A proposito di oggetti misti

Il decluttering degli ‘oggetti misti’, quelli non collocabili in altre macro-categorie specifiche, da quando ho iniziato a seguire il percorso della Kondo si è infilato un po’ ovunque tra un compito e l’altro.
Sarà perché per lo più si tratta di oggetti piccoli, molto diversificati, relativamente poco impegnativi: per me sistemare un ripiano di queste cose tra una sessione in mezzo a vestiti o libri e l’altra è equivalso a fare un esercizio defatigante.

A chi mi segue devo ricordare che mi sto occupando esclusivamente della mia stanza – e poco più: qualche cassetto in giro per la casa che rientra ‘nella mia giurisdizione’, per così dire, e le zone di garage e cantina che ospitano cose mie.
Per l’appunto, ragionavo sul fatto che probabilmente garage e cantina non sono ambienti molto diffusi in Giappone – la Kondo non li cita mai! – mentre per la maggior parte di noi sono un nervo scoperto, e pure grosso.
Di fatto, sono quelli che ancora devo esplorare passo passo, senza tralasciare nessun angolo, invece nella mia stanza ho ancora poche cose: in una giornata potrei terminare di sistemarle.
Il mio obiettivo a breve termine è di svuotare entrambi i suddetti ambienti di tutte le mie cose personali, eliminandole o in rari casi spostandole in casa.
Quello a lungo termine, più ambizioso – di cui non mi occuperò finché ringraziando Dio mia mamma sarà con me – è di svuotarli completamente. Ma proprio del tutto, ad eccezione di automobile ed accessori per la manutenzione della stessa.

Ora mi limito a scorrere l’elenco di oggetti misti suggerito dalla Kondo all’inizio del relativo capitolo, tanto per dare un’idea del punto a cui sono.
> Cd e dvd: direi che per due terzi li ho già declutterati proprio mentre decidevo di infilarmi nel tunnel ^__^ Il risultato è ottimo, ma va rifinito.
Dalla vendita non ho ricavato granché, ma pazienza.
Anni fa ho ‘scomposto’ tutti i cd e dvd in mio possesso: ho messo i dischi nei raccoglitori morbidi, che occupano pochissimo spazio rispetto a quando li tenevo nelle apposite griglie di fianco a uno stereo enorme. I booklet li ho raccolti in una semplice borsina di carta patinata, le custodie in uno scatolone  di cartone in cantina, appunto.
La cosa mi piace e non mi piace: in casa ho un perfetto ordine, ma le custodie vorrei metterle in un contenitore di plastica, in casa. Cosa che non posso fare, perché non ci starebbe negli spazi a mia disposizione – e figuriamoci se posso chiedere a mia mamma di ritagliarmene uno.
> Prodotti per la cura del corpo, cosmetici e accessori: indosso pochi accessori e mi trucco pochissimo, perciò questa parte avrebbe dovuto andar via veloce. Invece distinguere cosa indosserò o userò raramente ma con piacere, e cosa alla fine non userò affatto, è stato complicato. Aargh. Tuttavia ce l’ho fatta: è stato fondamentale togliere di mezzo alcuni contenitori, però. Finché non sono riuscita a rinunciare a quelli, assurdamente, anche ciò che contenevano mi sembrava TUTTO indispensabile.
> Oggetti di valore: idem come sopra. Ne porto un paio addosso, anello e catenina. Non ho nulla abbinato al conto corrente che vada declutterato (non sono un’americana con una sfilza di carte di credito che pende dal portafogli…). Che altro?!
> Dispositivi elettronici: anche in questo caso, tolti i due portatili (non sgridatemi: uno lo uso, uno è vecchio e collegato alla stampante: finché non tira le cuoia sta lì), ho tutto riposto in un ripiano dell’armadio. Nulla di che, eppure anche qui ho eliminato diverse cosette.
Lampada di emergenza con attacco all’accendino nell’auto, cuffie per cellulare e k-way usa e getta, li ho ovviamente messi nel vano dell’auto. Ovviamente: che me ne faccio in casa? Cosa faccio se mi servono in auto e non li ho? Eppure… Restano infine tutti oggetti di uso frequente.
Appena la stampante si romperà la porterò all’isola ecologica insieme al pc più vecchio, che serve solo a mandare il comando. Del resto, quando non mi viene voglia di comprare una cartuccia ogni morte di papa, normalmente stampo tutto quel che occorre in biblioteca, dove inoltre fotocopio e mi collego a internet.
Sto terminando di fare il delicato backup della cartella con la musica su chiavetta, una volta fatto, l’hard-disk esterno sarà anch’esso una precauzione non indispensabile che butterò quando si romperà.
> Utensili di uso quotidiano (cancelleria, cucito): il cassetto della cancelleria e le poche cose che tengo sulla scrivania sono stati tra le prime cose riordinate. Tra le altre, ho gettato con grande sollievo un blocco di biglietti da visita di due tipi diversi, mai utilizzati. Ho poi approfittato dell’imminenza dell’inizio della scuola per vendere righelli, pennarelli colorati Stabilo in ventimila colori, colle, gomme… continuo?
Quanto al cucito: ho imparato una volta, anni fa, a riattaccare un bottone. Ma ho intenzione di farmelo rispiegare, perché ho scordato come si fa… fate voi. Avevo due piccoli set per cucito di emergenza, da portarsi appresso uscendo – c’è chi lo troverà utile, io evidentemente no. Li avevo piazzati insieme ai dispositivi tecnologici IN MANCANZA DI UN POSTO MIGLIORE DOVE METTERLI: il che doveva farmi da campanello di allarme. Ora li ha mia mamma, che sa cosa farsene.
> Prodotti di uso quotidiano (oggetti di consumo non durevoli come medicine, fazzoletti, detergenti per la casa): stanno tutti fuori dal mio raggio d’azione immediato. Ma se della casa si occupa mia mamma, della salute di entrambe, in tutti i sensi, mi occupo io: controllo delle medicine compreso. E’ una cosa che faccio regolarmente e da tempo, prima di sapere cosa fosse il decluttering, dunque non ho bisogno di andare tanto a fondo. Mi sono comunque segnata di verificare quando faranno il prossimo Banco Farmaceutico, per destinarvi le scatole di un paio di farmaci che ho sperimentato ma non proseguito ad assumere.
> Utensili da cucina, stoviglie: vale quanto detto sopra: non cucino io, ergo… tuttavia, un ripiano zeppo di belle ciotole e meno belle cianfrusaglie lo possiedo. Eh sì… è nato quando collezionavo i fascicoli DeAgostini sul Giappone (di cui vado fiera e che ho deciso di conservare), cui erano allegati alcuni pezzi di ceramica da cucina, validissimi e che ho tutta l’intenzione di conservare ed usare.
Dopodiché, come le piante infestanti e gli alieni che si impossessano degli umani a loro insaputa, il tutto si è espanso: c’è stato il periodo a Roma con relativi acquisti di stoviglie personali, poi altre vicende; e insomma mi trovo con un mini-corredo tutto mio, separato dal resto delle stoviglie di casa, di cui vado orgogliosa ma che pure mi spiace lasciare in eterna attesa di servire.
Che fare?
> Altro: che comprende di tutto e di più. L’unica possibilità di ottenere dei risultati è setacciare, pezzo a pezzo e con calma zen, ogni centimetro della casa o comunque dei propri spazi. Mi vengono in mente mille angolini che magari va benissimo che esistano, però vale la pena che vengano rivisti e considerati.

