Verrà la morte e avrà sapore di zabaione

Stamane mi sono concessa un deliziosissimo zabaione a colazione.
Ed ho visto che era cosa buona: ‘ché  l’esperienza più ancora della saggezza dell’età mi dice che non occorre uscire di casa e venire investiti per lasciarci le penne, e scoprire troppo tardi che non si è vissuto abbastanza – a volte non si esce interi nemmeno dal garage.
Così, in any case, salutare l’esistenza con uno zabaione (un po’ come il saluto al sole di una qualche tradizione yoga) mi sembra una valida misura preventiva dei rimpianti.

zabaione

Forse il pensiero mi è stato stimolato anche dal fatto che ieri, in biblioteca, mi sono accorta di non aver punta voglia di accollarmi – ohmioddio, sì ho scritto proprio accollarmi – dei libri meno che perfetti per questo preciso momento. Dei libri, in generale, meno che entusiasmanti, clamorosamente arricchenti e desiderati.
Ho realizzato, sto realizzando sempre più nettamente che il mio tempo è limitato: un pregio dell’aver perso qualcuno di davvero importante, dell’aver dovuto chiudere interi capitoli di possibilità, aver detto addio a decine di progetti, ma soprattutto di piccoli gesti preziosi non attuati e tanto necessari.
Il mio tempo è limitato, e le storie, gli scritti tutti sono invece pressoché infiniti.
Non c’è motivo per cui io possa permettermi di spenderne troppo appresso a cose che mi convincono poco, o leggendo quelle che mi convincono al momento sbagliato, perché chissà quando arriverà quello giusto.

E tuttavia penso che il paradiso sia costruito con le parole non tanto dei libri non ancora letti, quanto di quelle di tutte le storie non ancora scritte.

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16 thoughts on “Verrà la morte e avrà sapore di zabaione

  1. Ciao Denise, letta mail, aspetto di riprendermi dall’influenza e poi programmo, ti rispondo in giornata, bacio.

  2. una mia amica una volta mi disse che la vita è troppo breve e ci sono troppi libri belli da leggere, quindi meglio non farsi scrupoli a lasciare a metà quelli che non ci convincono e passare ad altro. saggio consiglio!

  3. Guchi: ecco, questo è il punto. Magari non è necessario essere così drastici, considerato che la vita è bella anche, e proprio in virtù del suo offrire a fianco del brivido di piacere anche il momento di noia, o mediocrità, che riposa lo spirito. Però il succo c’è. Sta a noi capire dove stabilire la soglia tra ciò che non è eccelso ma godibile, o che comunque sarebbe un peccato interrompere (scelta lecita, ma da ponderare bene…) e ciò per cui non vale la pena sacrificare qualcosa.

    Stravagaria: che dire? Serviti! 🙂

  4. La frase finale di questo post me la incornicio, è molto bella.
    E sì, bisogna dedicarsi ai libri e alle cose che ci piacciono, sono d’accordo.
    E vorrei anch’io un po’ di zabaione, è una vita che non lo mangio, una vera delizia.
    Aggiungo una cosa che ti volevo scrivere da un po’? Sei su twitter cara? Se non ci sei ti va di provare a iscriverti? E’ un posto carino dove ho trovato persone interessanti, mi piacerebbe se ci fossi anche tu!
    Pensaci 🙂
    Bacioni!

  5. Eh, quella frase nasce da una vera e propria illuminazione avuta la scorsa settimana.
    Ho praticamente da sempre visualizzato il paradiso come un’infinita biblioteca, solo, a cielo aperto.
    Ma mi è sempre rimasto il problema irrisolto delle storie non ancora scritte, e le scoperte non ancora fatte, e via dicendo, della loro assenza. In realtà penso che assenti non lo saranno affatto, anche se certo nella condizione in cui siamo ora non è semplicissimo immaginare in che modo ci saranno accessibili…

    … a proposito di Twitter, sorry, non ci sono.
    In realtà come per tanti altri social o simili mi ero iscritta, poi a dire il vero non mi ci ero trovata, forse in parte non ho capito granché del suo utilizzo.
    Ma ti prometto che almeno ci penserò su.
    Nel frattempo, inaspettatamente, mi sono reiscritta su Facebook. Senza pubblicizzare in alcun modo il blog, e senza inserire troppi dettagli; ma stavolta anche senza sotterfugi o identità fasulle.
    Magari intanto ti trovo lì?

