Avviso ai naviganti

Piccolo (?) decluttering digitale.

Ho portato vicino allo zero, per qualche settimana, la frequentazione di internet – il motivo prossimo è la necessità di rimettere in sesto la vista, o meglio ciò che ne resta, il motivo profondo è la necessità di reimpossessarmi di me stessa, di staccarmi dalla mia droga.
Ebbene, alla fine senza troppo pensarci ho preso la decisione su cui meditavo da un po’: e se mi scollegassi? Se mi liberassi dell’ADSL a casa, e mi concedessi la connessione, limitata e disciplinata, della biblioteca e niente più?

Ho deciso: mi scollego.
Ho già dato l’assenso vocale per un nuovo contratto, e nel giro di venti giorni riceverò quello cartaceo da firmare. Poi sarò un po’ più libera (sembrerà a qualcuno un controsenso, e invece).
Il salto è fatto.

In biblioteca spendo poco e, soprattutto, non rischio di essere dispersiva: mica posso andare e venire dallo schermo ogni cinque minuti…
… penso di aver letteralmente perso tanto tempo (in particolare su Facebook) negli ultimi anni. A volte è doloroso pensare alle cose più importanti alle quali l’ho sottratto.
Però ormai è andata così: voglio che (Facebook in particolare, ma non solo) torni ad essere un punto di incontro, e non un parco giochi.

Non scompaio, no, solo intendo recuperare il mio tempo, il mio spazio, la mia possibilità di scelta.
Forse, chissà, scriverò di più sul blog di quanto non abbia fatto negli ultimi, iperconnessi ed iperinformati tempi.

Torno a usare il tempo solo per ciò che conta davvero.
Prevalentemente mi connetterò il sabato mattina: non stupitevi, perciò, se eventuali vostri commenti a post programmati dovessero rimanere senza risposta per giorni.

Concludo con un piccolo input a tema.
Casualmente ho letto (non per la prima volta) una recensione di questo libro, “Entro 48 ore“, definito una relazione di sei mesi di vita senza tecnologia – si va un po’ oltre il mio obiettivo, ma lo trovo assai interessante.
Prima o poi me lo procuro anch’io, e immagino mi darà ulteriori idee o stimoli.

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8 thoughts on “Avviso ai naviganti

  1. Ottima decisione, concordo sul tempo perso su fb, sn che tu sai io detesto profondamente. Io confido che il sabato, dalla biblioteca tu legga le mie email 🙂 Molti dovremmo disconnetterci per non perdere di “vista” la realtà 😉 Un bacio e buona domenica.

  2. Bene, ti leggeremo il sabato, l’importante è non perderti!!! Io spensi la tv nel 1985 per lo stesso motivo e dopo quasi 30 anni non ho mai sentito il bisogno di accenderla, anche se ignoro tutto dei Reality, di Sanremo, delle beghe quotidiane di vippetti vari! Senza internet no, non ci starei, ma quando sono fuori casa scollego il mio telefono personale, e pazienza se le mail aspettano alcune ore prima di essere lette… Il mio obiettivo è dare un tempo a tutto, dove sta scritto che dobbiamo essere sempre connessi? Ho la sensazione che occupiamo così del tempo per non doverci trovare un’alternativa per usarlo in modo più utile! Col compleanno è arrivato l’e-reader, ed ora ho sempre con me il libro che voglio, a che mi servirebbero fb o altri passatempi?!

  3. Ciao Denise, sono passata da queste parti giusto ieri per leggere tue novità ed eccole qui.
    Ecco, l’importante è non perderti, io non credo che farei la tua scelta, trovo utile avere la connessione per diversi motivi, certo bisogna farne un uso consapevole e cercare di non perdere il proprio tempo prezioso, su questo hai ragione.
    E comunque sono contenta di leggere che continuerai a scrivere, mi dispiacerebbe non leggerti più.
    Buona domenica e un abbraccio a te!

  4. con un po’ di magone, mi rallegro per la tua decisione. specifico che il magone è del tutto personale, nel senso che mi piacerebbe poter scegliere fra vita reale e vita virtuale, se non che ormai la mia vita reale è quasi del tutto inesistente e, se mi togliessi anche da davanti al computer, non resterebbe nulla di me.

  5. Ho fatto un sogno: io in piazza, con una sedia e un tavolino. E un grande cartello: “Chiedimi l’amicizia, entra in chat”. E gente che si fermava, e cominciava a chiacchierare…

  6. @ Libera:
    infatti. l’idea la coltivo da un po’, ed ha varie ragioni, ma una è senz’altro il bisogno di una cura drastica.
    che mi distolga dalla realtà, magari dando una mano a certe mie ossessioni private tanto malsane quanto a me care, oppure che mi rubi semplicemente tempo; comunque ho ormai capito che a staccarmi, da sola, nun gliela fo.

    @ Anna:
    ho pensato svariate volte anch’io (sempre ipoteticamente, considerato che vivo con mia mamma e lei ha diritto almeno ad un passatempo!) di fare a meno della televisione. Tutto sommato, credo che difficilmente, anche in futuro, la toglierò – e queste, magari, saranno le classiche “ultime parole famose”.
    certo, se proprio dovessero puntarmi in faccia una pistola e intimarmi di scegliere tra tv e radio, la tv la faccio volare dalla finestra. però ha dentro delle belle cose, belle e valide, e allora…
    … poi, sai cosa? soprattutto, mi fa compagnia. non è come internet: posso abusarne, lasciarla accesa molto, senza necessariamente isolarmi dal resto del mondo. è banale e forse un tantino patetico, ma fondamentale: più spesso che no mi interessa avere delle voci attorno, che mi creino la sensazione di non essere del tutto sola.

    @ Miss (aiuto! non ricordo il tuo nome):
    siamo d’accordo, utilità ed uso consapevole.
    poi ciascuno, secondo la propria situazione, li declina in modo diverso.
    a presto! 🙂

    @ Claudia:
    aggiungendo un “quasi”, comprendo (ovviamente col mio personale sentire) e sottoscrivo.
    in parte questo stacco mi occorre proprio per forzarmi ad avere un po’ di vita “reale” in più – stavolta davvero facendo l’antitesi reale vs. virtuale (evanescente). non per forzarmi ad una stupida e inutile vita sociale, ma per cominciare, per obbligarmi a uscire e respirare l’aria, calarmi in un ambiente che desidero toccare ma che lascio normalmente fuori dalla finestra.

    @ Sandro:
    magnifico.
    vedi che un giorno o l’altro lo metto in atto, il tuo sogno.

  7. internet ossessiona con la comunicazione la tv ossessiona con i modelli il cinema ossessiona gli eroi i quotidiani ossessionano con l’informazione. i libri ossessionano piu’ di tutto. la signora bovary che viveva di libri non vedeva piu’ la vita reale e per questo e’ morta male.

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