Regali di Natale: il dilemma

Se state già andando in panico pensando agli acquisti che vorreste fare per Natale, al cosa, per chi e con che soldi; se tutta questa fiera un tantino vi angoscia e preferireste godervi le feste come un’occasione per trascorrere il tempo serenamente in famiglia, ma non sapete da dove cominciare per mettere ordine nel caos che vi circonda; siete nel post(o) giusto.
Perché voglio parlarvi, con l’ausilio di chi ne sa più di me, della possibilità di trasformare i classici regali natalizi in forme più accessibili, utili e divertenti, che vi consentono per la loro natura di donare un po’ di voi a chi amate senza stressarvi, svenarvi ma neppure venir meno alla tradizione.

L’idea di non fare nè ricevere per nulla regali, quantomeno di limitarli molto o almeno di inventarne di diversi dai soliti noti – oggetti che costano tempo, denaro e pensieri a chi li compra, per poi spesse volte non incontrare nemmeno il favore di chi li dovrebbe utilizzare – non mi è nuova: possiedo infatti una preziosa copia di un Certificato di Esenzione dall’Obbligo di fare Regali di Natale, stilato dalla Repubblica delle Renne.
Perché dovremmo tutti, per una volta, sentirci esentati? Perché un dono non può essere un obbligo, altrimenti perde il proprio valore di dono e diventa una catena. E’ chiaro, no? E il rischio delle consuetudini, anche delle migliori, è di scivolare in questo schema.

Allora che si fa?
Per concedersi il piacere di fare comunque un regalo, ma ben ‘assestato’, senza cadere in trappole insidiose; possiamo pensare di:

  • regalare a parenti e amici un oggetto che ci appartiene e da tempo non usiamo più, o non ci è indispensabile (ma sappiamo che l’amico o il familiare ne ha bisogno, lo desidera, ce lo ammira ad ogni occasione). Un regalo in senso letterale!, e bando agli imbarazzi: io per esempio quest’anno penso di regalare ad un’amica che sta meditando di aprire una piccola attività di ristorazione la vecchia affettatrice che giace in cantina;
  • creare e stampare dei buoni regalo, validi per dedicare un po’ del proprio tempo (o delle proprie abilità), anche in tempi e momenti diversi, alla persona cui sono destinati: VerdeSalvia offre alcuni semplici e sempre gradevoli esempi, ma ognuno può sbizzarrirsi e inventare modi per dare una mano concreta che possono anche diventare l’occasione per auto-promuoversi, se intendiamo allargare il giro, alzare il tiro e raggranellare qualche soldo;
  • limitarci a inviare cartoline (magari più carine degli orrori postali di Guchi 😉 E’ ciò che farò io quest’anno, salvo in un caso. Non solo perché oggettivamente non ho soldi nè energie sufficienti per permettermi la consueta ricerca meticolosa di qualcosa di giustamente personalizzato; ma anche perché posso approfittarne per riprendere una vecchia tradizione di famiglia che ho sempre amato, e che mi fa sentire il Natale molto più di cento pacchetti (alla lunga, chi riesce davvero a trovare sempre la cosa adatta, che non venga scartata in fretta e scordata velocemente lasciandoci anche dell’amaro in bocca?).
    Ciò che conta è che siano belle (non è il caso di pescarle dai cumuli di cartoline gratuite inviate ogni anno da miriadi di associazioni che sperano di ricevere in cambio una donazione, anche se a volte alcune meritano…), scelte col cuore, che contengano un pensiero semplice ma sincero e perché no, magari uno dei suddetti buoni regalo, oppure i tipici buoni sconto collezionati al supermercato che però puntualmente a noi non servono, all’altro sì… e via discorrendo.
  • regalare un’esperienza, invece che un oggetto: dai pacchetti per i week-end nelle spa che oggi spopolano, a più modesti ma efficaci abbonamenti a riviste, biglietti di ingresso a mostre o concerti o parchi divertimento per gli amici con figli, ricevute di iscrizioni a corsi e simili. Tutto può far gioco, l’importante è non dare per scontato che siccome una persona fa giardinaggio, sarà sicuramente contenta di ritrovarsi in casa alla fine dell’anno una colonna di numeri della più prestigiosa rivista del settore: le persone non sono showroom, e gli hobby possono essere soltanto hobby.
    Tuttavia, potete sentirvi tranquilli se quel che avete in mente non impegnerà nessuno per un lungo periodo ma rappresenterà un’opportunità creativa per ampliare l’orizzonte. Perché mai un appassionato di animali dovrebbe preferire il solito disperato dopobarba (magari con un insulso stemma a forma di aquila stampato sopra) ad una lezione di prova di falconeria?
  • offrire una donazione ad un ente benefico che la persona destinataria del regalo sovvenziona regolarmente, anche per cifre non grandiose; oppure (solo se siete intimi) aprire un libretto postale o affine a suo nome, sul quale versare la cifra corrispondente ad una mensilità di affitto, al costo di una breve vacanza già programmata, ecc.

