Changes

Vi chiedo scusa se vi funesto la casella di posta, e le notifiche di aggiornamento, con questa banalità.
Ma ho scoperto – letteralmente – una cosa pazzesca stamattina mentre mi lavavo i denti, e sono rimasta lì bloccata qualche minuto a guardare il vuoto, così credo che questa sia una cosa da appuntare, da non dimenticare.
Eccola qua: è vero che io sono pigra, sono lenta, ho certi blocchi e faccio fatica ad ingranare su aspetti anche fondamentali della vita quotidiana. Però una parte delle cose che ho da fare, o anche che non devo ma vorrei fare volentieri, le rimando o le lascio perdere non per la ben nota pigrizia, ma perché so perfettamente che dovrò farle da sola.
Ho sempre fatto un sacco di cose insieme a mio padre, quelle che faticavo a gestire per conto mio e quelle più ordinarie, sciocche – spesso una commissione era soltanto la scusa per uscire a farsi un giro, appunto, insieme.
Ora quasi tutto quel che faccio, lo faccio quasi sempre da sola.
Che rottura di cazzo, che noia, che differenza! – scusate il francese.

La mia migliore amica (chiamiamola così, è vero nella sostanza anche se la locuzione non mi piace granché) mi ripete ultimamente che in quest’anno e rotti sono cambiata. Molto (e s’intende in bene).
Mi fa un enorme piacere, anche se più il tempo passa meno riesco a riconoscere e cogliere con uno sguardo esterno e lucido questo cambiamento.
Forse perché non mi basta ancora?
Dice che ora le mie foto riflettono me per intero, che lo sguardo ed il corpo combaciano con lo spirito che mi muove.
A volte mi chiedo che spirito possa avere una persona confinata in casa, con una quotidianità schiacciata su questioni elementari e piuttosto stagnante, ed un mordente che, col ritorno di una discreta serenità, sta andando a farsi benedire.
E’ anche vero che invece le prospettive, gli orizzonti che mi dipingo davanti pur con scarsi mezzi sono di ampio respiro. Lo testimonia il fatto che di punto in bianco sono tornata ad utilizzare l’inglese con costanza e con l’obiettivo di risanare la qualità di comprensione e produzione che nei dieci anni trascorsi dal mio diploma è andata progressivamente scadendo. In meno di un mese sono passata dal sudare appresso ad una fanfic di un’autrice americana, fermandomi ad ogni decina di righe per consultare il vocabolario (ma anche sollazzandomi per la storia ben scritta e intrigante), al decidere di tradurre (per ora) e scrivere direttamente in lingua (prossimamente) le mie cosette, fino a considerare di seguire un corso di scrittura online… in inglese, appunto.
Per queste ispirazioni voglio decisamente ringraziare:
gf7, Elle ed APF; che sanno come entusiasmarmi.

La vita continua così, assurdamente tra il piatto senso di fallimento ed incapacità e l’esaltazione.
Con questo stesso sentimento ambivalente chiudo il post e mi preparo a ritirare referti, pagare il bollo dell’auto, marcar visita dal dentista… meno male che stasera c’è la seratona televisiva: lì non sono sola, so di essere in compagnia di miloni di italiani con alcuni dei quali mi ritroverò, nei prossimi giorni, a commentare fittamente le nuove puntate 😉
E un buon martedì a voi.

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16 thoughts on “Changes

  1. Grazie, Miss! Sì, avevo ed ho bisogno di fare qualcosa per me stessa. Adesso scalpito per dare un senso ed una forma utile a tutto quel che ho in testa; ma intanto sono in sella e non… sotto gli zoccoli del cavallo. Bacio!

  2. ” e sono rimasta lì bloccata qualche minuto a guardare il vuoto, così credo che questa sia una cosa da appuntare, da non dimenticare.”
    Lo stare 5 minuti davanti ad uno specchio, al mattino in particolare ma va bene anche durante il giorno, è un ottimo esercizio per motivare se stessi ed altro. Te ne parlerò in altro momento perchè l’ernia che da 3 mesi mi perseguita è sempre meno sopportabile 😦
    Buona giornata, serena e pro-positiva
    Ennius

  3. ancora una volta mi riconosco molto in quello che scrivi, con l’unica differenza che io ho di nuovo perso per strada il futuro. poi non so se è una cosa grave, in fondo saper vivere bene il presente è una benedizione, però mi manca di fare progetti.

  4. Ennio, mi spiace per la tua ernia. Operazione in vista?
    Torna a raccontarmi dello specchio e di quel che potrei vederci dentro, eh!
    Buona giornata a te, di nuovo.
    (La prima metà è andata via liscia 🙂

    Guchi, lo immagino.
    Un giorno sì ed uno no il futuro lo perdo di vista, per lo meno sono abbastanza fiduciosa di ritrovarlo, per adesso, sempre dietro la prossima collinetta.
    Cerco, come scrivi tu, di vivere bene il presente nonostante la sensazione di spreco: presto, almeno spero, potrei non avere tutto questo agio.

