Luce perpetua o fuoco fatuo?

Il modo in cui ci figuriamo la “luce perpetua” dell’eterno riposo dice molto di noi.
Di quanto e da cosa siamo stati influenzati, di quali immagini si sono sedimentate nella nostra memoria, anche di quanto viva e vivace è la nostra fantasia – perché il paradiso non ha bisogno del nostro convenzionale, asettico rispetto. Lo si può cogliere solo con la gioia. Ed è del paradiso che l’eterno riposo parla, è ad esso che si riferisce, è quello che augura.

Ciò che abbiamo nella mente influenza anche il cuore.
E noi cosa abbiamo in mente? Una luce sfolgorante (magari calda, accogliente) oppure un fuochetto da cimitero, uno di quei lumini perenni sì, ma mica tanto invitanti?

E’ un pensiero estemporaneo che ho fatto stamane.
Comunque noi rimasti la immaginiamo, spero che per voi che siete rinati la luce di cui parla la preghiera sia la migliore possibile. Una luce da lettura, da mare di luglio, una cosa così.

Ciao, Giorgio.
Se vedi in giro il mio papà raccontagli tu una storia e fallo divertire un po’,
intanto che arrivo.

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2 thoughts on “Luce perpetua o fuoco fatuo?

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