No silence

Mi accorgo che a causa dell’acufene, per quanto non fastidiosissimo, mi sono ora precluse alcune cose.

Non mi preoccupo tanto di fraintendere svariate parole di una conversazione, o persino di non capire nulla se questa si svolge in un ambiente chiassoso; per lo più è normale.
Ma mi dispiace moltissimo di non poter più godere del silenzio.
Non dico di non sapermi rilassare, anzi, mi riesce ugualmente bene quanto prima di cominciare a “fischiare”.
Ma il silenzio, il silenzio. In particolare quello notturno: mi manca nella sua purezza.
Certo, la notte è ancora più silenziosa del giorno, è a world apart, però…

… io che nel deserto non sono mai stata, se non con l’immaginazione, adesso temo che non potrò mai sentire davvero palpitare il suo silenzio che mi raccontano essere così speciale.
E poi, chissà, forse non esiste più il deserto di una volta.
Tanto vale rassegnarsi a consumare yogurt, budini e altri prodotti da frigo mentre il pendolo di casa rintocca?
E limitarsi magari ad un’escursione sul terrazzo, per guardare il parco vuoto e le stelle lontane?
Non si può sognare di attraversare il deserto, quando non si è capaci nemmeno di montare correttamente un telescopio e ci si accontenta di un tappeto di puntini luminosi; quando si sa bene che nascondono “tanta roba” in più.
Solo chi fa ha diritto a sognare.

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2 thoughts on “No silence

  1. Ho letto però che nel silenzio assoluto si ode comunque un ronzio di fondo e il battito del proprio cuore, per cui il «proprio» rumore c’è sempre. Sono convinto, cara Cecilia, che il silenzio sia soprattutto la «percezione» della quiete assoluta, più che un fenomeno acustico oggettivo misurabile.

  2. Immagino di sì. Come la mente crea il fischio dove oggettivamente non c’è, probabilmente può anche sopprimere questi suoni essenziali che pure esistono, in quei casi in cui si fanno sentire (non credo che il battito cardiaco sia così frequentemente ascoltabile).
    Forse il silenzio “oggettivo” non esiste, qualche suono vi sarà sempre, ovunque vi sia un fluido che lo trasmette.
    Ma l’orecchio umano non coglie proprio tutto l’esistente, per cui una “oggettività”, per parziale che sia, ce l’ha.
    Certo, c’è silenzio e silenzio. Finché non è “di tomba”, qualche lieve sottofondo è gradito 😀

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