  5. Che bello leggerti così, ricordo che appena virtualmente-incontrata eri reduce da un dolore e la tristezza e solitudine trasparivano ad ogni post. Mi sembrava di verderti vagare senza meta, nervosamente, a cercare un motivo per rinascere, raccattando pezzi di te un pò qua e un pò là. Ora ti sei fermata un attimo, ti sei messa in poltrona di fronte alla finestra e ti rilassi in attesa dii riprendere il camino ma questa volta con leggerezza ed ottimismo. Un bacio grande Denise, a tra non molto, a primavera♥

  6. Ciao Libera 🙂
    Diciamo che visto il clima che si sta rabbonendo, avrei voglia di staccarmi dalla finestra ed uscire.
    Ma con chi, e verso dove?

    Lise, se ti riferisci alla “seratona” no, parlavo di NCIS LA / The good wife 😄

  7. sì penso anch’io che quasi tutti i sentimenti siano ambivalenti, è solo per praticità che li cataloghiamo come positivi o negativi

    ammetto che non ho idea di cosa sia quella cosa in TV, ma son contento che ti piaccia, mi piacciono le persone quando fanno qualcosa che gli piace senza troppe articolate spiegazioni

  8. Uhm… non proprio, Diego.
    Un sentimento che si configuri come usualmente ambivalente è patologico, da schizofrenici.
    Casomai sono le situazioni della vita che presentano una varietà e complessità sia di sentimenti, che di pensieri, al loro interno.
    Ma i singoli sentimenti possono e devono avere una loro precisa, prevalente polarità.
    Che poi non siano sempre ben distinguibili è un altro discorso…

    … quella cosa in TV mi piace, sì, e mi sto rieducando sempre più rapidamente a godere di quel che mi piace senza fronzoli. Credimi, a vedermi da vicino oltre questi commenti saresti orgoglioso di me!
    Non so ad ogni modo se ti capiti di vedere, in rete, anche telefilm o prodotti simili.
    Intanto ti consiglio, se non lo conosci ancora, questo sito di lezioni / conversazioni su svariati argomenti anche di tuo interesse presumo: http://www.ted.com
    Per ogni video trovi una quantità di sottotitoli e il testo integrale in varie lingue.

  9. «Un sentimento che si configuri come usualmente ambivalente è patologico, da schizofrenici.»
    Hai ragione ma a me capita, abbastanza spesso. Ti faccio un esempio: se faccio una bella gita da qualche parte, mi capita di pensare da subito al dispiacere di quando finisce e devo tornare a casa. Oppure quando son contento che per esempio mia moglie è contenta per qualcosa, nel contempo penso a quando magari qualche contrattempo la potrà innervosire. Non riesco ad esser «totalmente» immerso in un sentimento. Certo, da persona adulta, cerco di affrontare in modo pacato la vita, ma un poco di strisciante angoscia c’è.

    Fatta questa confessione, ti dirò che quel bel sito lo conosco, solo che per mancanza di tempo non posso dedicarvi l’attenzione che meriterebbe.

  10. Capisco. Credo che quel che descrivi ricada nel secondo caso che ipotizzavo… certo, è una tendenza un tantino penalizzante 😦

    Lieta di averti “sinsigato”, ossia stuzzicato, a proposito del sito.
    C’è sempre bisogno di rivalutare le proprie priorità; io oggi mi sono iscritta in prova alla newsletter settimanale dello stesso: ora posso permettermelo, dopo essermi liberata di altri aggiornamenti automatici ormai antichi.

  11. Penso che quell’ambivalenza tra senso di inanità ed esaltazione accompagni chiunque ha un lavoro o un’attività meno “strutturata” di altre (per es. non deve timbrare un cartellino e stare in un posto di lavoro tot ore fisse al giorno), come è anche il mio caso per esempio. E’ facile lasciarsi andare alle peggiori paranoie. Ma tu sei in gamba (e anch’io) perché hai sufficiente autodisciplina e consapevolezza.
    E’ vero che avere tutto il lato pratico della casa e della vita (bollette, commissioni e brighe varie) è una vera palla fatta da sole… è stata una delle cose meno divertenti dell’esser andata a vivere da sola… ma così è la vita, mi ripeto come Snoopy in questi casi 😉

  12. Tutto molto vero.
    Le bollette et similia non mi angustiano per la cosa in sè o per il fatto di dover essere io ad occuparmene, che non mi pesa ed anzi mi diverte persino; è che penso sarebbe più divertente andare a lavare la macchina con un’amica, fare due chiacchiere tra la banca l’ospedale gli uffici vari il lavoro (degli altri).
    Per contro, nelle ultime due settimane ho avuto modo di appollaiarmi a casa di L. per quasi l’intera giornata; io a scrivere lei a far lezioni private. Questo è stato un bene.

  13. Anch’io sono una che si dondola tra diversi sentimenti, è per questo che andiamo piano e ci sembra di camminare al rallenty, ma l’importante è arrivar(ci) 😉

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