Franco come un leone

Come probabilmente alcuni di voi, durante le feste ho potuto rivedere in tivù, su Rai2, il classicone Disney Il re leone (che adoro) ed il suo seguito, che sapevo esistere ma non avevo mai noleggiato, Il regno di Simba (che mi è piaciuto parecchio) – oltre a diversi altri film d’animazione.

lion-king

Fra le tante riflessioni che mi ha suscitato ce n’è una, molto semplice, che vorrei condividere qui.

Anche più di altri personaggi (umani oppure animali umanizzati che siano), e forse volutamente, questi leoni posseggono una caratteristica invidiabile: la franchezza.
Franchezza che non equivale unicamente a schiettezza nel comunicare, già di per sè apprezzabile, ma che coinvolge un piano della personalità differente, più profondo.
Trovo infatti che la storia, i dialoghi, con le espressioni… facciali? del muso? insomma il linguaggio non verbale e paraverbale, concorrano insieme a creare dei personaggi autentici: sia nel senso che hanno spessore e appaiono credibili, sia nel senso che sono genuini, onesti con se stessi, magari disorientati o impauriti ma non capaci nè desiderosi di fuggire a ciò che sono e cui sono destinati.
A mio parere in certe azioni narrate si può riconoscere, più che un puro istinto animale, una rapidità e semplicità dovute ad un senso di necessità, di giustezza. Un’accettazione istantanea di quanto la vita mette in luce su di loro.

E tutto questo m’illumina d’immenso.

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10 thoughts on “Franco come un leone

  1. I film sui leoni sono sempre splendidi, il re della foresta incarna le migliori qualità. E lo sai Denise che io adoro i leoni? E ho letteralmente amato i libri di Gareth Patterson, lo conosci? Lui è proprio l’uomo dei leoni, vive con loro in Sudafrica, leggere i suoi libri è un’emozione grandissima.
    E oltre a lui, se riesci a trovarlo e non l’hai mai letto, mi permetto di consigliarti un libro bellissimo dal titolo, E nel cuore un leone, parla di una famiglia sudafricana che si trova in casa un leone e lo alleva come un animale domestico, praticamente. E’ il libro più tenero e più ricco di buoni sentimenti che ricordi!
    Scusa la divagazione, la volevo condividere questa cosa con te.
    Un bacetto!

  2. Miss, mi dai un motivo in più per apprezzarti.
    Magari un giorno si va in Africa insieme, eh?

    In effetti Patterson l’ho sentito / letto nominare, ma non conosco i suoi libri.
    Persino il notissimo La mia Africa campeggia sullo scaffale, prima o poi…
    … conoscendomi, finisco davvero laggiù muso a muso con un pelosone enorme e dal buon odore, prima di metterci mano; tu che ne dici? Ho voglia di incontrare qualche re nella mia vita, è una robina così breve che ha senso solo se si punta alle cose grandi e di valore.

    Un sincero ROAR a te, amica.
    E buonanotte.

  3. Nu! No, non lo sapevo… eheh.
    Da devota disneyiana mi appello subito allo spirito di Mufasa perché interceda 😉

    Fra i classici della casa, io li definirei moderni (abbastanza datati da non essere contemporanei, già leggendari, ma non così lontani nel tempo come – che so – una Biancaneve).
    Oltre a questi due fra l’altro ce n’è un terzo (che però si capisce solo vedendolo di seguito) che è una specie di rewind della prima storia, ripercorsa e commentata da Timon & Pumbaa (il lemure ed il facocero amici di Simba).

    Oh, e tra l’altro leggo su varie wiki dedicate che il primo film si sarebbe ispirato ad Amleto, ed il secondo a Romeo e Giulietta. In effetti ha senso, ma non ci avevo proprio pensato.

    Non posso che consigliarteli, cheri (ma quanto mi piaci in versione koreshi?!).

    Ora scappo, vado a riconsegnare il camice e dare la rinuncia agli studi.
    A proposito di essere fedeli a se stessi!

  4. Ciao Denise, sai cosa mi conforta? Il sapere che questi film d’animazione sono scritti e disegnati da “qualcuno”, vorrei conoscerlo… Una bella giornata a te ♥

  5. Vero… a me appassiona invece soprattutto cercare di scoprire a chi appartengono le voci.

    E’ vero che sono lavori nascosti dietro le quinte, ma la forza che ci mettono le persone nel farli trapela attraverso lo schermo!

    Un bacione, e buona giornata.

  6. Forse noi umani diamo il meglio quando abbiamo un istinto «animale» verso uno scopo, quando siamo «puri». E ci piacciono le persone così.

  7. Guchi: oops, mi sbagliai. Timon es un suricato, non un lemure.
    Però che tenerotti i lemuri, eh?

    p.s.: leggo anche, ne avevo sentito ma non lo ricordavo, che sul Re Leonesi è molto discusso; perché per alcuni la storia – che forse in origine doveva essere un remake di Kimba il leone bianco di Osamu Tezuka – avrebbe plagiato quest’opera.

  8. Diego: forse più intuito che istinto, ma sì. Ci piacciono, le persone semplici, dirette, con le idee chiare. Non a caso in tutti i film di animazione o quasi i cattivi sono quelli che alambiccano ed elucubrano.

    E come scriveva sul Corriere Maurizio Porro quando il film uscì nelle sale, uno degli aspetti di novità era proprio la mancanza di personaggi umani (o per usare la sua espressione: e’ il primo in cui manca quel rompiscatole dell’uomo).
    Anche se la morale sottesa fa fifty-fifty.

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