La booklimica

Il problema non è non comprare libri, mi riesce facile perché non ho soldi.
Il problema è non uscire dal recinto della sala periodici in biblioteca, nella quale l’altroieri mi sono auto-confinata come ogni sabato mattina (è uno dei miei rituali di benessere), per tornare a casa con sette ulteriori libri infilati nella borsa in un raptus. Trasportandola temevo mi si staccassero i manici – e le spalle…
… purtroppo invece una serie di concause, come si dice in gergo, mi ha spinta fuori da quello spazio protetto: i quotidiani freschi in ritardo, e soprattutto un bambino non troppo rumoroso ma alquanto molesto (dinosauro! dinosauro! mamma, dinosauro!, il tutto ripetuto spesso, senza soluzione di continuità).
Il resto l’ha fatto la genetica (sì, sì, bella scusa): si sa che sono booklimica, se comincio non so fermarmi.

Così, ora sulla mensola delle letture in attesa c’è una piccola torre di titoli provenienti dalla sezione Religioni:
Messori, Laurentin e la Borghese a proposito di Lourdes;
Luzzatto e Socci (più Cammilleri, dagli scaffali di mio fratello) a proposito di Padre Pio;
Brosio (con grande gioia di Claudia e di M. M., soprattutto) a proposito di Medjugorje;
Meluzzi a proposito dello “stato della fede” più in generale, oggi.

messaggi-medjugorje-cielinuoviAl momento ho sotto mano Brosio, che mi sta lasciando due impressioni su tutte: quella di un’estrema ingenuità, non nel senso di credulità ma piuttosto nel senso di piacere infantile nel descrivere e soffermarsi lungamente sui dettagli, siano essi significativi o per nulla – più che credulità, ci vedo una scarsa capacità di arrivare al punto e rendere altrettanto visibile e credibile per il lettore ciò che è visibile e credibile per lui, dalle apparizioni ad alcuni fatti di fede (mentre risultano fin troppo visibili, purtroppo, le azioni di marketing della sua storia, dei suoi “comprimari”, dei suoi progetti di solidarietà: si va dagli IBAN dei c/c interessati – in mezzo al libro, non solo in fondo – alla foto di Brosio stesso in copertina, su tutte le copertine della serie).
E quella di un’estrema solidità della persona nel sentirsi e dirsi credente, facendo capo in particolare – ma non solo – alla religiosità popolare la quale, questa sì, si percepisce essere lontanissima dall’ingenuità.
Siccome la seconda caratteristica pesa più della prima, per importanza, direi che lo considero un libro con un suo interesse, per il quale si può perdere qualche minuto appresso a fatti ripetuti a oltranza e convinzioni nemmeno argomentate. Lo consiglierei propriamente, però, solo dopo aver letto i precedenti o comunque qualcosa sulla storia di Medjugorje, e certo non a tutti.

Per il resto, sto meditando sull’ordine di lettura degli altri. Consigli? Opinioni?
(Sull’ordine di lettura, e anche su come impedirmi di “finire inguaiata” ogni volta che vado in biblioteca…).

Advertisements

8 thoughts on “La booklimica

  1. C’è un “problema”, di cui soffre particolarmente il fenomeno Medjugorje, ed è che si passa fin troppo facilmente da un estremo all’altro.
    I detrattori puntano il dito contro le speculazioni economiche (che pure vi sono, sicuramente), beatamente ignorando tutto il resto (conversioni sincere e durature, e anche miracoli di guarigione fisica).
    I sostenitori, spesso, si pongono come se fosse già “tutto chiaro per tutti”: così non è, e nel leggere certi libri si hanno appunto le impressioni da te descritte.

    Io penso che Brosio si sia davvero convertito, e pubblicizzi il fenomeno Medjugorje con molta buona volontà; però vedo che neppure lui, come molti altri che fanno “cose oggettivamente buone”, è immune dal mettersi – almeno parzialmente – “in mostra nelle piazze”: le foto “onnipresenti” sue, di cui tu parli, confermano ciò. E continuo a concordare con te sul fatto che, come media, il tutto sia positivo… certo, potrebbe esserlo di più, ma difficilmente chi fa il bene segue l’invito di Gesù, sulla sinistra che non sa ciò che fa la destra.

    In molti casi non vi è un interesse economico (magari si chiedono donazioni, ma per concrete opere di bene; nulla da dire, in questo senso), ma vi è una sorta di “gola spirituale”, di cui un aspetto consiste nel desiderare riscontri concreti (purtroppo semplicemente umani), in seguito al lavoro svolto.

    **
    Sull’ordine di lettura direi che potresti “raggruppare”, almeno a grandi linee, le tematiche trattate, piuttosto che zompettare qua e là. Finisci Medjugorje (quel che hai, chiaramente), poi passa a Lourdes (che è sempre tematica mariana), e infine a Padre Pio…
    E, per evitare di “finire inguaiata” (libropatia? passami l’eventuale neologismo…), ti ripeto ciò che ti ho detto in altra sede: chiudi la porta (ma stavolta si tratta di chiusure temporanee): finisci di leggere prima ciò che hai messo sulla mensola, e poi sarai pronta per un nuovo carico. E vedi di portarti una borsa con manici rinforzati…
    😉

  2. Hai dato una lettura molto concreta del fenomeno, che forse come ricordi è più a rischio d’essere oggetto di comportamenti fuori dalle righe anche perché – genuino o meno – non è riconosciuto dalla Chiesa. Di conseguenza chi lo “appoggia”, per usare un termine improprio ma chiaro, spinge fin troppo ignorando magari chi ne approfitta invece di segnalarlo per paura di togliere credibilità anche alle apparizioni, al fenomeno fisico del sole che rotea, ecc. Chi è scettico, come scrivi, inevitabilmente si aggrappa alle esagerazioni altrui.
    Io tutto sommato sono abbastanza infastidita da quello che riconosco come un desiderio legittimo ma smodato di condividere, e se possibile trasmettere, la fede. Certo, laddove c’è una grande sincerità, come mi pare vi sia in questo caso, il fastidio è attenuato, ci si fa comunque partecipi di una conversione che anche per noi è continua – e parlando di apparizioni e miracoli, per me, è ancora solo parzialmente avvenuta… però si vorrebbe meno clamore, credo. Meglio ancora, si vorrebbe che il clamore attorno ad una conversione arrivasse da chi la osserva, non da chi la vive. Che anche nel raccontare la fede di persone terze, come i vari personaggi sportivi effettivamente credenti che Brosio presenta, vi fosse meno voglia di collezionare esempi e più discrezione.

