Qualcosa su cui non risparmiare, e risparmiarsi

– Ma tu ogni mese metti via qualcosa?
– Sì, le speranze!

La battuta è divertente, ma “metter via le speranze” è la cosa più sbagliata che possiamo fare.
Nessuno tra i miei contatti su Facebook (dove ho originariamente pubblicato queste righe), nè su WordPress ed altre piattaforme, che io sappia, non riesce ad arrivare alla fine del mese (che io sappia: ma se accade, non si vergogni di contattarmi e chiedere aiuto, così come è capitato a me che me lo offrissero).
Al limite c’è chi è in difficoltà, certo non risparmia ma mangia due volte al giorno, va al lavoro in auto, nonostante tutto viaggia (martedì sono stata a Milano!!), esce al ristorante seppur più raramente, gode comunque di qualche lusso superfluo.

Superfluo è l’aggettivo che dovrebbe far riflettere: il bello ed il lusso non sono cose negative, al contrario; se però ce le possiamo ancora permettere (oppure non ce le possiamo permettere ma ce le concediamo) dobbiamo almeno avere le palle per fare i conti con le nostre priorità e dichiararle.
Per esempio: se mi capita qualcosa sono al verde, ma preferisco continuare ad andare al cinema una volta la settimana (o magari due…) perché il cinema è la mia ragione di vita.
Tiro avanti a fatica ma non voglio rinunciare a nessuna comodità. (Ho scritto “nessuna” non a caso).
Ecco, già qui il discorso si fa più spinoso… la gente s’infuria, si sente chiamata in causa… e magari lo è. Non direttamente, non personalmente; ma le coscienze rumoreggiano e per coprire quel che han da dire si trovano giustificazioni a pioggia.

Pauperismo? Ideologia?
A me sembra solo buon senso e – suonerà strano a molti, lo so – gioia di vivere.
Gioia di esistere e basta, non di possedere e difendere un (in)certo tenore di vita.

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5 thoughts on “Qualcosa su cui non risparmiare, e risparmiarsi

  1. ognuno poi ha le proprie priorità: c’è chi si toglie il pane di bocca per comprarsi l’iPhone (discorso già fatto, del resto). alla fin fine, quando non ne va della sussistenza propria e di chi eventualmente dipende da noi, è giusto concedersi quei “lussi” che ci fanno stare bene. io per esempio non compro vestiti, borse e scarpe nuove da non so quanto tempo, in compenso però compro macchine fotografiche vintage!

  2. Un concetto chiave è quello – sempre quello -: quando non ne va della sussistenza propria e di chi eventualmente dipende da noi.

    Personalmente credo che digiunerei un giorno alla settimana per poter tornare a fare le ferie (non dico tutti gli anni, e non dico più di una settimana). O per un iPad, non per fanatismo tecnologico ma perché mi farebbe comodo, e mi sarebbe utile per razionalizzare molto il comparto musicale della mia esistenza.
    Sarebbe però, di nuovo, una scelta: consapevole, ponderata, limitata, non incidente sui bisogni essenziali di altri.
    Mi permetto invece, piaccia o meno, di giudicare insensato chi compra Mercedes usate e cellulari ultracostosi non per passione ma per poterli ostentare, o più semplicemente e frequentemente per paura di apparire povero, facendo poi la fame per altri versi: per queste persone non ho comprensione e la parola priorità la trovo inadatta.

  3. “[…] [Il sasso nella corrente – suo ultimo libro, N.d.Cecilia] non è altro che una drammatica relazione sull’incapacità, e non l’impossibilità!, che abbiamo di essere felici; la possibilità di essere felici ce l’abbiamo tutti i minuti secondi… non siamo capaci! Vogliamo sempre qualcosa in più… non siamo mai contenti… io sto per dire una frase retorica, ma un individuo quando la mattina si palpa, e scopre che non ha un cancro, e ha due euro per andare a bere un caffè – dovrebbe partire da lì il suo sorriso e andare avanti, invece siamo sempre lamentosi, vorremo sempre… uno, io… “io vorrei fare dei libri”, fai dei libri!, chi te lo impedisce?, ma lui dice “vorrei vincere il premio Strega, il Bancarella, il Campiello”… e sotto sotto anche il Nobel…”

    Mauro Corona

  4. Gioia di vivere è accontentarsi di quello che si ha, non essere invidioso della ricchezza e del successo altrui e potersi permettere, di tanto in tanto, qualche piccolo o grande sfizio.
    Nicola

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