La cosa giusta

Vado avanti. Non solo nel senso che faccio ‘quel che devo’,
ma anche nel senso che cerco di tenermi qualcosa di buono e darmi un orizzonte.

[…] ho persino pianto, però che differenza quando non si è disperati!
E ho chiuso definitivamente, ho dato la rinuncia agli studi: adesso sono un’altra persona.
Piuttosto che tornare dov’ero faccio la fame.

Così scrivevo ad un paio di amici.

Nonostante mi sia praticamente lanciata in mare aperto con una zattera, ho la controprova di minuto in minuto che aver abbandonato definitivamente gli studi universitari e – soprattutto – la prospettiva lavorativa in ambito sanitario è stata una delle scelte migliori della mia intera vita.
(Un’altra, mi piace citarla, era stata pochi anni fa sganciarmi in maniera netta e totale da uno storico gruppo di persone che frequentavo).
Anzi, per alcuni aspetti sono una privilegiata – ma non approfondirò ora. In un domani non troppo lontano potremmo tutti ritrovarci immersi in una guerra, se non militare sicuramente sociale, e lo penso seriamente seppure un paio di post fa ci scherzassi su. E questo è il momento in cui fare i conti con quel domani.

Siccome, involontariamente, ciò si traduce anche in una decisa operazione di downshifting, ovverosia di riduzione, semplificazione e riorganizzazione delle proprie attività, degli impegni lavorativi e non; vi segnalo il post (parte I & II) che ho volentieri scritto per i lettori di Minimo: chissà se sono riuscita a rendere, in maniera più evidente e diretta, il perché lasciare è la cosa giusta per me.

Intanto, c’è chi mi augura fortuna e serenità.
E mai quanto oggi, nonostante una sana paura, sono certa che mi (a)spettino.

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11 thoughts on “La cosa giusta

  1. “Vado avanti. Non solo nel senso che faccio ‘quel che devo’,
    ma anche nel senso che cerco di tenermi qualcosa di buono e darmi un orizzonte.”
    ecco, sono in questa fase anch’io e il mio post di oggi, benchè non esplicativo, rientra esattamente in quest’ottica. condivido anche il resto che dici.

  2. Guarda, oggi ho un po’ di vomitino: sto organizzando una due giorni dal ritmo serrato per riuscire finalmente a chiudere almeno l’incarico di amministrazione di sostegno. Se Dio ed il terribile genio dei tribunali lo vogliono, venerdì sera sarò stracotta ma più leggera 🙂
    Anche questo è parte integrante del processo… per reinventarmi una vita.

    Buona giornata, Gu’.

  3. serpillo: eh già, stupisco pure me stessa 😉 miao!

    zanzana: grazie davvero. intanto mi muovo a piccoli passi per riequilibrare entrate ed uscite (sia energetiche che di denaro).
    poi quando verrà il momento tutto il lavoro di riflessione e ricerca che sto portando avanti darà subito frutto, così mi dice l’esperienza.

  4. Denise, credo che nessuno meglio di te possa dire cosa sia meglio per te.
    E quell’immagine della zattera in mare aperto è avventurosa e certo richiama certe incertezza, ma è bellissima, tu sei più forte delle tempeste.
    Un bacino, splendida ragazza!

  5. Sì, è che a volte nemmeno io lo so… ma è stato un bene anche aver attraversato questi anni ed averli impiegati ed impegnati così. Non sono stati certo tempo perso, ma un capitolo necessario.
    La zattera è perigliosa ma fascinosa, invero. Che poi magari finisco sulla stessa isola di Tom Hanks. E chi torna più indietro?

  6. Sono sempre ammirato. Immagino che tu tenda a sottrarti alla considerazione di essere ammirata, e certamente avresti ragione, soprattutto presa come sei da pensieri, impegni, rischi e tempeste di ben diversa consistenza. Una cosa credo di non averti mai detto: scrivi veramente bene. E’ anche per questo che è un piacere leggerti. Del resto, intuisco che la scrittura potrebbe avere una qualche parte significativa, nella tua vita futura.

  7. magis, è vero: a volte l’ammirazione mette in difficoltà, per il semplice motivo che si vorrebbe render giustizia all’apprezzamento ed un ‘grazie’ ci sembra il meglio che possiamo restituire, ma insufficiente. non schivo l’ammirazione, anzi me la godo, alle volte mi chiedo se l’ho davvero meritata, ma soprattutto mi piacerebbe che fosse il momento in cui torna in circolo anche la gratitudine per il vostro sostegno,
    per esempio.
    certo, pensieri se ne hanno più o meno sempre. ma questo è un buon periodo, in crescendo di serenità.

    in particolare ti ringrazio per il complimento su come scrivo: lo so, epperò tendo a minimizzare, e questo sì è un vizio che mi voglio levare.
    senza montarmi la testa, ma sì, mi piacerebbe che la scrittura acquisisse un suo spazio non solo privato. o meglio che tornasse ad averlo.
    ad ogni modo, è già una parte consistente e resistente di me: ora deve diventare una vera regina 🙂

    Un caro saluto (nebbioso), e buonanotte.

  8. Ciao Denise, ti voglio bene, mi sa che le nostre zattere s’incontreranno in alto mare ♥

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