Naturalmente, per i duri e puri del minimalismo, e/o le persone che come me hanno gusti piuttosto difficili e si sentono morire ogni volta che ricevono un regalo fatto con sentimento, ma irrimediabilmente fuori strada; valgono due ulteriori opzioni che mi piacerebbe prendessero sempre più piede:

  • chiedere. Dire apertamente a chi sappiamo vorrà farci regalo – con adeguato anticipo – cosa, nel caso brancoli nel buio, ci sarebbe utile o semplicemente desideriamo. Avremo modo di evitare imbarazzanti e pesanti scambi di inutilità, specie se oseremo di rimando suggerire con la massima serenità che anche a noi venga indicato, se esiste, un regalo che risponde alle vere esigenze dell’amico, familiare ecc. in questione;
  • organizzare uno swap-party, o per dirlo all’italiana un’occasione di ritrovo fra amici in cui – a mo’ di augurio natalizio – ci si scambia ogni sorta di possessi, senza vincolo di valore monetario, grandezza, quantità… quale migliore periodo di questo per scoprire un piccolo tesoro fra il ‘pescato’ dei cassetti altrui, e per contemporaneamente fare felici persone care con cose che diversamente getteremmo volentieri dalla finestra? Provare per credere.

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18 thoughts on “Regali di Natale: il dilemma

  1. ehm, ho appena spedito una cartolina (non poco bruttina) di quelle associazioni di solidarietà… 🙂
    I “buoni regalo” non li ho mai regalati, ma li ho ricevuti!
    Quanto al resto, io a Natale regalo (quasi) solo libri o comunque oggetti di carta…
    grazie per i consigli!
    🙂

  2. Diego: come vedi la questione ha molte sfaccettature, ed a sua volta è parte di qualcosa di più grande e complesso. Ma non complicato: se mancano piacere e freschezza nel cimentarsi in queste modifiche allo stile di vita, a mio parere si cade in una nuova schiavitù, solo di diverso segno.
    Come dicevo, questo è l’anno delle cartoline. Segneranno il punto anche su alcuni cambiamenti nella mia vita. Ma il solo pensiero del loro fascino mi riempe gli occhi di lacrime già adesso. Come ho potuto farne a meno tanto a lungo?

    Ernie: eheh, a dire il vero ne ho tenute da parte un certo numero anch’io, di un po’ di esse me ne sbarazzerei perché bruttine, appunto, ma… non ne ho il coraggio. Per adesso. Eh già.
    Così selezionerò le migliori – cioè eviterò tutte quelle dipinte coi piedi o la bocca, ‘ché con tutto il rispetto per gli abili artisti in questione otto volte su dieci mi danno i capogiri.
    L’unico regalo vero e proprio (ordinato e pagato, ancorché poco) sarà una conoscenza letteraria dello scorso anno, ovvero la già citata Favola di Natale di Guareschi. A mia zia, che non la conosce ancora, e sarà un modo perché senta più vicino mio papà, l’appassionato. C’è dentro pure una nonna, e ci vuole, ‘ché anche lei sta aspettandoci dall’altra parte. Ho intenzione di farne una piccola scorta e regalarla anche ad altri, nelle prossime occasioni.

