Don’t worry (be happy)

Stamattina ho avuto a che fare con un passero fermo in mezzo al passaggio pedonale: mi sembrava fosse in difficoltà, magari la classica zampa rotta (in effetti ne aveva una un po’ sporta in fuori in modo strano). L’ho accarezzato, ho provato a prenderlo in mano per controllare, ma è schizzato via – non mi pareva impaurito, però. S’è infilato nel giardino di una casa di fronte, chissà come sta e che fa.

Un paio di giorni fa invece ho avuto il privilegio di accarezzare la testa ed il corpo liscio d’una bella lucertolina, che L. ha tenuto fra le mani apposta per me; ‘ché in queste faccende manuali sono una frana. Adorabile. Non ha battuto ciglio (si fa per dire), eppure non era tenuta per il “gozzo”.
Ho sempre avuto un debole per i rettili, sarà per questo, oltre che per gli oggettivi meriti di Chrichton, che leggere per la prima volta i suoi due romanzi giurassici mi ha riempito di gioia. Oh, e naturalmente anche perché del film che ne è stato tratto (i successivi non m’interessano) conservo ricordi  legati a mio padre.

E poi, vogliamo parlare de “La mia famiglia e altri animali”? Un’autobiografia di un non-scrittore rispolverata dalla mia infanzia che da tempo desideravo riscoprire.  Me ne ero innamorata a ragione, o solo per suggestione di tutto quel che mi stava intorno: lucciole, stelle, persino zanzare? Ora lo posso dire: è stato a ragione.
Sono circondata di belle cose, dentro e fuori casa.
Non preoccupatevi per me, dunque. Se non mi sentite o leggete sono sicuramente in giro a snidare lacertidi. Oppure a leggere, specialmente sul terrazzo, o in piazza; a godermi vecchi la mattina e stranieri il pomeriggio, esseri umani vari di passaggio.

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6 thoughts on “Don’t worry (be happy)

  1. c’è gente che riesce a catturare le lucertole? complimenti! io manco riesco a fotografarle 😄
    (si sente che stai bene, ne sono molto contenta)

  2. Gerald Durrell, benchè un “non-scrittore”, con la sua ironia e bellezza narrativa mi ha invogliato a leggere tutti i suoi testi, tanto mi è piaciuto. Ti consiglio “Il picnic ed altri guai”, esilarante!

  3. Raccolgo volentieri il consiglio (per tutti i libri).
    Non-scrittore: è una cosa che notavo parlando con un’altra persona, si può credere che l’autobiografia sia per definizione materia per lo scrittore; mentre da chi non lo fa per professione vengono fuori magari cose pregevolissime.
    (Poi, per converso, ci sono i tipi come Moheringer – mi pare si scriva – che lo fanno per sè, e per molti altri).
    Ma, perdonami: non ho capito se già lo conoscevi e l’avevi letto o se ho avuto l’onore di presentartelo.
    In ogni caso: buon fine settimana, buona estate…!

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