Le due cisterne

Erano due cisterne a distanza di qualche decina di metri.
Si guardavano e, qualche volta, facevano un po’ di conversazione.
Erano molto diverse.

La prima cisterna era perfetta.
Le pietre che la formavano erano salde e ben compaginate. A tenuta stagna.
Non una goccia della preziosa acqua era mai stata persa per causa sua.

La seconda presentava invece fenditure, come delle ferite, dalle quali sfuggivano rivoletti d’acqua.

La prima, fiera e superba della sua perfezione, si stagliava nettamente.
Solo qualche insetto osava avvicinarsi e qualche uccello.

L’altra era coperta di arbusti fioriti, convolvoli e more, che si dissetavano all’acqua che usciva dalle sue screpolature. Gli insetti ronzavano continuamente intorno a lei e gli uccelli facevano il nido sui bordi.
Non era perfetta, ma si sentiva tanto felice.

[di Bruno Ferrero]

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13 thoughts on “Le due cisterne

  1. Mi sento tanto la seconda cisterna… ho una vita che fa acqua da tutte le parti… e non è esattamente come l’immaginavo da piccola… però… sono felice 😉

  2. Sono la seconda cisterna, attorniata da insetti, disseto gli ucellini e i convolvoli e rovi tengono lontano l’uomo, è questo che mi rende felice. Ciao Denise, bellissima questa “novella”, un abbraccio.

  3. Siamo già in tre, allora… almeno, ma sono sicura che fra chi legge molti altri potranno sottoscrivere.

    Un abbraccio e un saluto pomeridiano a entrambe.
    Fra poco è tempo del thé… meno male che la mia tazza non è come la seconda cisterna, altrimenti non finirei mai di riempirla 🙂

    Ringrazio Bruno Ferrero, dovesse mai capitare da queste parti, ‘ché sto diffondendo le sue cose.
    Tutti i credits sono per lui.

  4. sicurissima, mia cara. almeno riguardo alla vita reale e a tutti quelli che non mi “devono” niente (in tutto questo infatti mi rimane il grosso interrogativo di dove collocare i figli)

  5. (cecilia provocatory-mode off)

    capisco. non direi che concordo – e mi permetto di scrivere questo perché so che capirai che non c’è in me la volontà di sapere della tua vita, del tuo cuore e quant’altro meglio della persona cui appartengono -, ma capisco.

    i figli, faccenda davvero davvero spinosa.
    le formule standard, tipo ‘la mamma è sempre la mamma’ oltre a non funzionare in quanto standard le aborro per l’evidente, abissale falsità manifesta in troppi casi.
    qui però, situazione oggettiva che conosci solo tu a parte, mi pare ci sia un pizzico della tua sfiducia che fa capolino e ti lascia più incerta di quanto sarebbe normale altrimenti. sbaglio?

  6. di certo non sono in uno dei miei periodi migliori, mi sento molto sfiduciata riguardo a diversi argomenti. speriamo che passi, magari la bella stagione aiuterà.

  7. ecco. anch’io aspetto che le giornate di sole aumentino e si stabilizzino, ‘ché nei periodi di cambio stagione sballo sempre. oggi meno di una volta, ma comunque… contingenza climatica a parte, ti auguro di tornare a migliori pensieri e di sentirti un po’ cisterna 2 anche tu: se non propriamente felice, almeno consapevole a tempo pieno di avere chi gode della tua presenza, anche virtuale.

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