Interrogativi retorici / 1 – La fame

Mangiando sfoghiamo anche parte della nostra aggressività
(per mangiare bisogna mordere, e mordere è anche un’arma di offesa naturale)
e mettiamo a tacere le nostre mancanze affettive.
Com’è allora che in Occidente si mangia così tanto?
Che questa insaziabilità nasconda una cronica (e diffusa) mancanza d’amore?

ho fameVignetta by Cavez

Negli ultimi tempi distinguo meglio questa affamata ma semi-muta richiesta, tanto di più quanto meno di frequente mi ci trovo io stessa invischiata. Mi capita, sì, di avvertire la mancanza di un necessario affetto, e di virare la mia attenzione su piccole stuzzicherie dolci, ma soprattutto su prodotti salati, abbondanti nella misura, nella sofficità e nella farcitura. Però questi momenti costituiscono l’eccezione.
Ho imparato a sfogare altrimenti le mie solitudini, e ad abbatterle preventivamente.

Oggi sono andata a camminare, dopo un pasto leggero, felice di perdere per la strada calorie, pensieri e fatiche; capace di fare coping con i desideri insoddisfatti, i sogni apparentemente destinati a rimaner tali, che pure mi si manifestano con sfrontata evidenza.
In gran parte è merito mio.
In altrettanto buona parte il merito è della certezza che, se da un lato è (anche) nel cibo che si esprime tutta la carenza e la distanza fra me e mia madre, ed è con il cibo (negandomelo per una settimana) che in passato mi sono autopunita credendo di non meritare affetto da una certa persona che contava troppo per me; d’altro canto c’è chi mi ama e me lo dimostra proprio cucinando per me (Amazzone).
O allevia le mie miserie scrivendo e pubblicando le sue ricette (Libera).
Così posso passeggiare in città, sentire i morsi della fame – evento nuovo e raro -, sentirmi a rischio di non nutrirmi a sufficienza per ragioni di reddito e di difficoltà familiari – è capitato, e che cosa strana… -; ma al tempo stesso non patire troppo la fame dell’anima.

Vorrei, fortissimamente vorrei togliermi una volta il pane di bocca, non perché non me lo possa permettere o per chiamare aiuto senza gridare; ma per aver trovato chi accetterebbe qualcosa di vitale da me.

Advertisements

7 thoughts on “Interrogativi retorici / 1 – La fame

  1. perfettamente vero. per quanto mi riguarda, so molto bene che l’abbuffarmi di cose dolci è un chiaro sostituto di tutta una serie di “dolcezze” che mi mancano.

  2. In effetti, posto che spesso ho riempito certi vuoti, almeno temporaneamente, con il budino (un classico: i dolci morbidi, facili, infantili); mi chiedo però se il mio ricercare prevalentemente il salato sia non solo una questione di predilezione, ed indichi un qualche bisogno specifico.

  3. Eh, a volte le cose sono il sostituto di un abbraccio o di una affetto che ci manca, è vero.
    Che dirti? Non posso che augurarti di trovare ciò che desideri, te lo meriti per la tua grandezza d’animo, evidente e reale, che indiscutibilmente c’è.
    Un bacione!

  4. Sempre generosissima, Miss.

    Facciamo che io ci provo, e spero che qualcuno premi l’impegno…
    … come scrivevo da Elle, [l’Anima Gemella] la si incontra un po’ per culo, un po’ (soprattutto) perché si è lavorato su se stessi per far sì che … il mondo sia letteralmente pieno di anime gemelle… e noi si sia pronti ad accoglierle.
    Vamos!

    Un abbraccio, carissima.
    Tra un attimo predispongo divano e Gocciole per vedermi la replica di Castle.
    Amo i sabato sera mondani!

  5. Rimane il fatto che, anche quando le dolcezze arrivano, spesso la “fame” rimane tale e quale, al di là delle necessità fisiologiche. Il rapporto con il cibo è cosa assai complessa, che però può diventare anche un mondo di creatività e di condivisione che non immaginavamo, oltre che di soddisfazione individuale.

  6. Naturalmente, proprio perché quelle sono un surrogato di ben altro.
    Ma c’è anche da dire che una persona deve essere pronta ed in grado di lasciarsi maturare dall’amore quando questo arriva, e per farlo deve innanzitutto essere sufficientemente compiuta in se stessa. Altrimenti nessun desiderio realizzato basterà mai, nè starà in piedi a lungo.

    Il cibo come occasione di creatività, di arte direi, la cucina come luogo privilegiato di relazione e di intimità… sì.
    Non meno del letto.

  7. Pingback: Vollt Ihr ihre Haende im Beifall unternehmen? | Seme di salute

Lascia un commento... vuoi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...