  3. io sono molto classico, e l’originalità consiste in questo: nel non voler essre originali

    in pratica faccio regali solo a due/tre persone

    per le due femmine: profumo o monile (per il profumo vado sempre nella solita profumeria, entro con in testa il budget e non transigo, per il monile sempre allo stesso negozio che ha delle cose asiatiche che mi piacciono e rimango strettamente nel busget prefissato)

    tutte le volte la sorpresa consiste che non ho cambiato regalo, così almeno va da qualche natale a questa parte

    secondo me il regalo va vissuto con sobrietà e semplicità, perfino voler essere originali alla fine è un eccesso

    a me per esempio va benissimo se mi regalano una cravatta, mi rassicurano i regali non trasgressivi

    onestamente a te non saprei cosa regalare, penso comunque un foulard di seta sul viola

  4. Allora, intanto se non l’hai già visto ti segnalo questo post di Lucyette che è veramente fantastico per “regali” tra bloggers: http://unapennaspuntata.wordpress.com/2012/11/27/caro-babbo-natale-il-meme/

    Poi: io purtroppo sono una frana nel fare i regali… non so perché mi sembra sempre di non esser brava a trovare il regalo giusto. Natale per me, più che una nascita è una crocefissione, da questo punto di vista. Mi hai dato delle idee. Quella dei “buoni” è carinissima e l’ho già usata… e la riuserò.
    Mia sorella a volte come regalo mi regala un buono spesa da Feltrinelli… è più bello che ricevere dei soldi e al tempo stesso ti permette di comprarti quel che vuoi… lei poi me lo impacchetta in un modo tutto carino.
    Lo swap party non sapevo si chiamasse così ma facevamo una cosa del genere all’oratorio… nel gruppo post-cresima e anche dopo, nel gruppo “giovani”: cioè una festa in cui ognuno portava un regalino (comprato o comunque impacchettato), li si metteva tutti insieme e ognuno ne pescava uno a caso che non fosse il suo…
    Io forse sono un po’ presuntuosa… ma uno dei regali che faccio è me stessa! Cioè organizzare un’esperienza insieme, o semplicemente esserci, o fare una cosa bella insieme… sarà presuntuoso ma del resto anche per me (cioè dalla parte del ricevente) quello che preferisco come regalo è quando una persona amica si prende il suo tempo per fare qualcosa di bello e particolare per me e con me!

  5. ottimo questo post! devo dire che io sono stressata dai regali di Natale da alcuni anni, e proprio perchè mi sembra di fare parte di quella che definisci una catena. insomma, fare il regalo diventa un obbligo e non il piacere che dovrebbe essere. fanno eccezioni marito e figli, ai quali chiedo chiaramente se c’è qualcosa che desiderano, e così siamo tutti contenti: loro che ricevono qualcosa che vogliono e io che evito lo stress, nonchè l’errore. ad una mia amica una volta regalai un abbonamento al cinema, cosa che quasi quasi ripeterei anche quest’anno se non temessi di passare per squallida perchè regalo due volte la stessa cosa! in passato ho anche regalato spesso cose fatte da me che, al di là del valore in sè, erano preziose per il tempo e la passione che ci mettevo, poi mi sono inflazionata e quindi ho smesso. ora sono in ambasce nuovamente…
    (mi sembrava di aver letto non so dove che alcuni organizzano degli swap post-natalizi in cui le persone si scambiano i regali ricevuti che non piacciono o non servono. anche questa non è una brutta idea!)

  6. Diego:
    magari! Sì, il viola è azzeccatissimo, la seta forse è persino troppo pregevole per le mie abitudini, ma la apprezzerei senz’altro ^___^
    Mi fai venire in mente che negli anni sono passata dal ricevere (da parte di alcuni miei parenti) boccette di profumi de L’erbolario, che adoro, al ricevere pelouche e tazze a tema natalizio, che non uso affatto.
    E d’accordo che invecchiando si torna un po’ bambini, ma mi pare si stia esagerando! 😉
    Quest’anno quasi quasi seguo il… mio consiglio, e suggerisco velatamente a mia zia di provvedere ad un revival. Anche se le sue tazze mi fanno sorridere.

