Minimalismo in pillole / 4

Come Lara, mi vorrei liberare dall’ansia, dall’insicurezza, dalla convinzione di non essere mai abbastanza, dalla pretesa di controllare tutto e dalla rabbia che mi prende quando a controllare tutto non riesco. Dipende dal fatto che, come Grazia, odio essere considerata una principiante, in qualunque campo. Se so in anticipo che dovrò affrontare un argomento o fare un’attività nuova, mi alleno di nascosto, o leggo tutto lo scibile sull’argomento, in modo da arrivare non solo preparata ma anche con una minima esperienza che mi consenta di fare un paio di critiche sensate. Un’inguaribile (ma ancora curabile) superba, insomma. Facile alla lusinga, in specie intellettuale. Come sa bene fra l’altro una certa tipologia di réclame di prodotti artistici, di vero o presunto alto livello, che cerca di suscitare la paura di non averli, la paura dell’incompletezza. Di imperdibile [però] non c’è nulla, l’unico attrezzo da non perdere mai, si chiama autoironia – in questo vorrei essere come Diego.

Un’aspirante minimalista, come mi definisco, di queste e altre debolezze deve avere almeno la consapevolezza. Il mio grazie va a tutti i blogger, minimalisti e non, che mi fanno da specchio e da coscienza.

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4 thoughts on “Minimalismo in pillole / 4

  1. non so se detesto essere considerata una principiante, ma di sicuro detesto le persone che ne sanno quanto o meno di me e però si atteggiano come se sapessero tutto. ho chiara coscienza della mia fallibilità, della mia ignoranza, delle mie imperfezioni. questa consapevolezza però riguarda me stessa; dagli altri mi piacerebbe avere rispetto e il beneficio del dubbio ^__^

  2. non so se mi atteggio, penso e spero di no ma non ne ho la certezza (anche questo sarebbe osare troppo).
    più che a voler sapere tutto tendo a rimarcare ed a mettere sul podio dell’importanza ciò che effettivamente so, ma così di fatto posso usurpare lo spazio ed il merito altrui.
    quanto al beneficio del dubbio, sono pienamente concorde: sono io che, eventualmente, devo correggermi, non l’altro che passando dall’oggetto al soggetto mi deve soppesare senza che neppure abbia aperto bocca (o digitato parola).

    vado a vestirmi per fingere di essere sveglia e aver voglia di uscire. per fortuna faccio soltanto da autista a mia mamma, l’accompagno, torno a non combinare nulla e poi la recupero più tardi 🙂

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