino, Paperino… io lo adoro!
    Anche un’amica ha citato proprio lui sabato: io, la collaudatrice, la farei, se fosse un part-time però!

  14. Ehi, anch’io sono una fan Ikea. La mia casetta, eccetto che per qualche mobile ereditato dalla nonna, è tutta arredata Ikea e mi ci trovo benissimo… a parte che mi son pure divertita un sacco a montare i mobili, lettone compreso! Ed è stato divertentissimo anche scegliere la cucina, anche perché sul sito Ikea c’è un apposito programmino da scaricare grazie al quale tu, dal tuo pc di casa, pianifichi la tua cucina (credo si possa fare anche con altre stanze) coi mobili che vorresti comprare, poi vai in negozio con la tua cartina personalizzata e il sogno diventa realtà 😉
    Però a fare una cosa come quella che hai fatto tu non mi ci sentirei a mio agio per niente!!! Brava 🙂

  15. tu che dormi, carissima, certo un piacevolissimo spettacolo

    ma non vorrei che ci prendessero la mano, con queste cose, magari cercando degli over 50 per la reclame della carta igienica

  16. Ilaria:
    anch’io ho avuto l’ardire di montare qualcosa (la base in doghe della poltrona-letto e i cavalletti per il tavolo da lavoro), e guarda un po’, non ho distrutto nulla 🙂 Però l’ho fatto in collaborazione con mio papà, che c’è più gusto.
    So che si può comporre una stanza a piacere, ma non ho ancora provato ad usare quel programmino – mi verrebbero le voglie, ma perché no, mi piace fantasticare. Credevo lo si facesse direttamente in una pagina del sito.
    Poi, guarda, stare in esposizione non è un problema… finché non devo parlare in pubblico!

    Diego:
    ma come, vuoi dirmi che non la faresti la reclame per la carta igienica? 😉
    Magari ti permettono di scegliere il libro più brutto della storia da leggere mentre fingi di produrre.
    Scusa, ho il gusto del macabro.

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