  7. Ilaria:
    letto, molto carina l’idea… anche se temo che un inconveniente possa essere il trovarsi con più persone che ti regalano la medesima cosa (più difficile se il dono è immateriale, come consigli specifici, racconti, ecc.), a meno di non aggiornare tempestivamente i partecipanti.
    (Ma dello swap-party non mi avevi parlato giusto tu?).
    Penso che senz’altro la propria presenza (o la presenza dell’altro) sia un un dono in sè e per sè. Ma siccome bisogna pur caratterizzarla in maniera che la distingua dal normale esserci quotidiano, o quel che è, ci vogliono degli espedienti; e quello dei buoni ne è un esempio. Mi sa che dovrò far lavorare un bel po’ il cervello in questi ultimi giorni di novembre 🙂

    Guchi:
    già, è una vita difficile 😉
    Per quanto mi riguarda sarei ben felice di poter contare su un rinnovo annuale dell’abbonamento al cinema, specie dal momento che è diventato così inaccessibile. Dipende dal grado di passione della tua amica: se è effettivamente cinefila dubito possa non gradire… magari puoi inventare una variante su un piccolo pensiero ‘allegato’ al regalo principale, ecco.
    La dritta sugli swap-party post natalizi è preziosa, grazie! Mi informerò prontamente…

  8. Sì, non lo avevo chiamato swap party ma “baratto” tra amiche… 😉 Quello dell’oratorio era diverso perché il regalo che ti toccava ti toccava, non potevi scegliere. Invece con le amiche ci si scambia le cose che ci piacciono o stanno bene (nel caso di vestiti), comunque il concetto è quello.
    A proposito di buoni… oggi leggevo Cosmpolitan e tra i regali di natale per lui (un lui di una coppia) si proponeva a lei di dargli un “buono” per una scappatella… son rimasta sotto shock! :-S

  9. Giusto.
    Anche l’idea di scegliere un pacchetto, e quindi un regalo ‘ignoto’, a caso mi intriga; se in palio vi sono cose magari piccole e non troppo particolari.
    Qualcosa di simile alla classica pesca di beneficenza – altra tradizione natalizia che si approssima…
    … sul buono di Cosmopolitan (di cui conosco i toni per averlo letto per almeno un paio d’anni), che dire? Ognuno nella coppia cede sui fronti che preferisce, e sceglie i compromessi e le concessioni che più gli aggradano, ovvero che meno lo turbano. Tuttavia in questa circostanza mi pare il tipico modo per fingersi disinibite e aperte, al mero scopo utilitaristico di guadagnare punti presso il partner e tenerselo dunque stretto. Pessima e disfunzionale idea, in ogni senso. Vecchie schiavitù emotive vestite di modernità.

  10. Grazie!
    Leggevo della pratica del re-gifting (consapevole) mentre cercavo degli swap-party vicino alla mia zona (in realtà ce ne sono di più in zona Milano, e l’unico qui a Brescia è appena passato…). Ne esistono di appositi, appunto, per riciclare doni natalizi indesiderati, il che coniuga utilità e ‘addestramento’ ad un nuovo stile di gestione delle proprie cose.
    Mi piace, mi piace, mi piace.

  11. Lo swap-party è una bellissima idea, io di solito faccio uno scatolone con gli oggetti nuovi o in ottimo stato e lo do in beneficenza e per il resto mi muovo in largo anticipo per cercare il regalo giusto o per fabbricarne uno handmade ma non sempre si riesce a trovare l’idea calzante e il certificato di esenzione una tantum farebbe comodo anche a me 😉

  12. Eh già. Quest’anno, cartoline e acqua di profumo dell’Erbolario per mia mamma a parte, mi sbizzarrirò con dei buoni regalo non commerciali, tipo un trattamento di massaggio completo garantito con le mie manine, cose così.
    In un certo senso, è handmade anche quello 😉

  13. Un buon elenco, grazie 🙂
    Ne conosco un paio, Reoose e Cose (in)utili.
    Dovrò farmi un po’ d’allenamento e prenderci su la mano, perché mi mettono in difficoltà (trauma da Ebay).

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