Letture Maggio – Giugno 2014

44. Bling ring – Nancy Jo Sales
Sospeso tra il giornalismo d’inchiesta e la sociologia leggera, è il resoconto dei furti operati dall’omonimo gruppo di (poco più che) adolescenti che sostanzialmente rapinarono di vestiti, gioielli, accessori e denaro le ville di un buon numero di VIP losangelini anni fa, e che furono beccati sostanzialmente per esagerata idiozia e debolezza di carattere.
Soddisfa l’umana curiosità per la fama e ciò che ne consegue, si pone buone domande sui perché, oltre che sui come, che non si soffermino soltanto sulla scelta dei bersagli. Persino troppe domande, a volte.
45. Jurassic Park – Michael Chricton
Un mito. Mi è piaciuto un sacco, di questo e del seguito, lo stile estremamente curato e sempre ben scandito nella narrazione degli eventi, possibile grazie ad un’evidente ed intuibile conoscenza approfondita di un’ampia rosa di temi: dalla genetica alla meccanica, dalla fisica e la matematica all’ecologia; per citarne alcuni.
Adoro che una personalità produttiva e raffinata come quella di Chrichton abbia potuto combinarsi con una simile, quella di Spielberg. I romanzi, come i film, però, sono i primi due: il tentativo di costruire un terzo episodio pensato solo per il cinema si è dimostrato per il fallimento che è giusto fosse.
46. Cadavere non identificato – Patricia Cornwell
Come i successivi letti – avuti in omaggio dalla biblioteca – la serie dedicata all’anatomopatologa Kay Scarpetta è ottima per qualche ora di svago insieme ad una professionista diligente ma non super-umana (modello CSI) e che, per giunta, prepara regolarmente, in ogni romanzo, la pizza. La mano femminile la si nota non tanto nella scelta di una protagonista donna, quanto, purtroppo, in una serie di aspetti collaterali alle indagini sul caso di turno: romanticherie e superficialità varie, che però si perdonano volentieri.
47. Oggetti di reato – Patricia Cornwell
48. La mente e le rose – Simona Castiglioni
Una raccolta di racconti che, dal punto di vista degli interessati, presenta svariate situazioni di malattia. Più in particolare, di malattia neurologica. E’ incredibile come, nonostante tutto il peso e la sofferenza che letture come questa mi scatenino (ho dovuto lottare con me stessa persino per iniziare), la consolazione che ne risulta sia comunque maggiore. E’ pubblicata da una casa editrice minore, ma a chi avesse la possibilità di reperirla lo consiglio: alcune pagine sono meno coinvolgenti o profonde di altre, ma nel complesso merita.
49. Il castello di Otranto – Horace Walpole
Alla buon’ora ho fatto mio questo classico del “gotico”: godibile, dal ritmo piuttosto serrato, ma non lo tratterrò con me fisicamente. Mi procurerò l’edizione digitale gratuita per conservare quelli che sono i tratti morali del romanzo, ben analizzati, con molto altro, nella bella introduzione scritta per le edizioni Theoria.
50. La mia famiglia e altri animali – Gerald Durrell
Splendida e spumeggiante autobiografia, appassionata ed ironica, degli anni sul finire dell’infanzia (ma per aver avuto un cervello ed un’esperienza così, nella mia infanzia, firmerei col sangue) di un futuro zoologo. Insegna a vivere agli adulti che si sono un tantino arrugginiti.
51. Il mondo perduto – Michael Chrichton

