Tutto in famiglia

La famiglia italiana è un mercato dove nulla si vende, molto si regala e tutto si baratta.
La nipote si presta come autista, gli zii le offrono una ricarica del cellulare.
Il figlio sistema il citofono, ma non paga per mettere l’auto nel garage dei genitori.
Il vicino porta a spasso il cane della figlia, e il padre di lei, che fa l’infermiere, andrà a trovarlo quando c’è bisogno di un’iniezione.
Scambi di prodotti e mano d’opera, orticoltura, piccolo revival di economia curtense s’aggiungono al riciclo frenetico di abiti, attrezzi e mobili.
L’antica solidarietà italiana, quella che piace e soffoca (dipende dalle occasioni e dall’umore), s’è raffinata, e ha trovato nella famiglia il suo centro di smistamento.

Un piccolo estratto dall’ultimo libro letto, di Severgnini, “La testa degli italiani”.
E’ uno che se ne intende, pare, e mi è parso anche che su questo brano si possa riflettere molto; minimalisti e non.

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5 thoughts on “Tutto in famiglia

  1. Severgnini mi piace, ho letto parecchi suoi libri e se non sbaglio anche questo, un bel po’ di tempo fa.
    E’ vero, ci ha ritratti bene!
    Un bacione Denise, buona giornata.

  2. Avevo letto “Un italiano in America”, sempre in questa serie di “ritratti” nazionali… praticamente un manuale d’istruzioni da consultare alla bisogna (sì, anche noi: come d’altronde spiega benissimo, ogni italiano è una testa a parte 🙂

    Buona serata, Miss (mia cara Miss).

  3. Nel complesso, la solidarietà «all’italiana» è un bene, anche se talvolta tracima il confine della legalità; è difficile valutare una caratteristica collocandola nel giusto o nello sbagliato; nel complesso quelle forme di baratto che sfuggono agli impicci della burocrazia (fiscale ma non solo) riscuotono la mia simpatia

  4. ogni circostanza è a sè, naturalmente; e sul baratto con me sfondi una porta aperta.
    senonché sono una mezza misantropa e chi vuole offrirmi, che so, caffè e ascolto in cambio di pesto fresco di solito finisce che non mi interessa, non mi aggrada, lo/a trovo appiccicoso/a e fastidioso/a… mi sono riconosciuta infatti soprattutto in questo passaggio.

  5. Pingback: libri, film; febbraio, marzo | Seme di salute

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