Minimalismo in pillole / 5

parete-vuota-delle-pitture-del-blocco-per-grafici-7486721Le persone a basso reddito tendono ad accumulare, quelle più ricche riescono a vivere in uno spazio più minimalista.
Se non hai molto, ti aggrappi disperatamente a quel poco. […]
È dura liberarsene. Quando non hai molto, una parete vuota è terrificante.

Così sostiene Queen of the random, citata da Elle.
E’ una tesi comune, a mio parere una minchiata: non che i poveri (chiamiamoli col loro nome, please) non sviluppino effettivamente, non di rado, un attaccamento al poco che hanno per timore di perdere anche quello, e persino talvolta un’avidità di oggetti, fin dove possibile, che li conforti nella loro apparente sicurezza.
Ma ogni gruppo sociale ha le proprie, molto differenti, evenienze.
Il fatto che – diciamo pure spesso, ma non abbiamo sotto mano alcuno studio sociologico, qui – chi vive in povertà tenda all’hoarding, quali che ne siano i possibili motivi che non discuteremo, non implica affatto (in un ragionamento a specchio) che i ricchi tendano al minimalismo, o che il minimalismo appartenga ai ricchi “che se lo possono permettere”.
E’ una fallacia logica, come direbbe qualcuno.
Il minimalismo è di chi, spontaneamente, lo sceglie perché lo sente suo, lo sente rispondere a sè.
Il vantaggio economico (non sempre presente e men che meno immediato) derivante dal minimalismo e ad esso collegato non è una ragione decisiva per cui si sceglie questo stile di vita: tutti gli aspetti di risparmio economico così come di vantaggio ecologico che il minimalismo può (eventualmente) offrire sono libero appannaggio di chiunque ne voglia approfittare, senza alcuna necessità di diventar per questo minimalisti.
Vale la pena ribadire il concetto:
minimalista può essere tanto il povero quanto il benestante, senza alcuna prevalenza; perché il minimalismo è una scelta priva di costi in denaro, e non un privilegio.

E’ più facile dunque che, quando non si ha molto, sia la parete piena e non quella vuota a preoccupare: proprio perché, come scrive Queen of random, gli oggetti sono il tuo patrimonio. Le prove fisiche di dove è andato il tuo denaro. Io mi sento come Elle, e se avessi davvero poco o pochissimo [denaro], la “parete piena” sarebbe un promemoria costante di tutto il superfluo che ha contribuito a farmi arrivare dove sono, ovvero a non riuscire a procurarmi il necessario. Non sarebbe terrificante: ma tremendamente triste, e frustrante, quello sì.

parete vuota con piatti dpintiA chi ha la fissazione del “minimalista ricco”, ricordo che “la vera grande libertà comincia quando finiscono le scelte”, secondo Tiziano Terzani. Avere zero spazio di manovra non costituisce l’evidenza per cui non ci si può permettere di “fare a meno”, al contrario rappresenta l’estremo trampolino di lancio verso il disimpegno dalle cose. Una grande libertà, come tutte le libertà aperta a chiunque la desideri.

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