  6. No, su facebook non ci sono, per adesso, volevo fare la pagina pubblica per il blog ma non sono tanto sicura per ora.
    Twitter è perfetto per condividere i post, per trovare persone che non si conoscono con le quali si hanno in comune interessi, da lì alcuni li ho conosciuti nella vita vera, mi piace.
    Se ti iscrivi dimmelo, eh!
    Bacioni!

  7. Contaci!
    Anch’io ho pensato che sarebbe carino aprire una pagina a parte per il blog, ma il punto non è tanto se fare una pagina o attivare degli aggiornamenti sul profilo, il punto è che per adesso sicuramente voglio che certi aspetti di me restino separati da altri, e non accessibili a chiunque (mi conosca).

    Un abbraccio, e buona serata 🙂

  8. Hai fatto bene. Lo zabaione è perfetto per festeggiare un nuovo giorno 🙂
    Mia madre me lo preparava spesso, quando a casa avevamo le galline. Me lo preparava il pomeriggio, per merenda. Bei ricordi.

  9. Ecco, su twitter ci sono ma proprio non mi ci trovo… però so che un po’ di spaesamento twitterino è normale; narra la leggenda che tutti coloro che hanno perseverato ora ci si trovano benissimo. Il mio blog è anche linkato su facebook, il risultato è che ora tutti i miei amici e pure i colleghi lo conoscono… sicuramente mi sento meno libera nello scrivere ma mi sta bene così!

  10. Claudia: se disponibile, va rigorosamente preparato dalla mamma, sìsì.
    Io approfitto delle galline di una zia. E ci faccio mettere il caffè ^___^

    Ilaria: mi piacciono le leggende entusiaste ed entusiasmanti 🙂
    And that’s it, per ogni evenienza ho evitato qualsiasi link al blog. Poi vedremo… e se qualcuno dovesse giungervi in maniera indiretta, pazienza. Mi sto, credo, abituando all’idea di essere più esposta, e gradualmente facendomi il callo di proposito per liberarmi prima o poi di certi timori.

  11. Mah, io dopo quel che ho raccontato pochi giorni fa sul tuo blog… altro che esposta. Sono consapevole che tutto quello che scrivo nel magico mondo del web è riconducibile al mio nome e dunque alla mercè di tutti ma ho sviluppato una regola nella mia vita: se faccio una cosa non me ne devo vergognare; se me ne devo vergognare, meglio non farla. Come si intuisce, la mia soglia della vergogna è molto bassa, ih ih 😉 Però con questo non intendo insinuare che chi tiene “nascosto” il blog si vergogna. No, sono scelte diverse ed entrambe giuste.

  12. La vita è di fatto un’attività selettiva. Tanto meglio, perciò, metterci un po’ di cervello e di cuore. Tanto più che, come dici, il tempo si fa breve. Ma, non so, è come se questo ragionamento, così pieno di “verità”, fosse per me carente di vita. Come una filosofia convincente; quando, ormai credo, ciò che ci salva è al di là di qualsiasi filosofia o buon (o pio, o devoto) ragionamento. Scusa, ma sto seguendo un filo piuttosto mio, e non ho letto i commenti. Scusate tutti/e.

  13. Magis, ciao!
    Credo sia quel tuo altro filo che te lo fa leggere in questo modo: in realtà, se guardi bene, è l’inverso.
    Ma soprattutto, di che ti scusi? Ma famme er favore, sei di casa. Non hai scritto una corbelleria, solo un pensiero tuo; e non hai fatto torto a nessun commento.
    Ti suggerisco uno zabaione: quello appiana tutti i neuroni contorti. E’ poco astrattamente filosofico e del tutto vivo e vivace in bocca 🙂

    La vita è un’attività selettiva.
    Sacrosante parole.
    Posso rilanciarle su Facebook? (Ebbene sì, lontano dai compagni di uni, ma ci sono approdata di nuovo). E che per caso ti trovo anche lì?

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