Ti ammiro

Me lo dicono in molti, e mi fa più che semplice piacere, mi fa sentire una persona valida.
Li so sinceri, tutti, per altro; e questa è più che una buona cosa, è fondamentale.

Tuttavia sono spesso incerta: sono davvero da ammirare?
E per cosa? E nonostante i danni che pure faccio mentre cerco di stare a galla?

Dov’è il limite, complessivo, tra beneficio e danno?

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7 thoughts on “Ti ammiro

  1. Ecco un bel paradosso: nessuno ci conosce meglio di noi stessi, eppure non siamo noi i giudici migliori di noi stessi…
    Fa’ tesoro di tutto e oltre a vedere quello che gli altri non vedono di te, cerca di vedere quello che gli altri vedono di te e tu non vedi.
    Si è capito???
    🙂

  2. Concordo con Ernesto in toto 😉
    Anch’io ti scrissi che ti ammiro, e tu subito mi facesti notare una cosa per cui forse non dovevo più ammirarti 😉 Perché si ammira una persona? Non per un conteggio di successi e insuccessi, di danni e benefici ma per la direzione che prende, per lo sguardo che ha sulle cose, per come ci appare globalmente eppure distintamente e per un insieme di altre cose che non hanno a che fare appunto con conteggi e analisi minuziose o pagliuzze o travi che dir si voglia.

  3. Ernie: sei una fontana di saggezza, come sempre.
    Cercherò di seguire il consiglio 🙂

    Libera: miao! *arrossisce e si rimira allo specchio passandosi il pettine tra le vibrisse*

    Ilaria: ecco, sì. E’ una cosa su cui insisto tanto, ma leggere la realtà è più facile che applicare le conclusioni che ne traiamo a noi stessi.

  4. in effetti, carissima, devi tener conto, come tutti, che chi non ti ammira non te lo dice, per cui non c’è nulla di male nell’aver piacere di essere ammirati da qualche amico, dato che si tratta sempre di un evento non scontato

    c’è da dire che ci sono dei dati oggettivi: la forza di carattere rispetto a due o tre fatti della tua vita per nulla semplici, insomma non voglio usare il termine un po’ cattolico di «prove» ma il concetto è quello

    molto semplicemente: la morte del tuo babbo, i problemi della tua mamma, la tua stessa salute con i suoi rischi (tutte cose che mi permetto di scrivere perchè le hai scritte qui, altrimenti ovviamente se conosciute altrove sarebbe davvero da maleducati)

    insomma per esser davvero chiari: se ammiro una persona perchè magari senza tre dita suona benissimo la chitarra, non è che questo sia contento di avere tre dita in meno, preferirebbe non essere ammirato

    però, c’è un qualcosa in te che «sporge» oltre l’ammirazione ovvia per le difficoltà affrontate, tu hai un certo fascino proprio come pensiero e come parola, anche se fossi la donna più fortunata del mondo

    in effetti nel complesso hai personalità, direi

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