Non mi stupirò mai di ripeterlo: ero scettica, invece ho scoperto, anche con questi tipo di oggetti – forse soprattutto – che estrarli dal posto che gli abbiamo assegnato e disporli di fronte a sé, appoggiati su una superficie comoda da raggiungere (non il pavimento suggerito dalla Kondo…) ben distanziati, fa un’enorme differenza.
Le cose respirano, si presentano più chiaramente, non permettono che nulla venga dato per scontato. Proprio quel che ci vuole.

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4 thoughts on “A proposito di oggetti misti

  1. Tu procedi che io ti seguo…ahimè il mio dominio è molto più esteso, le uniche cose che non toccherò sono vestiti, libri e carte di mio marito…tutto il resto della casa fa parte della mia giurisdizione. Quanta roba!

  2. Impegnativo ma, spero, stimolante.

    Nel frattempo io ho riordinato il ripiano di ‘stoviglie personali’.
    Magari così ogni tanto riesco anche ad usare qualcosa!
    E accumulo oggetti da portare a Mercatopoli, in attesa che sia il momento di tornarci per i maglioni pesanti…

  3. Aaah, gli oggetti misti. Infidi riempitori di spazio e risucchiatori di energia e tempo per sistemarli, spostarli, trovarli. Mentre pian piano svuoto casa, ne scopro sempre qualcuno. A volte vincono loro, stremata li ripongo senza sapere bene cosa farne e perchè. Ma le loro fila si assottigliano. Forse, un giorno prevarrò io.

  4. Risparmiatrice, sono assolutamente sicura che prevarrai.
    Anzi, prevarremo.
    Devo pensarlo per forza, altrimenti la determinazione cola a picco 😀

    Tra le cose pseudo-utili e i soprammobili ricordo-decorativi non so proprio scegliere quali siano le più problematiche.

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