550? No, 44!

La prima cifra fa riferimento ad un sondaggio effettuato per l’Huffington Post sui consumi degli italiani, che Elle riportava su Minimo poco tempo fa: I 1.765 consumatori italiani intervistati dichiarano che spenderanno circa il 3,7% in meno (media europea – 0,8%) rispetto a quanto speso lo scorso anno per gli acquisti natalizi, ponendosi come budget la somma di 550€.
Al di là del divertimento che rappresenta, come sempre, commentare dati simili e rispondere in prima persona – io quanto prevedo di spendere? -, mi sono detta sinceramente stupita: una cifra simile ai miei occhi sembra assurdamente alta, e mi appare tale anche relativamente a periodi meno neri della nostra storia.

Ora che il Natale è trascorso posso non solo confermare la mia previsione di spesa (fino ad un massimo di 100 euro per l’intera famiglia, che ora è costituita da me e da mia mamma), ma anche fornire cifre precise.
In due, infatti, abbiamo speso in totale 44 euro per tutti i regali fatti.
Certo, essere solo in due e non avere molte persone cui si desidera sinceramente fare regali è un vantaggio. Ciò non toglie, però, che la distanza tra questa cifra e quella dichiarata più sopra è significativa.
Ma vediamo nel dettaglio cosa, e come, ha determinato questo risultato:

  • per me: libro allegato al quotidiano, 10 €; marrons glacèes, circa 2,50 €
  • per mia mamma: acqua di profumo l’Erbolario, 20 €; lettera scritta al pc
  • per mia zia E.: libro ordinato su IBS con il buono Nectar (dunque senza ulteriori spese, e la benzina s’ha da fare in ogni caso dunque non la conteggerei, ma sarebbero pochi spicci: 4 €), castagnaccio fatto in casa (la farina e l’uvetta le avevamo già)
  • per mio zio V.: un orologio da parete appartenuto a mio fratello
  • per mia zia C.: anellini di plastica comprati tempo fa, santino e crocifisso b/n di perline appartenuti a mio fratello, ritratto della santa famiglia in legno, omaggio di un’associazione di volontariato presso cui ho prestato servizio anni fa, cioccolatini Ritter 2,50 € ca.
  • per la migliore amica: confetti particolari simil-ghiaia di fiume, 5 €
  • per amici e parenti vari: cartoline (insieme alle buste ed ai francobolli, le avevo da parte) con allegati in un paio di casi dei ‘buoni regalo’ per un massaggio fatto con le mie manine e per un aiuto per un trasloco.

In genere a mia zia preparavamo un cesto di prodotti alimentari ogni anno. Invece questa volta ho preferito ammettere che non avevo un granché in tasca, e che mi avrebbe fatto piacere limitarmi ad una cosetta o due fra quelle che più preferiva – con lei posso permettermi di parlare liberamente senza temere di dover fare balletti, o sentire che l’altro mi reputa un’ingrata / avara, cosa che non sono.
Non solo nella sua risposta c’è stata tanta cortesia quanto affetto… non affettato, ma ho persino scoperto che di cesti, a casa, se n’è poi ritrovata ben 5. Sì, avete letto bene: uno vinto in bottega con la lotteria, altri 4 regalati dai figli (ma non potevano mettersi d’accordo? Forse l’hanno fatto, ed han pensato fosse una buona idea…). Insomma, m’è andata più che bene.

Non solo: tutte le confezioni regalo erano omaggio, ovviamente, e le carte per i pacchetti che ho fatto io le ho riciclate, o le avevo da parte ancora nuove. Il migliore l’ho ricavato da una borsina chic i cui manici s’erano rotti (è quello con la foto delle calle ed il nastro viola):

pacchetti natale 2012

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5 thoughts on “550? No, 44!

  1. anch’io resto basita quando leggo certe cifre! nemmeno nei miei sogni più selvaggi e in periodi di vacche grasse mi sono mai avvicinata a cifre simili per i regali di Natale. ricordo un anno che, esagerando, spesi centomila lire (!) per un oggetto di ceramica da regalare a mio marito, ma fu un evento unico.

  2. Ho provato ad immaginare quanto avremmo potuto spendere, senza porci un tetto, quando eravamo in quattro e ciascuno faceva regali a ciascun altro (oltre che ai parenti).
    Anche ammettendo di optare per qualche regalo più tosto e costoso – compensato però da altri più modesti – riesco ad arrivare al massimo a 75 euro a testa, totale 300. Abbondando.
    In parte anche perché a noi è sempre sembrato normale suddividere il costo di un eventuale oggetto di una certa importanza fra più persone, per cui di fatto si faceva un regalo ad una persona (per es. un elettrodomestico nuovo) collettivamente. Poi ci stava certo un regalo in più, per il gusto di poter aprire un pacchetto, una sopresa, godere fisicamente dello scambio, di colori, profumi, ecc. … però.

  3. Io conosco un ragazzo, mio coetaneo, studente (quindi nessuna entrata propria), proveniente da famiglia tutt’altro che benestante (a parte i soldi che riescono a mettere da parte dagli stipendi dei genitori – stipendi nella norma, da impiegato – non hanno particolari risparmi sul conto in banca) che ogni Natale spende circa 600-700 euro per fare regali a una sola persona (la sua ragazza). Le regala gioielli o capi firmati, e riceve in cambio aggeggi tecnologici all’incirca di pari importo.
    O.o
    La cosa mi è sempre sembrata particolarmente folle, perché… passi, se tu hai il tuo conto in banca e decidi di spendere 700 euro in regali di Natale, fatti tuoi; ma che questo abbia la faccia tosta di chiedere ai suoi genitori 700 euro per fare il regalo di Natale alla ragazza, e che i genitori glieli diano…!!
    O.o

    Una volta, siccome siamo in confidenza, gli ho chiesto quanto incidessero, a fine, anno, ‘sti regali di Natale a botte di 700 euro sul budget della famiglia. Lui mi ha detto che in effetti (poiché anche i genitori amano farsi regali costosetti), le due tredicesime di entrambe i genitori servono interamente a finanziare i regali di Natale. Ed era pure stupito del mio stupore: “scusa, ma la tredicesima serve proprio per quello!”.
    😐

  4. Argh, argh, argh.
    Solo per aver affermato che ‘la tredicesima serve proprio per quello’ gli appiopperei un bel giro in lavatrice, modalità centrifuga. Lui la usa per quello – lui ed i suoi genitori, sigh – punto. Pure la lezione vuole fare…
    … è questo che davvero mi sconvolge, l’inconsapevolezza un po’ bovina. Non la cifra in sè.

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