Quello che non ho

Leopold sostiene che così come la psicanalisi all’inizio del secolo scorso si è mangiata un’intera epoca proponendosi come sistema per interpretare tutta la vita, l’economia sta ora facendo lo stesso. Con la sua pretesa scientificità, l’economia si sta mangiando la nostra civiltà creando attorno a noi un deserto dal quale nessuno sa come uscire. Meno di tutti gli economisti.
Ma il modo c’è, dico io. […] l’unico modo per non farsi consumare dal consumismo è quello di digiunare, digiunare da qualsiasi cosa che non sia assolutamente indispensabile digiunare dal comprare il superfluo.
[…] Siccome il sistema non cambierà da sé, ognuno può contribuire a cambiarlo… digiunando. Basta rinunciare a una cosa oggi, a un’altra domani. Basta ridurre i cosiddetti bisogni di cui presto ci si accorge di non aver affatto bisogno. […]
Questa è la vera libertà: non la libertà di scegliere, ma la libertà di essere. La libertà che conosceva bene Diogene che andava a giro per il mercato di Atene borbottando fra sé e sé: “Guarda, guarda, quante cose di cui non ho bisogno!”.

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra

copertina big

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2 thoughts on “Quello che non ho

  1. E’ un piccolo esercizio da fare, all’inizio bisogna allenarsi (chi più chi meno), poi ci si accorge dei risultati e di come si diventa non solo più selettivi, ma anche più consapevoli di quello di cui (non) si ha bisogno

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