Povero Allam.

Sul proprio sito ufficiale Magdi Cristiano Allam ha pubblicato una lettera all’indirizzo di papa Francesco.
Come scrivevo da Claudio: a parte l’impressione generale del tipo ha-fatto-le-cose-troppo-di-fretta, non trovo le motivazioni magari contestabili ma imponenti, importanti che mi aspettavo. Trovo tante piccole sciocchezzuole, per cui più che chiedermi perché lascia mi chiedo dov’era con la testa quando è entrato, nella Chiesa.
Ma c’è un’altra cosa che mi ha colpito particolarmente, questo paragrafo:

[…] Subito dopo il suo esordio come Papa, sono rimasto perplesso dal suo messaggio centrale volto a promuovere una Chiesa povera vicina ai poveri.
Pur comprendendo che la Chiesa ha un orizzonte universale e si fa carico della tragica realtà di tanti poveri nel mondo, l’esaltazione della povertà come valore intrinseco, alla stregua di San Francesco di cui lei è il primo Papa ad adottarne il nome, rischia di essere equivocata nel momento in cui in Italia, in Europa e altrove delle popolazioni benestanti vengono ridotte in povertà dalla dittatura finanziaria promossa dalla speculazione globalizzata, dallo strapotere delle banche e dall’Eurocrazia che condannano a morte le imprese, moltiplicano i disoccupati, mettono in sofferenza le famiglie e tolgono la speranza ai giovani.
Esaltare la povertà, almeno in questa parte del mondo e in questo momento storico, rischia di essere percepito come un invito alla rassegnazione ad una tirannia che sta trasformando dei paesi ricchi in popolazioni povere per assecondare l’ingordigia di chi ha eretto il denaro a proprio dio.

Due cose.
La prima, il rischio di essere equivocati non è mai stato un motivo sufficiente nè sufficientemente buono per rinunciare a fare qualcosa di buono, giusto, adatto, sacrosanto, corretto – trovate voi l’aggettivo che fa al caso.
La seconda, esaltare la povertà non è nè un invito alla rassegnazione nè l’inverso, un invito alla rivoluzione. E’ quel che è, secondo l’uso che se ne fa: indicare la povertà come buona norma e come virtù non equivale a immiserire ed intristire le persone. Al contrario, può ottenere l’effetto opposto. Ma per capirlo, bisogna essere poveri: innanzitutto di spirito.
Meglio, per alcuni, ritirarsi in buon ordine e non dire le cose come stanno. Vero?

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8 thoughts on “Povero Allam.

  1. Vero. Vero. Vero.

    La “povertà” può essere uno stile di vita; ma può anche divenire “vessillo” di un’ideologia.

    Come al solito, ogni “strumento” diviene buono o cattivo, secondo l’uso che se ne fa…

    **
    Concordo fortemente: se non si è poveri di spirito (di superbia), ci si incarta sempre di più in ragionamenti privi di capo e di coda…

  2. Io direi che Allam ha visto ideologia dove c’erano semplicità di spirito e di intenti.
    Ma ormai al giorno d’oggi, quasi chiunque ti trovi davanti ha il vizio di dar per scontato che si parli ideologicamente: che sia di povertà, fede, calcio, soldi, lavoro… ecc.

    Lo so che non è bello, ma in un certo senso la lettera di Allam mi consola: sarò anche complicata e mezza eretica, ma mi pare di saper ragionare meglio di così 😉

  3. Macciao, “mezza eretica”!
    😀

    Infatti ragioni… e molto bene, anche…

    Allam vede “ideologia”, perché ha sempre navigato in essa… tanto lo ha fatto, che negli ultimi cinque anni NON ha compreso un accidente, del Cattolicesimo…
    Ma NON avrebbe compreso neppure le motivazioni di chi fa del bene “puro e semplice”, anche “svincolato” dall’invito di Cristo. E sempre più mi convinco che pure tutto quel marasma mediatico, ai tempi del suo “ingresso”, fosse simoniaco… teso a un fine elettorale.

    Quando quel fine è venuto meno, ecco che il “vero volto” si mostra… e in maniera fin troppo evidente.

  4. A me ha colpito come Allam, dopo una conversione di forte impatto mediatico, non sia riuscito ad assorbire effettivamente i principi cardine del cristianesimo, quasi fosse alla ricerca di un cristianesimo “a sua immagine e somiglianza”. Concordo con te sul fatto che ” più che chiedermi perché lascia mi chiedo dov’era con la testa quando è entrato, nella Chiesa”, sono rimasta perplessa davanti a motivazioni ben misere se si considera quella che dovrebbe essere la formazione spirituale di un catecumeno che, convertedosi, ha fatto una scelta di fede ben precisa.

  5. Gustavo, mezza eretica e mezza erotica.
    Non è una provocazione, sono i due termini in voga questa settimana dove circolo io 🙂

    Non mi esprimo sulle mosse politiche, che non seguo (in generale ma soprattutto con riferimento ad Allam).
    Però l’impressione è certamente questa: il non aver capito un accidente. O non aver voluto vedere, non so.
    C’è ben un motivo se gente anche più addentro di me parla ogni giorno di chiesa ma continua, per ora o per sempre, a restarne (tecnicamente) fuori.

    E., esatto: tutti possiamo sorvolare più o meno coscientemente su certe contrapposizioni (o persino incompatibilità), ma considerato il calibro del personaggio e la portata del gesto, non c’è di certo stato il rischio che Allam abbia vissuto un cammino di catecumenato superficiale, inadeguato.
    Da questo nasce appunto la perplessità.
    E non è nemmeno che abbia detto: mi sono sbagliato, ho corso troppo, ecc.; che sarebbe stato spiacevole ma comprensibile. No, ha persino indicato dove, secondo lui, la ricetta è sbagliata. Mah.

    Buonanotte a entrambi.

  6. le convinzioni individuali di ognuno, in definitiva, le rispetto; quel che non mi convince, in questo giornalista neoconvertito, è la voglia di avere dei nemici, nell’ottica che solo riconoscendo apertamente che ci sono dei nemici la tua identità ne è rafforzata

    una chiesa cristiana, intrisa d’amore per il prossimo, non è «debole», ma è proprio per questo molto più forte

    altro discorso se Allam svolgesse un ragionamento prettamente politico, ma una commistione fra azione politica (e forse anche militare) e religione non è un bene

  7. “La voglia di avere dei nemici”, hai detto bene.
    Che siano l’islam, il progress(ism)o, o altro.
    Similmente non tollero la religione vissuta come vessillo identitario, in maniera forzata, più che come fede.
    E non parlo delle origini cristiane dell’Europa ma di chi piega il vangelo alla logica, contraria, della violenza.

    La religione deve raffrontarsi e rapportarsi con – ma non essere una scusa ed un paravento per – la politica.

  8. Leggo un paragrafo che mi fa sorridere (abbiamo pensato e scritto le stesse cose):

    Ora, mi chiedo: Magdi Allam, che si dichiara affascinato da Cristo, ha mai letto il Vangelo? E chi lo ha battezzato e accolto nella Chiesa, sapeva di queste sue posizioni? Ciò che mi inquieta (per quel che vale), non è che oggi esca dalla Chiesa, ma che (ieri, e con queste idee) vi sia entrato.

    In questo post, che consiglio di leggere per intero:
    http://vaticanoterzo.wordpress.com/2013/03/26/il-senso-della-fede-secondo-magdi-allam/

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