gufo occhiali52. Falce e carrello – Bernardo Caprotti
Incuriosita dal titolo e dal proposito (abbattere il mito delle Coop cosiddette “rosse”, che si presentano come portatrici di valori che oltrepassano il mero guadagno commerciale, a partire dalla salvaguardia della qualità, e denunciarle come gruppi di pressione e monopoli) ho cercato questo volumetto in biblioteca – stava nella sezione Folklore, per qualche oscuro motivo.
L’esposizione, per ammissione stessa dell’autore e dell’introduttore, è elementare; ma in questo genere di divulgazione contano i fatti. Che ci sono. Due pecche: un po’ di confusione sulle questioni più tecniche, che dovevano essere spiegate meglio oppure bypassate, e qualche tracimamento dalla semplice presa di posizione al commento politico, che ne smorza la puntualità.
53. Eurabia – Bat Ye’or
Ecco, questo non si commenta, si legge. La tesi è nota: “eurabia” come entità, come unità geografico-politico-culturale dell’Europa e dei paesi islamici (non solo) mediterranei costruita ad arte, per fini politico-economici, e fondata sull’aria fritta. Entità che si esplicita in una serie di contratti a tutto svantaggio dell’Europa, con il beneplacito di chi l’Europa la presiede (l’UE).
Troppa carne al fuoco per cimentarmi in una critica. La mia recensione ve la lascio in due punti:
qui trovate dati e fonti, riferimenti completi e precisi alle decisioni comuni “euro-arabe” (non suggerite, ma già prese) che coinvolgono e pesano anche sull’Italia. L’Autrice ne fa un sunto a tratti ridondante ma chiaro ed analitico: d’altra parte il contenuto ed il tono di determinate affermazioni da parte araba <i>non dovrebbe</i> necessitare di rimarcature, mentre questo viene normalmente ignorato e quelle accolte senza fare una piega. ha il pregio di lavorare sui fatti invece di elaborarli, di essere molto più vicino all’analisi politica che alla teoria politica e, se non lo si vuole definire obiettivo, lo si deve riconoscere in gran parte incontestabile nelle premesse quanto nelle conclusioni;
ha contribuito a farmi cambiare idea su alcune cose su cui già il mio cervello stava lavorando.
54. La mia africa – Karen Blixen
Un diario del Kenya più… indigeno, che bianco. Infatti me l’aspettavo parecchio diverso: avventuroso in buona misura lo è, ma il ritmo e l’orizzonte  hanno radici negre. Non che la sorpresa mi sia dispiaciuta, solo ho trovato che non vi fosse un vero inserimento nella storia: ci si ritrova d’amblè in un punto qualsiasi dei pensieri della baronessa, non particolarmente significativo, e di lì si procede verso territori meno personali.
55. La rabbia e l’orgoglio – Oriana Fallaci
56. La forza della ragione – Oriana Fallaci
Citata dalla Ye’or, me la sono andata a rispolverare.
57. Post mortem – Patricia Cornwell
Non ho capito se è il primo episodio della serie o, in ogni caso, uno dei primi; a me è capitato di leggerli in quest’ordine per caso ma consiglio sempre (pure a me stessa, spesso inutilmente…) di seguire l’ordine di pubblicazione, quando si tratta di lunghe serie dedicate agli stessi personaggi.
Già interessante, ma nei libri successivi le descrizioni tecniche sono state raffinate, per fortuna.
58. Volevo solo una vita tranquilla! – Anna Talò
Scrittrice di manuali di auto-aiuto, che da tempo non esce praticamente mai di casa e tenta inutilmente di produrre un nuovo libro, si dedica a rispondere acidamente a lettere di donne disperate su blog clandestino. Questo lo start.
Leggero, fresco, lo si beve in una giornata più che leggerlo. Finale scontato schivato. I personaggi sono emblematici ma non di cartone, forse giusto uno (una) patisce un po’ la schematizzazione; le lezioni di vita si scorgono qua e là in controluce ma non moraleggiano, e non imbavagliano le personalità.
59. Uomini che non ho sposato – Dorothy Parker
Una raccolta di racconti datati ma, naturalmente, attuali come pochi, di un sarcasmo raffinato – a volte divertito, a volte amaro -: occupa poco spazio, rende molto in termini di piacere immediato e di riflessione sul medio-lungo periodo.
Il titolo ricalca quello di uno dei racconti (non il più riuscito a mio parere), ma la raccolta non è monotematica.
La mia edizione (una La Tartaruga giallina) reca in copertina il disegno di un uomo ed un cane, entrambi sorridenti, lanciati a una discreta velocità in auto con i grattacieli newyorkesi sullo sfondo. Mi sfugge il perché.
60. Lettera a mia figlia – Antonio Socci
Lettura agile, grazie alla suddivisione in numerose lettere, scritte e ricevute. Nutriente. La ricchezza di citazioni non l’ho trovata opportuna e non ridondante.

libri per un giorno di pioggiaIn maggio ho iniziato anche altri due titoli, decidendo poi di interromperli: il terzo episodio legato alla scrittrice Erika Falck e al poliziotto Patrik Hedstroem, di Camilla Laeckberg: si prospettava come l’ennesima tappa di una via crucis, ma senza l’emozione acuta della sorpresa; ed Eragon di Christopher Paolini: me l’aspettavo un romanzo fantasy adulto, ma mi è parso soltanto fragile.

Nel frattempo le costole sui miei scaffali continuano ad avvicendarsi: cambiare libri rinfresca, è assodato.
Dall’ultimo scambio di libri usati ho riportato a casa solo cinque titoli ben scelti (fra i quali la Parker succitata), liberandone altri venticinque, dei quali almeno tre “di peso”.

Ho inoltre aperto un nuovo .txt nel quale trascrivo, di volta in volta, brani memorabili, o solo interessanti, dai libri letti – e che però non mi importa di tenere fisicamente.

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