    Sicuramente divido le tematiche… e immagino che la cosa più sensata sia passare dal libro più leggero al più peso, come contenuti.
    L’autunno e soprattutto l’inverno mi concederanno più tempo e più flemma per tornare poi ai due tomoni che avevo lasciato da parte, finendo per divorare un giallo dietro l’altro… sogno un dicembre ed un gennaio di mattine a letto fino a tardi, pomeriggi immersa nella lettura e sere sottocoperta, sul divano, con patatine e telecomando. Almeno due mesi di pace.

  3. Sono certo che, se vi fosse meno clamore, come dici tu (e se fossero segnalati i casi di chi ne approfitta: la verità dovrebbe venire prima di tutto il resto; ma anche qui spesso predomina lo spirito del mondo, per cui ci si barcamena in luogo di prendere posizioni nette e chiare), vi sarebbe anche meno “materiale” per i detrattori, i quali hanno buon gioco nel parlare di presunzione e di fanatismo.

    In passato ho avuto modo di dire, a certe persone che facevano del bene oggettivo, ma non erano immuni da superbia (e questo li portava ad essere anche profondamente ingiusti, in certe situazioni), che non erano loro a doversi porre sul piedistallo, perché questo era eventualmente compito di terzi, ossia di tutti coloro che, alle giuste condizioni (il che include pure l’esercizio dell’umiltà), avrebbero spontaneamente riconosciuto il bene fatto.
    Ho ripensato a questi episodi, nel leggere quanto tu affermi: “si vorrebbe che il clamore attorno ad una conversione arrivasse da chi la osserva, non da chi la vive”.

    Perché, se è vero che raccontare la propria esperienza di conversione può aiutare qualcuno degli ascoltatori (o dei lettori), è parimenti vero che il “desiderio legittimo ma smodato di condividere” dovrebbe essere tenuto entro i giusti binari.

  4. Né per Lourdes, né per altri casi analoghi. La Madonna continua sulle orme di Gesù il Quale, agli Apostoli che discutevano su chi di loro fosse il più grande, rispose mettendo in mezzo a loro un fanciullo, e additandolo ad esempio e meta. E questo sforzo (qui sta il merito) di diventare lineari e fiduciosi come i fanciulli, a molti – a troppi – non piace.

    E si eccede in varie direzioni, sia da parte dei fedeli, che da parte di certa alta Gerarchia ecclesiastica. Basta leggere il testamento spirituale di Bernardetta, per comprendere cosa riservi il mondo (non solo quello ateo), in questi casi. È pur vero che molta sofferenza non viene tanto dalla miseria o dalle malattie, bensì dalla malvagità umana…

    ***

    Per l’indigenza di mamma e papà,
    per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza,
    per le pecore rognose : grazie, mio Dio!
    Bocca di troppo da sfamare che ero;
    per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie!

    Grazie o mio Dio, per il Procuratore,
    per il Commissario, per i Gendarmi,
    per le dure parole di Peyremale.

    Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria,
    per quelli in cui non siete venuta,
    non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso.
    Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi,
    per coloro che mi hanno presa per pazza,
    per coloro che mi hanno presa per bugiarda,
    per coloro che mi hanno presa per interessata.
    GRAZIE, MADONNA !

    Per l’ortografia che non ho mai saputa,
    per la memoria che non ho mai avuta,
    per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie!
    Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra
    una bambina più stupida di me, avreste scelto quella!

    Per la mia madre morta lontano,
    per la pena che ebbi quando mio padre,
    invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette,
    mi chiamò Suor Maria Bernarda: grazie, Gesù!

    Grazie per aver abbeverato di amarezza
    questo cuore troppo tenero che mi avete dato.
    Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata: “Buona a nulla”.
    GRAZIE!

    Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura,
    le sue ingiustizie, le sue ironie,
    e per il pane della umiliazione, grazie!

    Grazie per essere stata quella cui la Madre Teresa
    poteva dire :”Non me ne combinate mai abbastanza”.
    Grazie per essere stata quella privilegiata dai rimproveri,
    di cui le mie sorelle dicevano: “Che fortuna non essere come Bernadette!”.

    Grazie di essere stata Bernadette,
    minacciata di prigione perché vi avevo vista,
    Vergine Santa !

    Guardata dalla gente come bestia rara;
    quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva:
    “Non è che questa?!”.

    Per questo corpo miserando che mi avete dato,
    per questa malattia di fuoco e di fumo,
    per le mie carni in putrefazione,
    per le mie ossa cariate, per i miei sudori,
    per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti,
    GRAZIE MIO DIO!

    Per quest’anima che mi avete data,
    per il deserto della aridità interiore,
    per la vostra notte e per i vostri baleni,
    per i vostri silenzi e i vostri fulmini;
    per tutto,
    per Voi assente e presente, grazie! Grazie o Gesù!

  5. Pingback: Nel nome della Rosa | Seme di salute

Lascia un commento... vuoi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...