Piccolo bilancio minimalista – n° 2/2013

A questo giro procedo in ordine rigorosamente sparso, senza elenco puntato. Via!
Febbraio, metà di marzo.

Persi due etti, e ripianato lo scalpo altre due volte.
Camminate in crescendo.

Auto messa “in vendita” presso un altro meccanico, che promette meglio del primo al quale mi sono affidata. In questo caso c’è un intermediario che si occupa anche di fare delle foto e valutare quanto posso aspettarmi di ricevere.

Le mails non sono aumentate rispetto all’ultimo nostro aggiornamento.
Ho dovuto effettuare il backup due sole volte, sono riuscita a tenere il desktop pulito ed ho alleggerito enormemente numero e contenuto delle cartelle… anche grazie ad un imprevisto, ed improvviso, errore che ho commesso e mi ha portato via di botto TUTTO ciò che non avevo appena salvato O.o
Angoscia & redenzione strettamente avvinghiate in un vortice di shock.
Soprattutto, sto conducendo un esperimento. Ho smesso di salvare la grandissima parte delle pagine che solitamente salvavo ed archiviavo – di qualsiasi tipo. Un cambiamento netto, e incredibile. Non so se durerà, non tanto per la mia forza di volontà quanto perché devo ancora capire meglio come gestire alcune cose. Ma intanto: ho fermato l’emorragia.
Ho avuto l’opportunità di comprare un iPad usato a ottimo prezzo, e sono stata tentata. Ho però valutato che in questo momento altre spese hanno la priorità, e che il contributo che riceverò per i banchetti dell’associazione dovrà andarsene in copertoni; e poi voglio prima prendere maggiore familiarità con questo tipo di prodotto. Ad ogni modo, è chiaro come il sole che nel mio futuro c’è un tablet. Nel senso di: un tablet dotato di connessione internet, un’usb, un cellulare vecchio stampo – e basta.
Ho anche preso l’abitudine, prima che sia tempo di spostarsi all’aperto, di staccare il pc da internet e portarmi, con la batteria carica, in salotto. A scrivere o leggere, esclusivamente.

I libri?
Molto lentamente, ma continua l’opera di selezione di una mini-biblioteca che racchiuda davvero solo il sancta sanctorum dei miei… possedimenti. Sono passata dalla sezione “spiritualità”, prevalentemente composta da saggistica, alla sezione narrativa. Per ora, viaggio sulle cinque / sei unità per quest’ultima.
Ad eccezione di una recentissima e più che giustificata razzia nella biblioteca pubblica, poi, ho letto soltanto libri che già avevo in casa.

Gli appunti cartacei. Eh.
Un mio tallone d’Achille, ma che sto dominando.
Nell’ultimo periodo ai pochi fogli che sto usando come calendario delle cose da fare giornalmente e mensilmente non ne ho aggiunto nemmeno uno; anzi ne ho spostati alcuni nella pila degli appunti in qualche modo interessanti ma non urgenti nè rilevanti.
Una pila che, appena ne avrò voglia, attaccherò, ridurrò di volume e trasfomerò in un file.
In particolare ho creato un nuovo documento che elenca per tipo, frequenza e “scadenza” tutte le visite e gli esami che dobbiamo regolarmente effettuare sia io sia, soprattutto, mia mamma. In seguito aggiungerò i rinnovi dei piani terapeutici et similia.

Lo spazio cresce, anche sul tavolo da lavoro, e gli spazi per le singole attività vengono redistribuiti (sembrerebbe impossibile, considerato l’ordine già estremo che vige qua dentro. Eppure).
L’ambiente si svuota, la mente fermenta.

And that’s all, folks.
Fino al prossimo giro, e bilancio.

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7 thoughts on “Piccolo bilancio minimalista – n° 2/2013

  1. Ciao Denise, un pensiero mioal tuo papà, col cuore ♥
    (sono, come si dice, off topic, ma non importa 😉 )

  2. Brava! Ma invece degli appunti da impilare o di un file non è più comoda e “minimale” un’agenda? E’ un rettangolino che ti occupa poco spazio ed è già ordinata di suo come struttura interna. Per i piani terapeutici e cose sanitarie io ho una cartellina apposita che tengo in un cassetto.

  3. Lo sarebbe sicuro, se non avessi bisogno di scrivere così tanto e dettagliatamente (e no, non basta un’agenda grande XD) e non organizzassi i miei appunti anche per categorie e tipologie diverse dalla semplice data. Sic.

  4. Dimenticavo di dire che un file avrebbe il vantaggio di essere “leggero” e poter essere gestito più agevolmente, oltre a non rischiare di venir perduto, letto da occhi indiscreti, eccetera.
    L’idea sarebbe poi anche quella di stampare una copia – più compatta ed ordinata dei fogli scritti a mano ed accatastati -, almeno per la parte che riguarda impegni imminenti o questioni rilevanti.

    Uno strumento utile per iniziare a tenere i propri appunti online (e comunque privati), per chi interessato, è questo: http://listography.com/

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